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La vignetta di... PV

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Pensierofilia è una selezione di pensieri... tenuti in aria dai puntini di sospensione.....
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Italian Blogs for Darfur è un movimento online con l'obiettivo di far sentire la propria voce alle maggiori aziende di informazione e comunicazione italiane affinchè si dia corso a un nuovo servizio di informazione, più attento alle tragedie dei Paesi più poveri del mondo e in particolare del Darfur.

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iraq body count

Database aggiornato in tempo reale dei civili morti in Iraq a partire dall'intervento militare degli USA nel 2003.

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Emergency si occupa dell'assistenza medico-chirurgica alle vittime dei conflitti armati, allo scopo di dare attuazione ai diritti umani per chi soffre le conseguenze sociali di guerre, fame, povertà, emarginazione e di promuovere una cultura di pace e solidarietà

www.emergency.it

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La rete della Pace
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amnesty international

Amnesty International è un’organizzazione non governativa indipendente, svolge ricerche e azioni per prevenire e far cessare gravi abusi dei diritti all’integrità fisica e mentale, alla libertà di coscienza e di espressione e alla libertà dalla discriminazione.

www.amnesty.it

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amref international

AMREF, attraverso l'ausilio di educatori, medici, infermieri, ingegneri, promuove lo sviluppo di 14 Paesi dell'Africa orientale: dal Kenya all'Uganda, dal Sudan al Sudafrica.

www.amref.it

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Food and Agriculture Organization of the United Nations, guida gli sforzi internazionali per sconfiggere la fame. La FAO è anche una fonte di conoscenza e informazioni. Aiuta i paesi in via di sviluppo e i paesi in transizione a modernizzare e migliorare l'agricoltura, la selvicoltura e la pesca, e assicurare a tutti una buona alimentazione.

www.fao.org

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L'UNICEF è la principale organizzazione mondiale per i diritti dell'infanzia. Opera in 155 paesi in via di sviluppo con programmi di assistenza e in 37 paesi industrializzati attraverso i suoi Comitati Nazionali.

www.unicef.it

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Greenpeace è uno dei più grandi movimenti ambientalisti del mondo. Greenpeace si ispira ai principi della non-violenza; è indipendente da qualsiasi partito politico; non accetta aiuti economici né da governi né da società private e si finanzia esclusivamente con il contributo di singoli individui che ne condividono gli ideali e la missione.

www.greenpeace.com

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Il Progetto prende il nome di "Bloggers for equity", e nasce con lo scopo di rendere più visibili e più facilmente accessibili i metodi di donazione economica verso varie associazioni umanitarie. Al Progetto possono aderire tutti i proprietari di spazi Web e l'adesione è gratuita.


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mercoledì, 31 ottobre 2007

I «bonzi» tornano in piazza

Birmania: continuano arrestie e deportazioni. Human Rights Watch denuncia reclutamento forzato di bambini

RANGOON - Per la prima volta dalla dura repressione di fine settembre, i monaci buddisti sono tornati in piazza in Birmania. Secondo diversi testimoni, circa 200 bonzi in saio rosso hanno marciato nel centro della città di Pakkoku, nel centro del Paese, pregando e cantando. ansa
A Rangoon tutto tace, ma nel resto della Birmania continuano gli arrestie le deportazioni, di monaci come di studenti. Arrivano notizie di eliminazione dei militari che hanno partecipato alla carneficina, per non lasciare testimoni. E sempre oggi è arrivata l'accusa lanciata dal gruppo di attivisti Usa  Human Rights Watch sul reclutamento forzato di migliaia di ragazzi minorenni, o persino bambini di 10 anni, che verranno inclusi nei battaglioni da prima linea dopo 18 mesi di addestramento. Hrw ha controllato le notizie arrivare da diverse fonti, testimoniando anche di abusi sessuali sulle reclute da parte degli istruttori militari.
Gli studenti continuano a dire di avere contatti con alcuni ufficiali pronti ad abbandonare i generali più intransigenti. Ma dopo l'incontro di Su Kii lo scorso martedì con un esponente del Governo, a Rangun si attende solo il ritorno dell'emissario Onu Gambari. peacereporter

«La sofferenza è la legge degli esseri umani; la guerra è la legge della giungla. Ma la sofferenza è infinitamente più efficace della legge della giungla per convertire l’avversario e aprirgli le orecchie, altrimenti sorde, alla voce della ragione. Nessuno probabilmente ha redatto più petizioni o abbracciato più cause perse di me, e sono giunto a questa conclusione fondamentale: che se si vuol fare qualche cosa di veramente importante, non basta soltanto soddisfare la ragione, ma bisogna anche toccare il cuore. La ragione si appella soprattutto alla mente, ma la penetrazione del cuore è il risultato della sofferenza. Essa apre l’intelligenza interiore dell’uomo. La sofferenza, non la spada, è il distintivo della razza umana.»

(Gandhi)


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Altre iniziative dei blogger pro-Birmania libera...
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categorie: guerra e pace, immagini, appelli, aforismi, rivoluzione, infanzia


lunedì, 29 ottobre 2007

Sostieni il diritto alla Musica in Italia!

Proposte emendative in sede di finanziaria 2007 approvate dal “Comitato per il Diritto alla Musica”

1- Così come avviene per le attività sportive, “sono detraibili le spese sostenute per iscrizione annuale abbonamento per le attività educative/musicali per i bambini ed i giovani fino al raggiungimento del 18 anno di età, fino ad un importo massimo di € 210,00”. (eventualmente inserire la dicitura “…purché dette attività siano effettuate presso strutture riconosciute dalla pubblica amministrazione”, riprendendo cosi la formula usata nel D.P.R. 633/72 art. 10 comma 20 scuole riconosciute).

2- Analogamente “sono
detraibili le spese sostenute per corsi formazione, aggiornamento o di specializzazione presso enti accreditati presso il Ministero della Pubblica Istruzione ai sensi del D. M. 177/2000”.

3- Aprire la possibilità di ricongiungimento o altra formula sommatoria con
scelta dell’ente cui riferirsi per i contributi versati all’ENPALS in quanto lavoratori dello spettacolo e i contributi versati all’INPS.

4- L'apertura immediata di un
Ufficio per la Promozione della Musica Popolare Italiana all'estero, senza aspettare il varo di una legge organica sulla musica.

5- L'istituzione di un
"Fondo per la promozione della musica popolare contemporanea", dove per popolare s'intende "derivante dalla tradizione popolare".

Firma e diffondi: sostieni il Diritto alla Musica in Italia!

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categorie: musica, arte, appelli


giovedì, 25 ottobre 2007

Gli uomini di burro

Giovannino Perdigiorno, gran viaggiatore e famoso esploratore, capitò una volta nel paese degli uomini di burro. A stare al sole si squagliavano, dovevano vivere sempre al fresco, e abitavano in una città dove al posto delle case c'erano tanti frigonferi.

Giovannino passava per le strade e li vedeva affacciati ai finestrini dei loro frigoriferi, con una borsa di ghiaccio in testa. Sullo sportello di ogni frigorifero c'era un telefono per parlare con l'inquilino.

- Pronto.
- Pronto.
- Chi parla?
- Sono il re degli uomini di burro. Tutta panna di prima qualità. Latte di mucca svizzera. Ha guardato bene il mio frigorifero?
- Perbacco, è d'oro massiccio. Ma non esce mai di li?
- D'inverno, se fa abbastanza freddo, in un'automobile di ghiaccio.
- E se per caso il sole sbuca d'improvviso dalle nuvole mentre la Vostra Maestà fa la sua passeggiatina?
- Non può, non è permesso. Lo farei mettere in prigione dai miei soldati.
- Bum, - disse Giovannino.

E se ne andò in un altro paese.

(Gianni Rodari)

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categorie: racconti, letteratura, infanzia, esistenza, società


lunedì, 22 ottobre 2007

Lettera di un «bamboccione» al Prof. Romano Prodi

Gentile Prof. Romano Prodi,

chi Le scrive è uno dei tanti "bamboccioni" che tanto fanno sorridere il ministro dell'Economia Padoa-Schioppa.
Secondo gli ultimi dati forniti dalla Banca D'Italia  - relativi ai giovani alle prese con il mondo del lavoro - si evince chiaramente che "il salario dei lavoratori dipendenti più giovani si è ridotto negli anni Novanta rispetto a quello dei lavoratori più anziani"; inoltre, "il calo del salario d'ingresso non è stato controbilanciato da una carriera e, quindi, una crescita delle retribuzioni più rapida". Ne consegue che "la perdita di reddito nel confronto con le generazioni precedenti risulta dunque in larga parte permanente". In altri termini, i giovani guadagnano fino al 35% in meno dei loro padri, senza alcuna prospettiva di crescita professionale che possa compensare nel tempo questo enorme gap generazionale.
Lei mi insegna,  Professore, che il programma dell'Unione era molto chiaro e deciso su questo tema:

[...] sosteniamo politiche del lavoro dirette a promuovere la piena e buona occupazione e a ridurre il tasso di precarietà, incentivando la stabilità e la tutela del lavoro discontinuo. Oltre al superamento della legge "Maroni", noi puntiamo:
- all'estensione a tutti i lavoratori delle tutele e dei diritti di base (maternità, paternità, malattia, infortunio, diritti sindacali,etc) e dell'accesso al credito;
- all'aumento delle opportunità di crescita professionale, attraverso il diritto alla formazione permanente;
- alla garanzia e al sostegno non solo del reddito attuale, ma anche dei trattamenti pensionistici futuri, con strumenti quali: la totalizzazione di tutti i contributi versati, anche in regimi pensionistici diversi, e la copertura figurativa per i periodi di non lavoro.
Vogliamo inoltre estendere le tutele anche nel mercato del lavoro riformando gli ammortizzatori sociali, potenziando i servizi pubblici all’impiego e la formazione professionale sul territorio, innovando e allargando le politiche attive di sostegno all’occupazione e per la formazione lungo tutto l’arco della vita. In particolare, proponiamo politiche specifiche per aumentare le opportunità di lavoro dei gruppi oggi sottorappresentati sul mercato del lavoro, in primo luogo:
- i giovani, per accrescerne istruzione e qualificazione professionale e stabilizzarne i rapporti di lavoro;
- le donne, con strumenti che ne garantiscano la parità di diritti normativi, retributivi e pensionistici, senza discriminazioni. Anche a tal fine, vogliamo favorire la conciliazione delle responsabilità genitoriali degli uomini e delle donne con la vita lavorativa, con diversi strumenti: dall’estensione degli asili nido di territorio
come diritto alla socializzazione primaria dei bambini e delle bambine, alla possibilità di part-time e di congedi adeguatamente retribuiti, agli incentivi per l’inserimento e il reinserimento al lavoro dopo periodi di assolvimento di responsabilità genitoriali;
- gli anziani, con azioni che promuovano la vecchiaia attiva: sostegni e incentivi al reinserimento al lavoro, formazione professionale per adeguare le competenze; forme di passaggio graduale fra lavoro e non lavoro, anche con part time misto a pensione;
- i lavoratori delle aree depresse, specie del Mezzogiorno, con incentivi mirati all’occupazione stabile e alla regolarizzazione del lavoro nero oltre che con il rilancio dello sviluppo di quelle regioni;
- i soggetti disabili e svantaggiati, attraverso il superamento delle normative introdotte dalla "legge 30" e il potenziamento dei centri pubblici per i servizi di inserimento lavorativo mirato delle persone con disabilità.
(pp. 163-164)


Ancora oggi, questa parte del programma risuona come musica nella mia scatola cranica.
Ma, con il passare dei giorni, le note di questa sinfonia si fanno sempre più dissonanti...

Gentile Professore, chi le scrive è uno dei tanti "bamboccioni" che ancora credono in quelle promesse. E ci credono fermamente, proprio come avevano creduto alle promesse di riduzione delle spese militari. Chi Le scrive è uno dei tanti "bamboccioni" idealisti che confidano ancora nei colori della Pace, ma hanno visto stanziare centinaia di milioni di euro per il rifinanziamento delle missioni militari; uno di quelli che inermi hanno assistito all'ampliamento delle basi militari USA di Vicenza.

Gentile Professore, chi Le scrive è uno dei tanti "bamboccioni" che Le hanno dato la propria preferenza alle ultime elezioni.  E, innamorati delle emozionanti parole sul "diritto a comunicare e ad essere informati", sulla "ricchezza e pluralità delle fonti, quali valori fondamentali di una democrazia avanzata" - parole che vibravano nelle ultime pagine del programma - assistono esterefatti al disegno di legge che metterebbe il bavaglio alla libera informazione su internet. Uno dei tanti "bamboccioni", abbagliati, illusi, umiliati ed offesi dall'operato di questo governo e che, sprofondati ormai da tempo nell'incertezza più assoluta, si chiedono: "Quale sarà la prossima tragica mossa del Governo Prodi?" (sempre se ci sarà ancora per molto, un governo Prodi).

Gentile Professore, chi Le scrive è uno dei tanti "bamboccioni" che temono (terrorizzati) il possibile ritorno del Cavaliere.

Uno dei tanti, che spera ancora che gli impegni presi con il popolo italiano saranno, prima o poi, rispettati ed onorati. Uno dei tanti, che si permette di dare, a Lei e a tutti i membri dell'attuale Governo, un umile consiglio: rileggete con attenzione (e magari con un paio di occhiali nuovi) il programma. Perché noi "bamboccioni" - a differenza di qualche esimio ministro - prima di firmare qualsiasi cosa, leggiamo tutto con molta attenzione...

In attesa di un suo possibile riscontro, porgo cordiali saluti.

Donato Marchesani
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categorie: lettere, sogni, lavoro, informazione, società


venerdì, 19 ottobre 2007

Dopo la «salva-Previti» arriva la legge «salva-Mastella»

Approvato il disegno di legge per tappare la bocca ai blogger

Sappiamo tutti quanto può essere fastidioso un blogger.
Con le sue improbabili pretese di poter scrivere liberamente quello che pensa, senza sottostare alle "veline" di un direttore di giornale o di uno schieramento politico. Superbo e immodesto, crede ancora alle favole, come quella in cui il lupo cattivo sbrana in un sol boccone l'articolo 21 della Costituzione italiana e, al tempo stesso, il diritto di "manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione [...] senza essere soggetto ad autorizzazioni o censure".
Il blogger, un "frustrato che rovista nella spazzatura in cerca di cibo avariato da offrire ai suoi lettori".
Il blogger, incurabile perdigiorno, che organizza manifestazioni che, con il pretesto della partecipazione democratica alla vita politica e, con l'alibi del diritto di manifestare liberamente le proprie idee, infiammano il terrorismo.
Il blogger, che non avendo niente di meglio da fare, crea un blog fake per protestare contro i commenti censurati nel blog del senatore Clemente Mastella.

Povero Mastella, indignato ed offeso da questi loschi figuri che rispondono all'appellativo di "blogger".
Povero Mastella, costretto a controbattere - seduto davanti al suo pc, in uno dei 26 appartamenti al centro di Roma (acquistati a prezzi da seminterrato cadente di periferia) - ed a spiegare ai suoi lettori perfino i principi fondamentali della grammatica italiana.
Ma adesso basta! Due anni dopo la «salva-Previti», arriva la legge «salva-Mastella».
Molto presto il ministro della Giustizia, non avrà più grattacapi. Il 12 ottobre, infatti, il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge a d.o.c. per tappare la bocca, una volta per tutte, a tutti questi bighelloni indolenti. Se la legge sarà approvata dal Parlamento, infatti, chiunque abbia un piccolo sito, perfino chi ha un blog personale, dovrà sostenere obblighi di registrazione, burocrazia, spese impreviste e, soprattutto, temere sanzioni penali più forti in caso di diffamazione.
repubblica
Il testo è opera di Ricardo Franco Levi, sottosegratario alla Presidenza del Consiglio, ed è stato approvato all'unanimità. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
beppegrillo

«La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video. L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete. Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog? La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Il 99% chiuderebbe. Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura. [...] Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.» (Beppe Grillo)

bloggiamo la legge contro il  Web

<div align="center">
<a href="http://www.petitiononline.com/noDDL/petition.html" target="_blank" title="Firma la petizione contro il disegno di legge Levi-Prodi"><img src="http://cattivamaestra.blog.lastampa.it/bloggiamobanner.jpg" alt="bloggiamo la legge contro il  Web" width="160" height="55" border="0" /></a>
</div>
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categorie: informazione, mafie


mercoledì, 17 ottobre 2007

Dal mercato del pesce... a una vignetta satirica

Qual'è stato il passaggio?

Tagliente, cruda, irritante, scomoda, poco comprensibile ma comunque sempre molto seguita. E’ la satira, che osserva la vita sociale in genere e ne sottolinea e ridicolizza più o meno esplicitamente paradossi, contraddizioni e assurdità. Se ne trovano le prime tracce in Omero, anche se la satira come genere letterario indipendente nasce tra il III e il II secolo a.C.. Già allora, prima Ennio e poi Persio, Giovenale e Petronio se la ridevano sui ricchi, le donne, gli omosessuali, l’ipocrisia religiosa e la moda letteraria. Malgrado queste nobili origini più o meno note a tutti, forse in pochi si sono chiesti come siamo arrivati alla satira di oggi. In particolare, vi siete mai chiesti come sia nata la caricatura? Come sia nata l’idea di ironizzare con il disegno, chi sia stato il primo a farlo o il primo giornale a pubblicarlo? Se non vi è passato mai neanche nell’anticamera del cervello ma ora volete saperlo, vi aiuto con qualche piccola informazione.

domesticoC’era una volta, esattamente a metà del XVI secolo, la scena di genere, praticata per lo più nelle Fiandre e nell’Italia settentrionale. Secondo i canoni dell’epoca, un dipinto aveva valore pari al calibro del soggetto rappresentato. Perciò, essendo la scena di genere specchio della vita semplice del popolo, non era apprezzata. Nonostante ciò, i genuini dipinti di Vincenzo Campi, Joachim Beuckelaer, Pietre Aertsen sembrarono interessare anche i pittori dei secoli successivi. Nel XVII e XVIII secolo infatti l’attenzione al quotidiano, al domestico, al lavoro, si sposta anche sul divertimento e lo svago con qualche primo accento comico. Il punto cruciale e di svolta arriva nel momento in cui la stampa, l’industria e la nascente borghesia cominciano a farsi spazio e la componente idealizzante del Neoclassicismo appare bilanciata da uno slancio di realismo attuale e schietto. E qui la comparsa di un personaggio chiamato “il pennello cinico” del Settecento inglese: William Hogart. Non sembra importargli dei canoni di bellezza e della perfezione delle forme. C’è qualcos’altro che, se pur imperfetto, a suo parere dà impulso ad un’arte originale: il movimento della vita. Osserva affascinato la vita della sua Londra, bella quanto dannata, e racconta la corruzione, il vizio, gli eccessi e lo spreco celati dietro ad un apparente buongusto. Hogart aprì la strada alla tagliente satira contro la società borghese con le sue storie morali contemporanee, una serie di incisioni con tanto di protagonista e intreccio narrativo diviso in sezioni…come un vero testo teatrale. La prima fu La carriera della prostituta: Molly Hackabout, incapace di resistere alle tentazioni, sprofonda nel vizio e viene arrestata. Seguì una seconda serie: La carriera del libertino. E’ la chiara caricatura di un uomo, figlio di un ricco usuraio, che tenta di entrare nel mondo dell’aristocrazia e spende la sua fortuna in passatempi, prostitute e vestiti alla moda. Viene arrestato ed è poi costretto a sposare una vecchia ma ricca signora per sopravvivere. Perde al gioco tutti i soldi e, reso folle dalla smania di ricchezza, finisce in manicomio.

A trasformare l’insolita attenzione per la società di Hogart in vera e propria satira politica mirata di “high art” (arte alta) è James Gillray. D’intonazione particolarmente antinapoleonica, la satira di Gillray è cruda e senza mezzi termini. In Tiddy Doll, l’artista rappresenta Napoleone in un panificio intento a “sfornare” nuovi sovrani secondo il suo impasto (per ironizzare sull’intento del sovrano francese di imporre un nuovo ordine europeo secondo le sue direttive). Troviamo anche Napoleone a pranzo con l’onorevole inglese William Pitt, attento ad “affettare” e quindi spartirsi con lui il piatto in tavola: il mondo. E poi re, regine, principi del Wales, duchi… Nonostante il ridicolo di cui ricopriva tali personaggi e la ovvia sfiducia nel potere che si leggeva tra le righe, le sue opere fecero parte delle più prestigiose collezioni del tempo, tra cui quella dello stesso principe del Wales! Tentativo di togliere dalla circolazione tali infamie o reale interesse per nuove forme d’arte??

Pere Mah.. Intanto anche in Francia prese piede una feroce satira politica. La figura determinante fu Charles Philipon, litografo e giornalista che fondò i periodici La Caricature e Le Charivari, primi a pubblicare esplicite e ridicole caricature antimonarchiche. E’ proprio di Philipon la serie del re borghese: disegni raffiguranti Luigi Filippo, anzi, il suo volto, che si trasforma gradualmente in una pera. Chiaro riferimento al gergo francese “poire”, cioè ottuso. Inizia la propria carriera come vignettista per il giornale di Philipon, Honoré Daumier, il solito autore scomodo che per la sua sincerità viene più volte arrestato e non avrà grandi soddisfazioni se non dopo essere passato a miglior vita.
Sono probabilmente loro le basi del giornalismo moderno. Baudelaire li lodava, vedeva nel brutto di una caricatura i segni della genialità. E non a torto, dato che sono stati artisti capaci di influenzare l’attenzione alla realtà dei futuri artisti in ogni campo. Fino ad arrivare a noi.
Molto spesso confusa con la comicità (che è al contrario semplice desiderio di suscitare una risata), la satira è una vera arma di denuncia oggi oggetto di discussione, di abuso di potere e di censura. Da semplice interprete della realtà è divenuta quasi causa delle imperfezioni di quest’ultima per il solo fatto che le mette in luce. Invece di prendercela tanto, cerchiamo di vederla come segno di democrazia funzionante o semplicemente come pretesto per farci una risata ogni tanto.


«L’immaginazione è una qualità che è stata concessa all’uomo per compensarlo di ciò che egli non è,
mentre il senso dell’umorismo gli è stato dato per consolarlo di ciò che egli è.
» (Oscar Wilde)

(di Julie Pizzuti - tratto da J@M Magazine, n.17)

Leggi online il numero di ottobre di J@M Magazine - Juice of Arts and Music

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categorie: arte, vignette, aforismi, umorismo


martedì, 16 ottobre 2007

Verso i musei della povertà

Giornata Mondiale dell’alimentazione.

©FAO/Ami Vitale

Roma, 16 ottobre 2007 - La FAO ha sollecitato un rinnovato impegno affinché sia garantito il diritto all’alimentazione alle centinaia di milioni di persone che al mondo sono sottonutrite.
Intervenendo alla cerimonia della Giornata Mondiale dell'Alimentazione, il cui tema quest’anno è "Diritto all’Alimentazione, il Direttore Generale della FAO Jacques Diouf ha detto “se il nostro pianeta produce cibo a sufficienza per dar da mangiare alla sua intera popolazione, perchè ancora oggi 854 milioni di persone ogni giorno vanno a dormire a stomaco vuoto?” Aggiungendo “un diritto non può definirsi tale se non può essere rivendicato”.
Il Presidente della Repubblica tedesca Horst Köhler nel suo intervento ha detto che “la fame non è un destino ineluttabile, ma può essere eliminata con politiche sagge". Questo richiede che i governi dei paesi in via di sviluppo facciano della sicurezza alimentare una priorità. “Tutti hanno il diritto di avere cibo salutare, prodotto in modo sostenibile e consono alla propria cultura. La partecipazione democratica degli individui rappresenta la migliore garanzia che i governi comprendano in modo genuino i bisogni fondamentali delle persone e li tengano nella dovuta considerazione“. Ha poi fatto notare che le persone dovrebbero avere un’adeguata quantità di cibo, proveniente dai propri campi e dalle regioni circostanti, elemento che richiede un tipo di agricoltura basata sulla “proprietà” nei paesi in via di sviluppo e sul funzionamento delle strutture e delle conoscenze locali.
Il Presidente della Tanzania Jakaya Mrisho Kikwete ha affermato che “40.000 bambini muoiono ogni giorno nel mondo a causa della denutrizione e delle malattie da essa provocate. Queste sono le persone a cui viene negato il diritto all’alimentazione, questi sono i protagonisti della Giornata dell’alimentazione di quest’anno" Ha poi aggiunto che la soluzione sta nell'investire in agricoltura, specialmente in Africa.

Nuove sfide

“Dati demografici, cambiamento climatico e prezzi delle materie prime sembrano tutti lavorare contro di noi, minacciando di trasformarsi in un ciclone di bisogni irrefrenabili. Ma vi è la speranza di mettere fine alla fame, la scienza e la conoscenza sono dalla nostra parte”, ha affermato Josette Sheeran, Direttore esecutivo del PAM, intervenendo alla cerimonia.
Il messaggio del Presidente dell’IFAD Lennart Båge ha posto l’accento sul fatto che “tre quarti del miliardo di persone che vivono in condizioni di povertà estrema abitano nelle zone rurali. Molti di essi già soffrono fame e malnutrizione, ma nuove sfide, come il cambiamento climatico, li rendono ancora più vulnerabili. Questo è la ragione per cui oggi più che mai il mondo ha l’obbligo morale urgente di investire nello sviluppo rurale per combattere la fame e ridare dignità ai poveri”.

Ancora troppi coloro che soffrono la fame

Ad undici anni dal Vertice Mondiale dell’alimentazione del 1996, il numero delle persone sottonutrite nel mondo rimane alto in modo inaccettabile, con 820 milioni nei paesi in via di sviluppo, 25 milioni nei paesi in transizione e 9 milioni nei paesi industrializzati. È per questo che promuovere il diritto all’alimentazione non è solamente un imperativo morale ed un investimento dal punto di vista economico: si tratta anche della realizzazione di un diritto fondamentale, universale ed inalienabile.
A ciò si aggiunge la pressione sempre maggiore che stanno subendo al momento alimenti base come il grano ed il latte, i cui prezzi sono saliti vertiginosamente, principalmente a causa del cambiamento climatico indotto dalle fluttuazioni del tempo che incidono sui raccolti, dalla crescente produzione di biocarburanti e dall’aumentata domanda proveniente da nuovi mercati emergenti.
fao


«Mi piacerebbe che nel 2050 il mondo si fosse finalmente lasciato alle spalle la povertà; che non ci sia più neanche un essere umano che possa essere definito povero. Allora la parola povertà non avrà più alcuna attinenza con il presente, si intenderà soltanto in relazione al passato. I nostri figli dovranno andare nei musei per trovarne ancora le testimonianze. E quando le scolaresche andranno con i loro insegnanti a visitare i musei della povertà, inorridiranno alla vista della miseria e dell’indegnità nella quale per tanto tempo sono stati tenuti gli esseri umani, e biasimeranno i loro padri per aver tollerato un flagello così vasto e crudele fino agli albori del Ventunesimo secolo.»

( Muhammad Yunus, tratto da Il banchiere dei poveri )

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categorie: immagini, ricorrenze, infanzia, povertà





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