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Database aggiornato in tempo reale dei civili morti in Iraq a partire dall'intervento militare degli USA nel 2003.

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Emergency si occupa dell'assistenza medico-chirurgica alle vittime dei conflitti armati, allo scopo di dare attuazione ai diritti umani per chi soffre le conseguenze sociali di guerre, fame, povertà, emarginazione e di promuovere una cultura di pace e solidarietà

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Amnesty International è un’organizzazione non governativa indipendente, svolge ricerche e azioni per prevenire e far cessare gravi abusi dei diritti all’integrità fisica e mentale, alla libertà di coscienza e di espressione e alla libertà dalla discriminazione.

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AMREF, attraverso l'ausilio di educatori, medici, infermieri, ingegneri, promuove lo sviluppo di 14 Paesi dell'Africa orientale: dal Kenya all'Uganda, dal Sudan al Sudafrica.

www.amref.it

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L'UNICEF è la principale organizzazione mondiale per i diritti dell'infanzia. Opera in 155 paesi in via di sviluppo con programmi di assistenza e in 37 paesi industrializzati attraverso i suoi Comitati Nazionali.

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Greenpeace è uno dei più grandi movimenti ambientalisti del mondo. Greenpeace si ispira ai principi della non-violenza; è indipendente da qualsiasi partito politico; non accetta aiuti economici né da governi né da società private e si finanzia esclusivamente con il contributo di singoli individui che ne condividono gli ideali e la missione.

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venerdì, 14 marzo 2008

Il paese dei bugiardi


C'era una volta, là
dalle parti di Chissà,
il paese dei bugiardi.
In quel paese nessuno
diceva la verità,
non chiamavano col suo nome
nemmeno la cicoria:
la bugia era obbligatoria.

Quando spuntava il sole
c'era subito uno pronto
a dire: "Che bel tramonto!"
Di sera, se la luna
faceva più chiaro
di un faro,
si lagnava la gente:
"Ohibò, che notte bruna,
non ci si vede niente".

Se ridevi ti compativano:
"Poveraccio, peccato,
che gli sarà mai capitato
di male?"
Se piangevi: "Che tipo originale,
sempre allegro, sempre in festa.
Deve avere i milioni nella testa".
Chiamavano acqua il vino,
seggiola il tavolino
e tutte le parole
le rovesciavano per benino.
Fare diverso non era permesso,
ma c'erano tanto abituati
che si capivano lo stesso.

Un giorno in quel paese
capitò un povero ometto
che il codice dei bugiardi
non l'aveva mai letto,
e senza tanti riguardi
se ne andava intorno
chiamando giorno il giorno
e pera la pera,
e non diceva una parola
che non fosse vera.


Dall'oggi al domani
lo fecero pigliare
dall'acchiappacani
e chiudere al manicomio.
"E' matto da legare:
dice sempre la verità".
"Ma no, ma via, ma và ..."
"Parola d'onore:
è un caso interessante,
verranno da distante
cinquecento e un professore
per studiargli il cervello ..."
La strana malattia
fu descritta in trentatre puntate
sulla "Gazzetta della bugia".

Infine per contentare
la curiosità
popolare
l'Uomo-che-diceva-la-verità
fu esposto a pagamento
nel "giardino zoo-illogico"
(anche quel nome avevano rovesciato ...)
in una gabbia di cemento armato.

Figurarsi la ressa.
Ma questo non interessa.
Cosa più sbalorditiva,
la malattia si rivelò infettiva,
e un po' alla volta in tutta la città
si diffuse il bacillo
della verità.
Dottori, poliziotti, autorità
tentarono il possibile
per frenare l'epidemia.
Macché, niente da fare.
Dal più vecchio al più piccolino
la gente ormai diceva
pane al pane, vino al vino,
bianco al bianco, nero al nero:
liberò il prigioniero,
lo elesse presidente,
e chi non mi crede
non ha capito niente.


(Gianni Rodari)


...qualcuno sicuramente starà pensando: "L'uomo-che-diceva-la-verità viene liberato ed eletto presidente. Lieto fine!"

...purtroppo non ne sarei così sicuro, dal momento che questa filastrocca è tratta da "Le favole a rovescio" e, con tutta probabilità, alle prossime elezioni sarà eletto presidente l'uomo-che-NON-dice-MAI-la-verità...

 (ogni riferimento al "Cavaliere" non è puramente casuale )

condiviso da vegekuu alle ore 13:06 | link | commenti (22)
categorie: poesia, infanzia, mafie, giochi linguistici


domenica, 25 novembre 2007

Nessuno tocchi la missione di pace!

Restiamo in Afghanistan: solo un "tragico incidente".

Erano lì, alle porte di Kabul, per inaugurare un ponte. I genieri italiani lo avevano appena ricostruito. Una giornata di festa, con tanti bambini e un attentatore kamikaze che risale l'argine di un fiume. I soldati italiani si insospettiscono, lo fermano. Lui si fa esplodere. E' una strage. Muoiono 9 civili afgani, tra cui sei bimbi, e il maresciallo Daniele Paladini. Altri tre militari restano feriti, insieme a una decina di civili.
L'attentato è avvenuto ieri alle 9.52 locali, le 6.22 in Italia. Una strage. Secondo quanto riferito dal comando di Isaf, la missione della Nato, le schegge hanno ucciso dieci persone, oltre all'attentatore: nove civili, sei dei quali bambini, e il maresciallo Daniele Paladini. Feriti altri tre italiani e una decina di cittadini del posto. Le condizioni del sottufficiale sono subito apparse gravissime: è stato evacuato con un elicottero, ma è morto durante il trasporto all'ospedale di Kabul.
Il presidente della repubblica, Giorgio Napolitano esprime "dolore ed orgoglio". Il presidente del consiglio, Romano Prodi, dopo aver parlato di un terrorismo che in Afghanistan si presenta anche "con nuovi metodi" per quel paese, come quello dei kamikaze, risponde anche a chi in Italia solleva dubbi sulla missione: "La nostra strategia non cambia per un pur tragico incidente." ansa

Un tragico incidente, dunque. L'ennesimo. Nulla a che vedere con la teoria secondo la quale "ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria". Perché se il ponte è stato ricostruito, è evidente che qualcuno, prima, lo aveva distrutto (magari un caccia americano in "missione di pace"). Perché se un kamikaze compie un gesto così atroce e disumano, lo fa anche in nome delle migliaia di vittime innocenti, donne e bambini morti perché un caccia americano, per un "tragico errore" ha sganciato una bomba proprio sulle loro teste. Donne e bambini che non avranno mai un volto, né un nome. Li chiamano "danni collaterali". Vite minori, anonime, insignificanti. Nessuna medaglia al valore per loro. Niente funerali di stato.
Il presidente della repubblica e il presidente del consiglio provano "dolore e orgoglio" per la morte di Daniele Paladini. Ma non una parola sulle altre nove vittime dell'attentato, tra cui sei bambini. I telegiornali non manderanno in onda le loro foto, né i giornali pubblicheranno, in prima pagina, i loro nomi. I "danni collaterali" non hanno volto, non hanno nome. Nessuno prova "dolore e orgoglio" per le loro vite spezzate.
La colpa, ovviamente, è solo dei kamikaze, dei terroristi. Noi non abbiamo colpa. Nessuna colpa. Qualcuno, a torto, potrebbe obiettare che occupare militarmente un altro paese e sganciare le bombe addosso ai civili suona più di strategia di "guerra" che di "missione di pace". Ma, a parte qualche "tragico incidente" e qualche migliaia di "danni collaterali", la nostra era e rimane una "missione di pace".


Missione di Pace, tratto da Decameron di Daniele Luttazzi

venerdì, 09 novembre 2007

Biagi Vs Berlusconi

Clicca sulle vignette per ingrandirle...


«[...] allora vuol dire che sei due volte losco, cioè Bis-Luscus, cioè Berlusconi […]
E’ l’etimo esatto, scoperto da Corrado Augias [...]»


(Daniele Luttazzi)
condiviso da vegekuu alle ore 23:07 | link | commenti (11)
categorie: vignette, mafie, giochi linguistici, o munno sottoengoppe


mercoledì, 26 settembre 2007

Mastella: Sono io il male d'Italia? [Sì!]

Il Ministro sale in cattedra e spiega agli italiani il corretto uso del congiuntivo.

non dormo, riposo gli occhi
"Non dormo, riposo gli occhi"
 www.dementemastella.blogspot.com

Dal blog del Ministro della Giustizia Clemente Mastella:


«Scrivo da casa. Rilassandomi un po' al termine di una settimana durissima e stressante che ha visto ricominciare in tv "Anno Zero" con un violento attacco contro di me. D'altra parte la scorsa stagione la trasmissione si era conclusa con un attacco sempre a me. In linea dunque. Come se io sia l'emblema del Male. Sono io il Male d'Italia?»

La prima domanda che balza alla mente è la seguente: "Ma come caXXo scrive il Ministro Mastella?"

Ad un malcapitato lettore che gli ha fatto notare che la frase "Come se io sia l'emblema del male" forse suonerebbe meglio con il congiuntivo imperfetto ("come se io fossi l'emblema del male"), il Senatore ha sdegnosamente risposto che, per come è costruita, le due forme sono perfettamente equivalenti.
Così, ho fatto una semplice ricerca su Google, per cercare altre fonti autorevoli che utilizzassero la forma "come se io sia". Tra i pochissimi risultati ottenuti, ho trovato questo:

«Salutatemi Roma da parte mia e fate conto come se io sia lì insieme a voi tutti [...]»

(Fonte: www.antoniodipietro.com)

Benissimo! Se è scritto sul blog di Antonio "che c'azzecca!" Di Pietro, allora è sicuramente corretto!
Povera italia... e povera lingua italiana!

Ma veniamo alla sostanza. La domanda del Ministro della Giustizia è precisa: "Sono io il male d'Italia?"
La risposta è altrettanto precisa: "Sì!", vedere per credere...


Marco Travaglio, Un breve curriculum vitae del Ministro Clemente "Dumbo" Mastella
condiviso da vegekuu alle ore 12:35 | link | commenti (16)
categorie: immagini, video, mafie, giochi linguistici


sabato, 17 marzo 2007

Regala un sorriso, Raccontami una storia...

In occasione della 2° edizione di PiùBLOG sarà presentato un volume dedicato ai bambini dal titolo "Raccontami una storia". Il ricavato delle vendite sarà devoluto alla Associazione Italiana per la lotta al Neuroblastoma.

Il libro sarà composto dalle storie che i blogger regaleranno all'iniziativa.

E se contribuissimo anche noi... con un racconto collettivo?

Il risultato del precedente esperimento di racconto collettivo è stato davvero molto bello... e sono sicuro che anche in questa occasione non sarete da meno...
 
Racconto CollettivoISTRUZIONI: Immaginate di avere accanto un bambino e di raccontargli una storia, una favola inventata apposta per lui. Ciascuno di voi aggiungerà qualche riga al racconto, continuando quello che hanno scritto gli altri precedentemente...

Grazie!
condiviso da vegekuu alle ore 01:50 | link | commenti (34)
categorie: racconti, infanzia, giochi linguistici


martedì, 20 febbraio 2007

Questo post scrivetevelo da soli!!


Oggi non so proprio cosa scrivere!
Mi piacerebbe scrivere un racconto, ma sono infelicemente a corto di idee...

Facciamo così: io mi limito a scrivere le prime parole del racconto e... il resto lo fate voi!
Ciascuno di voi aggiungerà qualche riga al racconto
[continuando quello che hanno scritto gli altri precedentemente, ma dando libero sfogo alla propria follia creativa...]

Alla fine, proverò ad "assemblare" il tutto in forma di racconto...
Se l'esperimento riuscirà, pubblicheremo il racconto, insieme ai link di tutti i blogger che avranno partecipato.

Grazie!

condiviso da vegekuu alle ore 19:20 | link | commenti (59)
categorie: racconti, giochi linguistici


venerdì, 17 novembre 2006

Consigli di buona scrittura...

- Allontanati dalle allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
- Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.
- Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
- Esprimiti come ti nutri.
- Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.
- Stai attento a non fare... indigestione di puntini di sospensione... [questa è dedicata a me......]
- Usa meno virgolette possibili: non è "fine".
- Non generalizzare mai.
- Usare le parole straniere non è bon ton e potrebbe portare a misunderstanding.
- Sii avaro di citazioni. Diceva Emerson: "Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu". [....anche questa..]
- Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s'intende la spiegazionie inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).
- Solo gli stronzi usano parole volgari.
- Sii sempre più o meno specifico.
- Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
- Metti, le virgole, al posto giusto.
- C'è davvero bisogno di domande retoriche?
- Non si apostrofa un'articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.
- Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!
- Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.
- All'inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).

(Umberto Eco, da Sator arepo eccetera, traduzione e adattamento di una lista apparsa, in inglese, in rete)
condiviso da vegekuu alle ore 14:38 | link | commenti (26)
categorie: giochi linguistici





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