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Database aggiornato in tempo reale dei civili morti in Iraq a partire dall'intervento militare degli USA nel 2003.

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Emergency si occupa dell'assistenza medico-chirurgica alle vittime dei conflitti armati, allo scopo di dare attuazione ai diritti umani per chi soffre le conseguenze sociali di guerre, fame, povertà, emarginazione e di promuovere una cultura di pace e solidarietà

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Amnesty International è un’organizzazione non governativa indipendente, svolge ricerche e azioni per prevenire e far cessare gravi abusi dei diritti all’integrità fisica e mentale, alla libertà di coscienza e di espressione e alla libertà dalla discriminazione.

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martedì, 31 luglio 2007

Vita da deputato

Quando i valori cristiani vanno a puttane...


Marriott Grand Hotel Flora - 5 stelle lusso
(passare una notte qui è un gran sacrificio... che "vita dura" fanno i nostri parlamentari....)



Ecco cosa mi tocca leggere...

Il segretario dell'Udc cesa (Ap)
Il segretario Udc Cesa
In riferimento all'on. Cosimo Mele, beccato lo scorso venerdì all'Hotel Flora (Roma)  in compagnia di due prostitute, a causa di un malore (dovuto all'assunzione di alcool e droghe) di una di esse:

Converrà, onorevole, che lei milita in un partito, l’Udc, che dei valori della famiglia, della Chiesa ne ha fatto una bandiera...
«E che i parlamentari dell’Udc non fanno l’amore? Certo che mi riconosco nei valori cristiani ma che c’entrano questi con l’andare con una prostituta? E’ una faccenda personale [...] . Non posso non essere un buon padre, un buon marito solo perché dopo cinque, sei giorni fuori casa capita un’occasione....» lastampa.it

LA VITA DA DEPUTATO - Cesa sottolinea anche il «problema» dei parlamentari che vivono a Roma da fuori sede, «e fuori dalla loro città hanno una vita abbastanza dura». Lo dice riferendosi anche alla sua vita pubblica: «Quando ero eurodeputato, stavo da solo tutta la settimana e la solitudine è una cosa molto seria». Per questo, ripete più volte, «la vita del parlamentare è molto dura» e bisognerebbe pensare, propone, all'ipotesi di un ricongiungimento familiare: più soldi a deputati e senatori, quindi, per poter permettere il trasferimento delle loro famiglie a Roma. corriere.it


Poveri deputati, costretti a stare lontani dalle proprie famiglie... e a volte soffrono così tanto da dovere spendere quelle decine di migliaia di euro che guadangano al mese in cenette "romantiche" in ristoranti di lusso e notti di fuoco con prostitute in hotel a 5 stelle...

..eh sì, sarebbe sacrosanto aumentare ancora un po' i loro stipendi.....

...A nome di tutti coloro che faticano ad arrivare a fine mese e che pagano (attraverso le tasse) i vostri stipendi da Nababbo....
....A nome di tutti coloro che vivono e lavorano lontano dalla famiglia e soffrono davvero (non tra coca-party, prostitute e alberghi di lusso) per amore della propria famiglia.......
..A nome di tutti quelli che non ne possono più di questa classe politica fatta di pregiudicati, ex piduisti, onorevoli che pippano coca in parlamento (e i risultati sono sotto gli occhi di tutti...), portaborse che vanno a trans e difensori del "sacro valore della famiglia" che vanno a mignotte ......

..MA ANNATEVENE AFFANCULO SENZA PASSARE DAL VIA!!

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categorie: donna, società, mafie, o munno sottoengoppe


giovedì, 26 luglio 2007

L'Italia è una Repubblica fondata sullo Stage...


Simone Cristicchi - Laureata precaria


Laureata precaria,
con lo zaino pieno di progetti
un po’ campati in aria
È il secondo tempo della storia
di una studentessa universitaria

Tesi di laurea col pancione, 110 e lode
con i complimenti della commissione
Brava! Hai fatto un figurone,
ma è proprio adesso che per te
si complica la situazione.

Ricordi di quel giorno
coi parenti in visibilio,
non come adesso che consegni
pizze a domicilio nel quartiere,
che vita grama!

Ritorni a casa infreddolita
e il frigorifero è il deserto del Sahara.
Ti chiedi:
"Perché non sono nata miliardaria?"
Lo vedi, del tuo monolocale
non sei proprietaria
,
accenderesti un mutuo
se firmasse un genitore
appendi il tuo diploma in
Scienze della Disoccupazione
.


Mi hanno fatto un bel
contratto Co.Co.Co.
Anche se cosa vuol dire non lo so,
so solo che io da domani
un posto di lavoro avrò
con un stipendio misero
io me la caverò

Laureata precaria,
con lo zaino pieno di progetti
un po’ campati in aria
Con la rabbia rivoluzionaria
di una studentessa universitaria

Laureata precaria,
che rispecchi fedelmente questa
deprimente Italia
Sogni una carriera straordinaria,
ora prendi 400 euro al mese
come segretaria

Ci vuole un bel coraggio,
se fai volantinaggio a maggio
Con lo svantaggio dei problemi
che può darti
un vecchio motorino della Piaggio
Che si inchioda senza broda
poco prima che cominci i viaggio…

Se per disperazione urli,
qui nessuno sente,
è come fare la
centralinista in un call-center
part time, meglio di niente

risolvere faccende della gente,
che chiama e poi ti offende

Ti somiglia quest’Italia
confinata dall’Impero,
sembra un portaborse viscido
che bussa a un Ministero,
ma nessuno gli risponde
d’altronde, sarebbe come infilare
un paio di bermuda ad un bisonte

Mi hanno fatto un bel
contratto Co.Co.Pro.
Anche se cosa vuol dire non lo so,
so solo che io da domani
un posto di lavoro avrò
con un misero stipendio
a fine mese arriverò

Laureata precaria,
con lo zaino pieno di progetti
un po’ campati in aria
Forse era una vita meno amara,
quando eri studentessa universitaria

Laureata precaria,
che rispecchi fedelmente questa
deprimente Italia
Sogni una carriera straordinaria,
ora prendi 400 euro al mese
come segretaria

L’Italia è una Repubblica fondata sullo Stage
Corsi di formazione, Master e New Age
I licenziamenti sono all’ordine del giorno
Avere un posto fisso è come fare Terno al Lotto…

(Simone Cristicchi)

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categorie: musica, lavoro, video, donna, società, povertà


sabato, 21 luglio 2007

Le catene della prostituzione sacra

...continua la collaborazione con gli amici di J.@.M. Magazine

NossideA partire dal VI secolo nella polis della Magna Grecia, Locri Epizephyri, veniva perpetrato un rito in onore di Afrodite nella contingenza greca, per il cui culto le fanciulle scelte sacrificavano tutta la loro vita alla divinità, diventando sacerdotesse della stessa. Ma le mansioni di queste ultime, obbligate a concedersi in nome della dea, si disfacevano nella sfera sessuale: le sacerdotesse erano considerate come dei tramiti con la dea, grazie alla quale chi vi si rivolgeva poteva ottenere fertilità, benevolenza, positività, buona sorte… Questo rito, che affonda le radici nell'antica Mesopotamia, prende il nome di "Prostituzione Sacra".
Moltissime le fanciulle locresi donate alla dea dalle proprie famiglie, in cui probabilmente fino agli inizi del IV secolo capeggiava una figura femminile, essendo Locri, una polis basata sul Matriarcato.
Di queste fanciulle faceva parte anche la celebre poetessa Nosside, prosecutrice della lirica saffica e definita, per ciò, dall'età ellenistica in poi " La Saffo d'Occidente".

     Locri Epizephyri - IV/III sec. a.c.

Afrodite di Capua"Quante onde, quante procelle, quanto tempo mi divide da te. Il profumo del gelsomino che inebria i colli di questa terra, mi sospinge a fissare, sulla linea che ci separa, il tuo candido volto" sospirava Nosside di fronte alla vastità dello Ionio illuminato dalle ultime ore del giorno. Dal peristilio del tempio di Afrodite, assorta, riportava alla luce emozioni,sensazioni, sentimenti mai cancellati, rievocava lo Zefiro, complice di un amore soprasensibile, quel vento che ora non sembrava più lo stesso.
Da sempre, fin dal ventre materno il suo destino era compiuto, la sua vita era stata decisa da una madre troppo imperiosa, causa della fuga del padre e della sua condizione: sacerdotessa di Afrodite per tutta l'esistenza. Pensava all'astio della tanto amata Saffo nei confronti della misoginia paterna, raccontata in quei versi pur così dolci, antitesi dei costumi e delle usanze di Locri, una città retta e governata dalle donne.
Ma a differenza della poetessa di Lesbo, lei non riusciva ad essere ostile a nessuno, nonostante fosse stata privata della vera libertà, non sapeva odiare, lei era nata per amare. Non portava rancore neanche per quel mercante di porpore venuto dalla Siria, uno dei pochi uomini visti fino ai suoi dodici anni, con cui, obbligata dal santuario aveva dovuto perdere la verginità. Il pianto che seguì quel momento "sacro" di
avvicinamento alla divinità, la soddisfazione di quell'uomo, il tintinnio delle monete sul marmo dell'altare, riecheggiavano come fantasmi, e pur non alimentavano nessun sentimento ostile. Nella zona antistante al tempio, le ultime fanciulle portavano offerte alla dea, ognuna di loro,di lì a poco sarebbe stata iniziata a quel rito, sul quale era basata la religione e l'economia locrese.
Per tutto il giorno moltissime vergini avevano compiuto il proprio dovere, ed ora loro, ultime si apprestavano a rientrare in città prima che Erebo calasse il proprio mantello. Soltanto lei si attardava nei ricordi, rapita dalla nostalgia di un eros, lontano, unica vera luce che assorbiva tutti i barlumi di felicità:

"Nulla è più dolce d'amore; ed ogni altra gioia viene dopo di lui: dalla bocca sputo anche il miele".

Saffo AbbandonataCosì rispondeva alle sue discepole, alle sue fanciulle, quando credevano di poter allontanare l'eros della loro vita. Si donava e portava alla luce la loro natura erotica, non voleva privare anche di quella felicità, fanciulle che vivevano soltanto per praticare quel rito.
Ognuna di loro le ricordava quegli occhi ridenti e limpidi, nei quali amava specchiarsi, quelle dita rosate, fuoco per le sue membra, ma soprattutto quella voce così soave che decantava versi al pari di Omero, ogni sorriso di fanciulla rievocava in lei il brivido di Anite, figlia dell'Arcadia. Anite...da troppo tempo non pronunciava quel nome! Da quella mattina, sul pontile del porto, quando aveva gridato, con la voce rotta dal pianto: "Anite! Anite! Torna a prendermi..." Sapeva che quel giorno non sarebbe mai arrivato, lei non poteva abbandonare la sua terra, non poteva raggiungere Mitilene, dove l'avrebbe accompagnata nella loro dimora, in cui Anite aveva da anni deciso di abitare.
L'unica speranza era alimentata dall'incontro con quel giovane greco di nome Aristocle, che le aveva parlato di Anite, della fama ottenuta nell'isola di Lesbo e nel resto delle isole, di quella bellezza non logorata dall'età, di quei meravigliosi versi, voce del loro amore. A quell'uomo sulla riva del porto sormontata dal colle Esopis, aveva pronunciato, con quella vera luce negli occhi, queste parole:

"Straniero, se navigando ti recherai a Mitilene dai bei cori,
per cogliervi il fior fiore delle grazie di Saffo,
dì che fui cara alle Muse, e la terra Locrese mi generò.
Il mio nome, ricordalo, è Nosside. Ora va'!"


Marco Forlingeri        

Leggi gratutiamente il numero di Luglio/Agosto su www.jam-magazine.it
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categorie: poesia, immagini, letteratura, storia, donna


giovedì, 19 luglio 2007

Informazione o propaganda?

Quando le opinioni contano più dei fatti.

In esclusiva per i lettori di Pensierofilia il pratico tool super fashion
per difendersi dalle balle scritte sui giornali!!



Martedì 17 luglio, una nota agenzia di stampa diffonde questa notizia:

Bonino rimette suo mandato a Prodi
Il ministro critica trattative Governo- sindacati su pensioni

(ANSA) - ROMA, 17 LUG - Il ministro per le Politiche europee ed il Commercio estero, Emma Bonino, rimette il suo mandato nelle mani del presidente del Consiglio. "Ho scritto una lettera a Prodi - spiega la Bonino - per lasciare a lui la valutazione rispetto al mio permanere al Governo. Non sono qui a minacciare alcunche', tanto meno le dimissioni, ma puramente per rimettere nella sue mani il mio incarico". Il ministro ribadisce le sue critiche alla trattative in corso tra Governo e sindacati sulle pensioni. ansa.it


Ecco come "interpretano" la notizia due noti quotidiani:

Liberazione - Articolo di Frida Nacinovich
Libero - Articolo di Vittorio Feltri
La ministra della Rosa nel Pugno contro sindacati e Rifondazione. Scrive al premier: «Rimetto il mandato, scegli tra me e i comunisti»

PENSIONI: BONINO RICATTA PRODI: PUNISCI I SINDACATI O ME NE VADO

[...] Emma Bonino, la leader radicale rimette il suo incarico di ministra per il Commercio estero nelle mani del presidente del Consiglio. Il motivo? «Decida il premier se sono ancora compatibile con la sua proposta sulle pensioni». [...] si unisce al coro dei Lamberto Dini, Luca di Montezemolo e Mario Draghi, dei "riformisti per lo scalone", di Confindustria, di Bankitalia. E naturalmente della destra berlusconiana. [...] Evviva lo scalone di Maroni e Berlusconi dunque. E il programma dell'Unione, sottoscritto anche dai Radicali di Bonino? liberazione.it

PRODI USURA LA BONINO

Questa storia dei lavori usuranti ha stufato ancor prima di cominciare. A tal punto che la ministra Emma Bonino (radicale storica) si è sentita lei stessa usurata da Prodi e dall'infinita trattativa sulla riforma delle pensioni già riformate da Maroni (Lega) e ha deciso di esser pronta a dimettersi dal governo più usurato del mondo. Brava Bonino. Spero non si comporti come il mio amico Gustavo Selva. Il quale, dopo aver presentato in Senato le dimissioni per la nota menata dell'ambulanza utilizzata in luogo del tassì, le ha prudentemente ritirate il giorno in cui l'aula avrebbe discusso se respingerle o meno. Nel dubbio, le ha bruciate. Si è accorto che la gente lo vuole ancora lì, sullo scranno. In effetti l'unico rischio delle dimissioni scritte è che qualcuno le accetti. Era meglio evitare di fare il bauscia. La Bonino non sembra tipo da marcia indietro. D'altronde un anno di permanenza in un esecutivo stralunato era già troppo per una persona responsabile. libero-news.it


Che dire... "non sono qui a minacciare alcunché" è stata interpretata come "Bonino ricatta Prodi: punisci i sindacati o me ne vado" da una parte, e come "ha deciso di esser pronta a dimettersi dal governo più usurato del mondo" dall'altra.... logico, no?

Se anche voi ne avete le scatole piene del costante clima da campagna elettorale che aleggia sui giornali, se siete interessati alle "notizie" e non alla propaganda politica, allora vi propongo questo tool (per inserirlo nel vostro blog basta copia-incollare il codice) attraverso cui è possibile cosultare ed avere sempre a portata di mano le principali agenzie di stampa italiane e internazionali.

Agenzie di stampa

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codice da copiare e incollare nel template del proprio sito/blog
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categorie: news, storia, informazione, tools, società


lunedì, 16 luglio 2007

E adesso Libero se la prende con Beppe Grillo. Indovinate perché?

Vaffanculo Day"Chi è stato condannato in via definitiva non deve più sedere in parlamento. E se la legge lo consente, va cambiata la legge" - queste le parole che Beppe Grillo urla per introdurre l'iniziativa Parlamento pulito. Scorrendo l'elenco dei condannati definitivi in parlamento si intuisce immediatamente che non si tratta di una iniziativa di parte, ma di una denuncia che colpisce, trasversalmente, sia parlamentari dell'Unione che parlamentari della CDL.
Non è della stessa opinione il "libero" giornalista [?] Renato Farina (radiato dall'albo dei giornalisti per essere venuto meno alla deontologia professionale in relaziona al caso Abu Omar). In un articolo intitolato "State zitti. C'è di mezzo Prodi" - titolo che il direttore Feltri ha naturalmente collocato, a caratteri cubitali, in prima pagina - l'imparziale [?] e indipendente [?] Farina scrive:

«Com'è noto, Prodi risulta indagato a Catanzaro. Piace rilevare come questo fatto abbia indotto tutti a pensarla nell'identico modo, positivo e gentile. [...] Il blog di Beppe Grillo, che insegue qualunque politico anche solo sospettato da una zia di aver rubato da piccolo gli gnocchi, è silente sul tema.»

Adesso chi gliela spiega a quello spirito libero di Farina la differenza tra essere "indagato" ed essere "condannato in via definitiva"? E soprattutto, chi glielo ricorda a Farina che le sue speculazioni politiche a mezzo stampa gli sono già costate l'espulsione dall'albo dei giornalisti?

Ma le rispettabili [?] opinioni [?] di Farina, si fanno ancora più interessanti se rapportate all'ultimo post di Beppe Grillo:


Informazione all’italiana: dal corruttore al consumatore

Una sentenza della Cassazione ha condannato Previti, ormai record man italiano di pene aggiudicate, per la Mondadori. Corruppe un giudice e la Mondadori finì, per la solita coincidenza, alla Mediaset.
La Mondadori va messa sul mercato, non può appartenere a chi l’ha ottenuta grazie alla corruzione.
Scusate: era una battuta... Non volevo mettere in difficoltà rutellifassinodalemabertinottidilibertoviolanteveltroni. Anche loro hanno diritto a tirare a campare, come tutti in questo Paese marcio. Travaglio, l’informato sui fatti, ci spiega in dettaglio lo scippo del più importante gruppo editoriale italiano.

Previticristosocrate e il Cavalier Prescritto.
“Lunedì, per convincere la giunta per le elezioni della Camera a conservare la poltrona, lo stipendio e la pensione al suo cliente pregiudicato e interdetto Cesare Previti, l’avvocato Giovanni Pellegrino (che è anche ex senatore Ds e presidente Ds della provincia di Lecce) l’ha paragonato a Gesù Cristo e a Socrate. Venerdì Previti, in arte Socrate, in arte Cristo, è stato condannato definitivamente dalla Cassazione a 1 anno e 6 mesi nel processo Mondadori, in aggiunta ai 6 anni già totalizzati nel processo Imi-Sir (i 5 anni subìti in appello nel processo Sme-Ariosto cadranno a giorni in prescrizione grazie a un’altra sezione della Cassazione, che ha avuto la bella pensata di mandare il processo a Perugia proprio sul filo di lana).
Grazie a due leggi vergogna – la ex Cirielli e l’indulto – e a un regolamento-vergogna, Previticristosocrate non sconta la pena in carcere, ma a Montecitorio, anche se è provvisoriamente agli arresti domiciliari.
Ma non è il suo destino l’aspetto più importante dell’ultima sentenza. E’ il contenuto, che ha accertato ormai definitivamente come andarono le cose nella “guerra di Segrate” che a cavallo degli anni 80 e 90 oppose la Cir di Carlo De Benedetti alla Fininvest di Silvio Berlusconi. Per una complicata controversia di accordi e pacchetti azionari, sia l’Ingegnere sia il Cavaliere sostenevano di essere i padroni della Mondadori, il primo gruppo editoriale italiano che controllava, oltre al settore libri, La Repubblica, l’Espresso, Panorama, Epoca e 15 giornali locali. Si affidarono dunque a un arbitrato super partes, che nel 1990 – col famoso “lodo Mondadori” - diede ragione a De Benedetti. Allora Berlusconi rovesciò il tavolo e impugnò il lodo dinanzi alla Corte d’appello di Roma. Questa, con una sentenza firmata dal giudice Vittorio Metta il 24 gennaio 1991, annullò il lodo e consegnò la Mondadori a Berlusconi. Per la gioia di Bettino Craxi, che spense così la principale voce di opposizione al regime del Caf. Mesi dopo, Andreotti costrinse Berlusconi a restituire una parte del maltolto (Espresso, Repubblica e giornali locali) al legittimo proprietario. Poi, nel 1995, grazie alle rivelazioni di Stefania Ariosto, il pool di Milano cominciò a indagare sulle sentenze comprate da Previti e scoprì che lo era pure quella del giudice Metta su Mondadori (come quella di tre mesi prima, firmata dallo stesso Metta, sull’Imi-Sir): all’indomani del verdetto, la Fininvest bonificò 3 miliardi di lire a Previti che, tramite altri due avvocati berlusconiani, fece arrivare 400 milioni in contanti a Metta. Il quale poi lasciò la magistratura, divenne avvocato, e indovinate in quale studio andò a lavorare con la figlia Sabrina? Ma nello studio Previti, ovviamente.

Berlusconi è uscito dal processo col solito grimaldello: attenuanti generiche e prescrizione del reato. Previti, Metta e gli altri due avvocati imputati (Pacifico e Acampora), invece, sono stati condannati per corruzione. Ma nella sentenza d’appello, confermata venerdì dalla Cassazione, si afferma che il Cavaliere aveva “la piena consapevolezza che la sentenza era stata oggetto di mercimonio”. Del resto, “la retribuzione del giudice corrotto è fatta nell’interesse e su incarico del corruttore”, cioè dell’attuale capo dell’opposizione. Il quale, dunque, da 17 anni controlla e utilizza abusivamente una casa editrice e i suoi giornali per accumulare miliardi e consensi politici. De Benedetti gli chiederà, in separata sede civile, un risarcimento di 1 miliardo di euro. L’altra sera, a Rovigo, don Luigi Ciotti ha ricordato che nell’ultima finanziaria il governo ha approvato l’estensione del sequestro dei beni, finora previsto per i mafiosi, anche ai corrotti e ai corruttori. Sarebbe forse il caso di confiscare la Mondadori a colui che, nel 1991, la rubò. E di raccontare agl’italiani l’odore dei soldi e dei giornali del Cavaliere. Ma forse la seconda impresa è più ardua della prima: il Tg5 del neodirettore Mimun, venerdì sera, non ha dedicato nemmeno un servizio alla sentenza. E né il Corriere della Sera, né il Messaggero, né La Stampa ne hanno dato notizia in prima pagina. In fondo Berlusconi ha solo rubato il primo gruppo editoriale italiano a un concorrente: che sarà mai.” Marco Travaglio


Che Feltri e Farina non abbiano gradito il fatto che il Maestro Beppe Grillo metta in cattiva luce il loro Padrone? [citando come fonti i testi delle sentenze definitive, non un articolo di Panorama...]

..al posto di Farina, invece di prendermela con Beppe Grillo, mi chiederei come mai il blog del Maestro conta 200.000 visite al giorno, riscuotendo enormi consensi, mentre la servile propaganda che esce dalla sua penna procura solo nausea, vomito, diarrea e radiazione dall'albo....

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categorie: società, percezione, mafie


sabato, 14 luglio 2007

Giornalisti mercenari...

Venerdì 13 Luglio 2007 sul sito Panorama.it compare un articolo intitolato "Inchiesta sulla loggia di San Marino: Prodi indagato a Catanzaro". "Prodi è stato iscritto sul registro degli indagati dalla procura di Catanzaro" - scrive Giacomo Amadori, autore dell'articolo - "Il reato ipotizzato è l’abuso d’ufficio. Per la procura si tratta di un atto dovuto, anche a tutela delle garanzie della difesa, che permetterà di chiarire i rapporti tra il premier e altri personaggi sotto inchiesta per la cosiddetta loggia di San Marino".

Nonostante l'immediata smentita della procura di Catanzaro, ecco i titoli sbattuti in prima pagina da due "liberi" direttori:

Il Giornale di Belpietro - Prima Pagina 14 Luglio 2007
 Libero di  Feltri - Prima Pagina - 14 Luglio 2007

PROCURATORE, NON SO DI ISCRIZIONE PRODI "Non sono a conoscenza dell'iscrizione nel registro degli indagati del presidente del Consiglio dei ministri, Romano Prodi". Lo dice all'ANSA il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Mariano Lombardi, in merito alla notizia pubblicata sul sito di Panorama in cui di afferma che Prodi è stato iscritto nel registro degli indagati per abuso d' ufficio nell' ambito dell' inchiesta della procura catanzarese su un presunto comitato d'affari. "Ritengo - ha aggiunto Lombardi - che se il sostituto De Magistris avesse deciso o avesse iscritto il presidente del Consiglio nel registro degli indagati, avrebbe dovuto informarmi. Il che non è avvenuto. Non sono quindi in grado di fornire in merito alcun chiarimento". ansa.it


..poi ci meravigliamo se nella classifica sullo stato dell'informazione e della libertà di stampa siamo il 61esimo Paese al mondo...
(e ai tempi del governo Berlusconi, eravamo all'82esimo posto, tra i paesi "parzialmente-liberi"...)

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categorie: società, mafie


sabato, 07 luglio 2007

Il Bene e il Male...

Grazie al nostro inviato speciale Michelangelo Fiorentino

Porta il puntatore del mouse sull'immagine...


Londra, Museo delle cere Madame Tussauds - Foto di Michelangelo Fiorentino


Clicca sull'immagine per leggere l'intervista al Mahatma Gandhi

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categorie: guerra e pace, arte, storia, foto di autore





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