La televisione ha detto che...
Manipolazioni mediatiche, tra luoghi comuni e capri espiatori.
Secondo le stime dell'Istat, non più del 10% degli stupri commessi in Italia è attribuibile a stranieri, contro un 69% di violenze domestiche commesso a opera di partner (italiani), mariti (italiani) e fidanzati (italiani).
I partner, attuali ed ex, sono responsabili della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica rilevate e di alcuni tipi di violenza sessuale come lo stupro nonché i rapporti sessuali non desiderati, ma subiti per paura delle conseguenze. Il 69,7% degli stupri, infatti, è opera di partner, il 55,5% degli ex partner, il 14,3% del partner attuale, il 17,4% di un conoscente. Solo il 6,2% è stato opera di estranei.
Considerando, infine, che soltanto il 7,4% delle donne che dichiara di aver subito una violenza afferma di aver denunciato il fatto, è molto probabile che siano molti di più gli stupratori italiani impuniti.
Ma la televisione ha detto che gli stupratori sono tutti rumeni...
Ma la televisione ha detto che mo' basta! ci facciamo giustizia da soli...
Ma la televisione ha detto che finalmente adesso ci sono le "ronde" che ci proteggono dai rumeni...
Ma la televisione ha detto che gli italiani non sono razzisti,
solo che noi 'sti zinghEri rumeni a casa nostra non ce li vogliamo...
categorie: guerra e pace, televisione, informazione, donna, societÃ
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A partire dal VI secolo nella polis della Magna Grecia, Locri Epizephyri, veniva perpetrato un rito in onore di Afrodite nella contingenza greca, per il cui culto le fanciulle scelte sacrificavano tutta la loro vita alla divinità, diventando sacerdotesse della stessa. Ma le mansioni di queste ultime, obbligate a concedersi in nome della dea, si disfacevano nella sfera sessuale: le sacerdotesse erano considerate come dei tramiti con la dea, grazie alla quale chi vi si rivolgeva poteva ottenere fertilità, benevolenza, positività, buona sorte… Questo rito, che affonda le radici nell'antica Mesopotamia, prende il nome di "Prostituzione Sacra".
"Quante onde, quante procelle, quanto tempo mi divide da te. Il profumo del gelsomino che inebria i colli di questa terra, mi sospinge a fissare, sulla linea che ci separa, il tuo candido volto" sospirava Nosside di fronte alla vastità dello Ionio illuminato dalle ultime ore del giorno. Dal peristilio del tempio di Afrodite, assorta, riportava alla luce emozioni,sensazioni, sentimenti mai cancellati, rievocava lo Zefiro, complice di un amore soprasensibile, quel vento che ora non sembrava più lo stesso.
Così rispondeva alle sue discepole, alle sue fanciulle, quando credevano di poter allontanare l'eros della loro vita. Si donava e portava alla luce la loro natura erotica, non voleva privare anche di quella felicità, fanciulle che vivevano soltanto per praticare quel rito.