PensierofiliArts...-condividi la tua Arte!
-
Musica-- Scuole/Insegnanti-- Libri ----- Scritti/Poesie ----- Vignette ----- Pittura ----- Fotografia ----- Hobby Creativi ----- Siti/Blog

La vignetta di... Mauro Biani

Decreti pro stupri della democrazia




Chi siamo...

Pensierofilia è una selezione di pensieri... tenuti in aria dai puntini di sospensione.....
è una memoria a più voci
che si ispirano a principi di cooperazione e nonviolenza.

Add to Technorati Favorites


Membri del blog


Vedi il profilo..
Vegekuu

Vedi il profilo..
Eleuteria11

Vedi il profilo..
Comicomix

Vedi il profilo..
jammagazine


Per le VIGNETTE
si ringrazia:

(in ordine alfabetico)



Mauro Biani


DirkGently


Vittorio Gazzera


Giulio Laurenzi


MP


Nin@


PV


Sem


Vauro

Archivio

oggi
febbraio 2009
gennaio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---



powered by FreeFind

vista sul mondo

Agenzie di stampa

aggiungi al tuo blog

ib4d

Italian Blogs for Darfur è un movimento online con l'obiettivo di far sentire la propria voce alle maggiori aziende di informazione e comunicazione italiane affinchè si dia corso a un nuovo servizio di informazione, più attento alle tragedie dei Paesi più poveri del mondo e in particolare del Darfur.

vai al sito..

vai al sito..


iraq body count

Database aggiornato in tempo reale dei civili morti in Iraq a partire dall'intervento militare degli USA nel 2003.

vai al sito..

vai al sito..


emergency

Emergency si occupa dell'assistenza medico-chirurgica alle vittime dei conflitti armati, allo scopo di dare attuazione ai diritti umani per chi soffre le conseguenze sociali di guerre, fame, povertà, emarginazione e di promuovere una cultura di pace e solidarietà

www.emergency.it

vai al sito..


La rete della Pace
clicca qui per leggere PeaceReporter...


amnesty international

Amnesty International è un’organizzazione non governativa indipendente, svolge ricerche e azioni per prevenire e far cessare gravi abusi dei diritti all’integrità fisica e mentale, alla libertà di coscienza e di espressione e alla libertà dalla discriminazione.

www.amnesty.it

vai al sito..


amref international

AMREF, attraverso l'ausilio di educatori, medici, infermieri, ingegneri, promuove lo sviluppo di 14 Paesi dell'Africa orientale: dal Kenya all'Uganda, dal Sudan al Sudafrica.

www.amref.it

vai al sito..


fao

Food and Agriculture Organization of the United Nations, guida gli sforzi internazionali per sconfiggere la fame. La FAO è anche una fonte di conoscenza e informazioni. Aiuta i paesi in via di sviluppo e i paesi in transizione a modernizzare e migliorare l'agricoltura, la selvicoltura e la pesca, e assicurare a tutti una buona alimentazione.

www.fao.org

vai al sito..


unicef

L'UNICEF è la principale organizzazione mondiale per i diritti dell'infanzia. Opera in 155 paesi in via di sviluppo con programmi di assistenza e in 37 paesi industrializzati attraverso i suoi Comitati Nazionali.

www.unicef.it

vai al sito..


greenpeace

Greenpeace è uno dei più grandi movimenti ambientalisti del mondo. Greenpeace si ispira ai principi della non-violenza; è indipendente da qualsiasi partito politico; non accetta aiuti economici né da governi né da società private e si finanzia esclusivamente con il contributo di singoli individui che ne condividono gli ideali e la missione.

www.greenpeace.com

vai al sito..


Bloggers for equity

Il Progetto prende il nome di "Bloggers for equity", e nasce con lo scopo di rendere più visibili e più facilmente accessibili i metodi di donazione economica verso varie associazioni umanitarie. Al Progetto possono aderire tutti i proprietari di spazi Web e l'adesione è gratuita.


Croce Rossa Italiana Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori
Action aid Caritas

vai al sito..

contatti & feed


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Disclaimer

pensierofilia
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

(Costituzione, Art. 21)



Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.



L'autore dichiara che tutte
le immagini contenute in questo blog sono immagini già pubblicate in internet o create personalmente da lui. Se dovesse essere pubblicato, in questo blog, materiale protetto da copyright non esitate a contattare l'autore che provvederà immediatamente a rimuoverlo. Inoltre l’autore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post e che eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all'autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. L'autore dichiara inoltre di non essere responsabile per i post inseriti dagli altri membri di questo blog, ciascuno dei quali si assumerà ogni responsabilità per quello che scrive. Eventuali post o commenti dei membri, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all'autore.


Contatore

online dal 13 maggio 2006
visitato *loading* volte


BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
Blogarama - The Blog Directory
blog segnalato da Technorati

it's Hobby!

mercoledì, 25 febbraio 2009

La televisione ha detto che...

Manipolazioni mediatiche, tra luoghi comuni e capri espiatori.

Secondo le stime dell'Istat, non più del 10% degli stupri commessi in Italia è attribuibile a stranieri, contro un 69% di violenze domestiche commesso a opera di partner (italiani), mariti (italiani) e fidanzati (italiani).
I partner, attuali ed ex, sono responsabili della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica rilevate e di alcuni tipi di violenza sessuale come lo stupro nonché i rapporti sessuali non desiderati, ma subiti per paura delle conseguenze. Il 69,7% degli stupri, infatti, è opera di partner, il 55,5% degli ex partner, il 14,3% del partner attuale, il 17,4% di un conoscente. Solo il 6,2% è stato opera di estranei.
Considerando, infine, che soltanto il 7,4% delle donne che dichiara di aver subito una violenza afferma di aver denunciato il fatto, è molto probabile che siano molti di più gli stupratori italiani impuniti.
 

Ma la televisione ha detto che gli stupratori sono tutti rumeni...

Ma la televisione ha detto che mo' basta! ci facciamo giustizia da soli...

Ma la televisione ha detto che finalmente adesso ci sono le "ronde"  che ci proteggono dai rumeni...

Ma la televisione ha detto che gli italiani non sono razzisti,
solo che noi 'sti zinghEri rumeni a casa nostra non ce li vogliamo...

condiviso da vegekuu alle ore 14:42 | link | commenti (9)
categorie: guerra e pace, televisione, informazione, donna, società


venerdì, 22 agosto 2008

Tagliare gli sprechi: niente scuola ai bambini con tumore

BARI - Niente più lezioni da quest'anno per i bambini ricoverati nei reparti di pediatria del Policlinico di Bari.

La mannaia sui fondi destinati alla scuola dal ministero dell'istruzione si è abbattuta anche sull'istruzione in provincia di Bari alle prese con una decurtazione di organico. E a risentirne saranno anche i piccoli ricoverati per tumore, per interventi di dialisi o per altre malattie gravi nel Policlinico di Bari, i quali non potranno essere seguiti dalle insegnanti che qui erano distaccate dalla scuola media 'Fiore' di Bari.

E non mancano le proteste, le prese di posizione, l'indignazione per la vicenda riportata oggi dal quotidiano 'la Repubblica'. Tra tutti l'assessore alla Solidarietà sociale del Comune di Bari, Susy Mazzei, dice di essere "indignata" per questa vicenda. "Siamo davanti a tagli tremendi - osserva l'assessore che per 25 anni è stata preside di scuola - che vanno a colpire una attività tanto importante per questi piccoli alle prese con patologie così serie. Un grosso errore che in qualche modo cercheremo di tamponare. Cercheremo in qualche modo di offrire qualcosa di alternativo, ma non sarà facile".

Il Comune di Bari già gestisce attività ludico-espressive per bimbi nei tre nosocomi baresi (Policlinico, San Paolo, e il pediatrico Giovanni XXIII). Inoltre "il Comune di Bari - rileva Mazzei - ha duplicato le risorse destinate ai minori senza aumentare le tasse".

Sulla vicenda interviene anche la Cisl. Ieri il segretario Francesco Scrima aveva parlato di un governo che "vuole cercare di ridurre gli sprechi cancellando i servizi agli ultimi indifesi". Molto dura anche Licia Positò, preside della scuola 'Fiore', che fino allo scorso anno scolastico aveva offerto una sezione distaccata al reparto di pediatria del Policlinico. "E' una vergogna", afferma, lasciando tuttavia intendere di non ritenere per nulla chiusa questa vicenda.
Ansa

Vi invito a leggere questo post, intitolato Cose che dimentico, sul blog degli amici di Comicomix


condiviso da vegekuu alle ore 15:43 | link | commenti (5)
categorie: diritti umani, gioco, infanzia, informazione, o munno sottoengoppe


martedì, 29 luglio 2008

Diritti umani? No, grazie...

Immigrazione: Consiglio d'Europa contro Italia

STRASBURGO - "Le misure attuate in Italia non tengono conto dei diritti umani e dei principi umanitari e potrebbero fomentare altri episodi xenofobi". Questo il giudizio espresso da Thomas Hammarberg, commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, in occasione della diffusione del suo rapporto sulla visita compiuta in Italia il 19 e 20 giugno scorsi per discutere della nuova politica italiana in materia di immigrazione e della situazione dei nomadi. Hammarberg guarda anche con  "forte preoccupazione" ai provvedimenti che nel pacchetto sicurezza sembrano essere mirati in particolar modo ai Rom e per la volontà espressa dal governo di estendere a tutto il territorio italiano lo stato di emergenza già in vigore in tre regioni. Nel rapporto reso noto oggi e composto da una ventina di pagine Hammamberg osserva che "il ripetuto ricorso a misure legislative d'emergenza" per affrontare i problemi legati all'immigrazione sembra indicare "una incapacità di affrontare un fenomeno non nuovo" che dovrebbe quindi essere gestito attraverso leggi ordinarie e altre misure. Hammarberg sottolinea come "la decisione di rendere la presenza illegale in Italia una aggravante nel caso in cui la persona commetta un reato, potrebbe sollevare serie questioni di proporzionalità e di discriminazione". Anche le espulsioni di cittadini Ue condotte sulla base di motivazioni di pubblica sicurezza potrebbero sollevare, secondo il commissario, "seri dubbi di compatibilità con la Convenzione dei diritti umani", su cui si basano le sentenze della Corte di Strasburgo. Ansa

«Nulla al mondo è più pericoloso che un'ignoranza sincera ed una stupidità coscienziosa.» (M. L. King)


venerdì, 01 febbraio 2008

Perché non scrivo più?


     Premessa.


Chiedo scusa a tutti gli amici che, in queste ultime settimane, mi hanno scritto senza ottenere alcuna risposta. Ultimamente, per diversi impegni, non dispongo di molto tempo da dedicare al blog. Nonostante tutto, spero di non perdere i contatti con gli amici della blogosfera che, per quasi due anni, mi hanno tenuto compagnia e hanno arricchito questo blog condividendo opinioni, pensieri, emozioni.


     Perché non scrivo più?

Sono diversi i motivi che mi stanno allontanando dalla blogosfera. Sicuramente, le ultime due settimane di silenzio non sono affatto casuali: si tratta di una scelta ben precisa. Sosteneva Charles Bukowski:

«Tanta gente urla le  verità, ma senza stile è inutile, non serve.»

Viviamo nell'era del gossip e dell'autobiografismo. L'era del reality e del talk show all'ultimo sangue. L'era dell'individualismo e del crollo delle ideologie. L'era del moralismo fatto in casa, in cui è molto più facile giudicare che comprendere. L'era dell'assenza di responsabilità dove, se le cose vanno male, la colpa è sempre di qualcun'altro...
Viviamo nell'era in cui fare politica significa essere perennemente in campagna elettorale, massacrando continuamente la pazienza degli elettori con tormentoni quali "elezioni subito!" e "bisogna fare le riforme!". L'era in cui le grandi decisioni si prendono negli studi di "Porta a porta", invece che nelle aule del Parlamento.
Viviamo nell'era in cui parlare di politica significa parlare di una classe di porci drogati di potere (e non solo) che, ormai da oltre mezzo secolo, fa i salti mortali per spartirsi la torta, fregandosene altamente dei problemi del popolo che dovrebbero rappresentare e da cui vivono distanti anni luce.

Ben cosciente del fatto che sterili slogan elettorali, intrighi di palazzo, cori da stadio e sputi in parlamento difficilmente cambieranno il destino del nostro paese, provo, un passo alla volta, a mettere insieme i pezzi del mio futuro da "laureato precario", tra stage non retribuiti e contratti a progetto da 300 euro al mese...



«Servirsi a fini di potere degli sfruttati (anche solo del loro nome) è la peggiore forma di sfruttamento possibile. Proclamare il proprio amore per gli operai può riuscire un comodo alibi per chi non ama nessun operaio, o nessun uomo. Una folla consapevole che afferma la libertà dello spirito è uno spettacolo sublime. Ma una folla accecata che esalta il Potere è uno spettacolo osceno: chi si rende responsabile di una simile oscenità farebbe meglio a impiccarsi!»

(Elsa Morante, Piccolo Manifesto dei Comunisti senza classe né partito)


giovedì, 22 novembre 2007

Il burattinaio della libertà!

Il Cavaliere controllava la Rai tramite i suoi collaboratori. Conflitto d'interessi: chi l'avrebbe mai detto?

burattinaioMILANO - "Media-Rai". Le due superpotenze nazionali della tv, che dovrebbero competere aspramente per la conquista dell'audience, fare a gara nella pubblicazione di servizi esclusivi, in realtà si scambiano informazioni sui palinsesti. Concordano le strategie informative nel caso dei grandi eventi della cronaca. Orchestrano i resoconti della politica. Su tutto, la grande mano di Silvio Berlusconi e dei suoi collaboratori, che quotidianamente tessono la tela, fanno decine, centinaia di telefonate, si scambiano notizie, organizzano fino ai più piccoli dettagli. È il quadro che emerge dalle intercettazioni telefoniche - realizzate tra la fine del 2004 e la primavera del 2005 - allegate all'inchiesta sul fallimento della "Hdc", la holding dell'ex sondaggista del Cavaliere, Luigi Crespi. E in particolare dai resoconti, redatti dalla Guardia di Finanza, delle conversazioni telefoniche di Debora Bergamini, ex assistente personale di Berlusconi e, all'epoca, dirigente della Rai, e di Niccolò Querci, pure lui ex assistente di Berlusconi e, all'epoca, numero tre delle televisioni Mediaset. La "ragnatela" avvolge e intreccia le vicende della tv di Stato con quelle di Mediaset. I direttori di Tg1 e Tg5 (all'epoca Clemente J. Mimun e Carlo Rossella) fanno, testuale, "gioco di squadra". Il notista politico del Tg1 informa la Bergamini e la rassicura sul fatto che le notizie più spinose saranno relegate in coda al servizio di giornata. Fabrizio Del Noce cuce e ricuce, assicurando che Bruno Vespa, nella sua trasmissione, accennerà "al Dottore in ogni occasione opportuna". repubblica

Rivolta dei giornalisti Rai. "E' la prova di quello che si sapeva". Fuori dall'ufficialità, i giornalisti concordano nell'affermare che quella pubblicata da Repubblica è solo la prova di qualcosa che già si conosceva. "Sapevamo - dice una giornalista del Tg1 - che Rai e Mediaset avevano un filo diretto e concordavano una strategia. Vedi il caso della morte del Papa: nonostante le pressioni fortissime della redazione, non fu possibile interrompere Porta a porta dove c'era Silvio Berlusconi anche se con un un contributo registrato". Secondo i più, andavano in onda edizioni fotocopia dei tg Rai e Mediaset e gran parte dei giornalisti ipotizza che nella cosiddetta "cabina di regia" ci fossero altri esponenti politici, vicini a Berlusconi, capaci di dettare la loro legge. repubblica

Riprendiamoci l'informazione. "[...] Ed è un punto cardine in Germania, in Spagna, in Francia, in ogni Paese degno di questo nome, che non si può avere una presenza dominante nell’informazione e, allo stesso tempo, fare politica. Per gli altri partiti è come combattere contro il campione dei pesi massimi con un braccio legato dietro alla schiena. Il fenomeno Berlusconi non è compatibile con la democrazia. I suoi giornali, le sue televisioni non sono compatibili con la sua presenza in politica. Di questo devono discutere subito Veltroni, Prodi, Fini, Bertinotti e tutti gli altri: di una informazione democratica, non di sigle e percentuali. Ma non lo faranno perchè, anche loro, ne hanno dei benefici. La democrazia è diventata marketing. Lo Stato è fuori dal controllo dei cittadini. Riprendiamoci l’informazione." beppegrillo

Ladies and Gentlemen, benvenuti in Italia, un grande paese europeo in cui, in nome della "Libertà", vige un regime dittatoriale! Un regime che, ai tempi della "democrazia" berlusconiana, Daniele Luttazzi definì Fascismo-light: un degno erede del Ventennio, che non prende più a manganellate i nostri corpi, ma i nostri diritti...
condiviso da vegekuu alle ore 13:19 | link | commenti (9)
categorie: immagini, televisione, informazione, mafie


martedì, 06 novembre 2007

Giustizia e Libertà

La Resistenza non è mai finita.



Ci sono dei momenti in cui si ha il dovere di non piacere a qualcuno.
E noi non siamo piaciuti...

La Resistenza non è mai finita.
Anche oggi c'è sempre da resistere a qualcosa...

(Enzo Biagi)
condiviso da vegekuu alle ore 14:39 | link | commenti (11)
categorie: storia, video, rivoluzione, informazione, società


lunedì, 22 ottobre 2007

Lettera di un «bamboccione» al Prof. Romano Prodi

Gentile Prof. Romano Prodi,

chi Le scrive è uno dei tanti "bamboccioni" che tanto fanno sorridere il ministro dell'Economia Padoa-Schioppa.
Secondo gli ultimi dati forniti dalla Banca D'Italia  - relativi ai giovani alle prese con il mondo del lavoro - si evince chiaramente che "il salario dei lavoratori dipendenti più giovani si è ridotto negli anni Novanta rispetto a quello dei lavoratori più anziani"; inoltre, "il calo del salario d'ingresso non è stato controbilanciato da una carriera e, quindi, una crescita delle retribuzioni più rapida". Ne consegue che "la perdita di reddito nel confronto con le generazioni precedenti risulta dunque in larga parte permanente". In altri termini, i giovani guadagnano fino al 35% in meno dei loro padri, senza alcuna prospettiva di crescita professionale che possa compensare nel tempo questo enorme gap generazionale.
Lei mi insegna,  Professore, che il programma dell'Unione era molto chiaro e deciso su questo tema:

[...] sosteniamo politiche del lavoro dirette a promuovere la piena e buona occupazione e a ridurre il tasso di precarietà, incentivando la stabilità e la tutela del lavoro discontinuo. Oltre al superamento della legge "Maroni", noi puntiamo:
- all'estensione a tutti i lavoratori delle tutele e dei diritti di base (maternità, paternità, malattia, infortunio, diritti sindacali,etc) e dell'accesso al credito;
- all'aumento delle opportunità di crescita professionale, attraverso il diritto alla formazione permanente;
- alla garanzia e al sostegno non solo del reddito attuale, ma anche dei trattamenti pensionistici futuri, con strumenti quali: la totalizzazione di tutti i contributi versati, anche in regimi pensionistici diversi, e la copertura figurativa per i periodi di non lavoro.
Vogliamo inoltre estendere le tutele anche nel mercato del lavoro riformando gli ammortizzatori sociali, potenziando i servizi pubblici all’impiego e la formazione professionale sul territorio, innovando e allargando le politiche attive di sostegno all’occupazione e per la formazione lungo tutto l’arco della vita. In particolare, proponiamo politiche specifiche per aumentare le opportunità di lavoro dei gruppi oggi sottorappresentati sul mercato del lavoro, in primo luogo:
- i giovani, per accrescerne istruzione e qualificazione professionale e stabilizzarne i rapporti di lavoro;
- le donne, con strumenti che ne garantiscano la parità di diritti normativi, retributivi e pensionistici, senza discriminazioni. Anche a tal fine, vogliamo favorire la conciliazione delle responsabilità genitoriali degli uomini e delle donne con la vita lavorativa, con diversi strumenti: dall’estensione degli asili nido di territorio
come diritto alla socializzazione primaria dei bambini e delle bambine, alla possibilità di part-time e di congedi adeguatamente retribuiti, agli incentivi per l’inserimento e il reinserimento al lavoro dopo periodi di assolvimento di responsabilità genitoriali;
- gli anziani, con azioni che promuovano la vecchiaia attiva: sostegni e incentivi al reinserimento al lavoro, formazione professionale per adeguare le competenze; forme di passaggio graduale fra lavoro e non lavoro, anche con part time misto a pensione;
- i lavoratori delle aree depresse, specie del Mezzogiorno, con incentivi mirati all’occupazione stabile e alla regolarizzazione del lavoro nero oltre che con il rilancio dello sviluppo di quelle regioni;
- i soggetti disabili e svantaggiati, attraverso il superamento delle normative introdotte dalla "legge 30" e il potenziamento dei centri pubblici per i servizi di inserimento lavorativo mirato delle persone con disabilità.
(pp. 163-164)


Ancora oggi, questa parte del programma risuona come musica nella mia scatola cranica.
Ma, con il passare dei giorni, le note di questa sinfonia si fanno sempre più dissonanti...

Gentile Professore, chi le scrive è uno dei tanti "bamboccioni" che ancora credono in quelle promesse. E ci credono fermamente, proprio come avevano creduto alle promesse di riduzione delle spese militari. Chi Le scrive è uno dei tanti "bamboccioni" idealisti che confidano ancora nei colori della Pace, ma hanno visto stanziare centinaia di milioni di euro per il rifinanziamento delle missioni militari; uno di quelli che inermi hanno assistito all'ampliamento delle basi militari USA di Vicenza.

Gentile Professore, chi Le scrive è uno dei tanti "bamboccioni" che Le hanno dato la propria preferenza alle ultime elezioni.  E, innamorati delle emozionanti parole sul "diritto a comunicare e ad essere informati", sulla "ricchezza e pluralità delle fonti, quali valori fondamentali di una democrazia avanzata" - parole che vibravano nelle ultime pagine del programma - assistono esterefatti al disegno di legge che metterebbe il bavaglio alla libera informazione su internet. Uno dei tanti "bamboccioni", abbagliati, illusi, umiliati ed offesi dall'operato di questo governo e che, sprofondati ormai da tempo nell'incertezza più assoluta, si chiedono: "Quale sarà la prossima tragica mossa del Governo Prodi?" (sempre se ci sarà ancora per molto, un governo Prodi).

Gentile Professore, chi Le scrive è uno dei tanti "bamboccioni" che temono (terrorizzati) il possibile ritorno del Cavaliere.

Uno dei tanti, che spera ancora che gli impegni presi con il popolo italiano saranno, prima o poi, rispettati ed onorati. Uno dei tanti, che si permette di dare, a Lei e a tutti i membri dell'attuale Governo, un umile consiglio: rileggete con attenzione (e magari con un paio di occhiali nuovi) il programma. Perché noi "bamboccioni" - a differenza di qualche esimio ministro - prima di firmare qualsiasi cosa, leggiamo tutto con molta attenzione...

In attesa di un suo possibile riscontro, porgo cordiali saluti.

Donato Marchesani
condiviso da vegekuu alle ore 15:56 | link | commenti (13)
categorie: lettere, sogni, lavoro, informazione, società


venerdì, 19 ottobre 2007

Dopo la «salva-Previti» arriva la legge «salva-Mastella»

Approvato il disegno di legge per tappare la bocca ai blogger

Sappiamo tutti quanto può essere fastidioso un blogger.
Con le sue improbabili pretese di poter scrivere liberamente quello che pensa, senza sottostare alle "veline" di un direttore di giornale o di uno schieramento politico. Superbo e immodesto, crede ancora alle favole, come quella in cui il lupo cattivo sbrana in un sol boccone l'articolo 21 della Costituzione italiana e, al tempo stesso, il diritto di "manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione [...] senza essere soggetto ad autorizzazioni o censure".
Il blogger, un "frustrato che rovista nella spazzatura in cerca di cibo avariato da offrire ai suoi lettori".
Il blogger, incurabile perdigiorno, che organizza manifestazioni che, con il pretesto della partecipazione democratica alla vita politica e, con l'alibi del diritto di manifestare liberamente le proprie idee, infiammano il terrorismo.
Il blogger, che non avendo niente di meglio da fare, crea un blog fake per protestare contro i commenti censurati nel blog del senatore Clemente Mastella.

Povero Mastella, indignato ed offeso da questi loschi figuri che rispondono all'appellativo di "blogger".
Povero Mastella, costretto a controbattere - seduto davanti al suo pc, in uno dei 26 appartamenti al centro di Roma (acquistati a prezzi da seminterrato cadente di periferia) - ed a spiegare ai suoi lettori perfino i principi fondamentali della grammatica italiana.
Ma adesso basta! Due anni dopo la «salva-Previti», arriva la legge «salva-Mastella».
Molto presto il ministro della Giustizia, non avrà più grattacapi. Il 12 ottobre, infatti, il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge a d.o.c. per tappare la bocca, una volta per tutte, a tutti questi bighelloni indolenti. Se la legge sarà approvata dal Parlamento, infatti, chiunque abbia un piccolo sito, perfino chi ha un blog personale, dovrà sostenere obblighi di registrazione, burocrazia, spese impreviste e, soprattutto, temere sanzioni penali più forti in caso di diffamazione.
repubblica
Il testo è opera di Ricardo Franco Levi, sottosegratario alla Presidenza del Consiglio, ed è stato approvato all'unanimità. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
beppegrillo

«La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video. L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete. Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog? La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Il 99% chiuderebbe. Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura. [...] Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.» (Beppe Grillo)

bloggiamo la legge contro il  Web

<div align="center">
<a href="http://www.petitiononline.com/noDDL/petition.html" target="_blank" title="Firma la petizione contro il disegno di legge Levi-Prodi"><img src="http://cattivamaestra.blog.lastampa.it/bloggiamobanner.jpg" alt="bloggiamo la legge contro il  Web" width="160" height="55" border="0" /></a>
</div>
condiviso da vegekuu alle ore 15:12 | link | commenti (16)
categorie: informazione, mafie


lunedì, 15 ottobre 2007

Bonzi: 1 - Giunta militare: 0

I "bonzi" vincono la prima importante battaglia: le aziende di tutto il mondo voltano le spalle al regime.

L'immagine “http://www.agi.it/uploads/newson/Me/Cb/MeCbAjt0ZqazZ5vLu79jXg/700_dettaglio2_Hkg750571.jpg†non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.
Monaci buddisti in marcia contro il regime militare, fonte: www.agi.it

Nonostante la repressione violenta del regime birmano, gli almeno 200 morti (tutti cremati per non lasciare traccia) e 7.000 arrestati, gli oltre 2.ooo monaci deportati ai lavori forzati, le decine di migliaia di persone radunate in piazza a Rangoon per partecipare ad una manifestazione-farsa a sostegno della giunta militare, i "bonzi" hanno già vinto la loro prima grande battaglia.
Grazie alla loro manifestazione di protesta gandhiana, infatti, tutto il mondo oggi conosce i crimini e le nefandezze del regime militare birmano. ansa, peacereporter

E la lotta per la democrazia ha raggiunto già i primi importanti risultati.
In tutto il mondo, gioiellieri, catene di grande distribuzione, aziende tessili, grandi compagnie assicurative, negozi specializzati nel lusso d’élite, stanno boicottando le esportazioni del regime. Da Cartier a Tiffany, fino all’associazione dei Gioiellieri americani. Niente più pietre preziose - soprattutto rubini e zaffiri - provenienti dalla Birmania “in seguito alle violenze e alla repressione di cui si è resa responsabile la giunta militare al potere”. La Jewelers of America, che racchiude 11.000 ditte attive nel commercio di gemme, ha anche chiesto ai suoi associati di richiedere garanzie sulla provenienza delle gemme che trattano. "Sarà dura però- ha ammesso all'agenzia Reuters Brian Leber, un associato dell'Illinois - per molti qui negli Usa l'argomento è controverso".
"Bulgari annuncia di aver cessato già da tempo l’acquisto di pietre preziose di provenienza birmana. Sebbene l’azienda non abbia mai acquistato le gemme direttamente nel Myanmar (ex Birmania) ma solo sui mercati internazionali, ha espressamente richiesto ai suoi fornitori garanzie sulla provenienza geografica delle pietre preziose." Questo l’annuncio postato sul sito di uno marchi storici dell’Italian Style, il brand di gioielli d’élite ‘Bulgari’. Un’azienda nata da una famiglia che in sé racchiudeva diverse nazionalità (greca, israelita, italiana e diverse altre balcaniche) e ha dimostrato grande sensibilità verso la questione che maggiormente ha scosso nell’ultimo mese le coscienze nel pianeta.
Anche la compagnia di assicurazioni britannica London Market Aviation Insurer ha sospeso le polizze stipulate con la giunta militare per la compagnia di bandiera dei militari. L’adesione al boicottaggio internazionale contro il regime, recita la nota ufficiale, deriva dallo “sgomento per la brutalità delle immagini che riportavano la repressione”. Senza copertura assicurativa, la Myanmar Airways International
(Mai), ha sospeso i voli lungo le tratte quotidiane verso Bangkok (Thailandia) e Kuala Lumpur (Malesia).
Anche OviEsse, la catena d’abbigliamento del gruppo Coin, ha deciso di non rifornirsi più in Birmania di capi di abbigliamento, "perché condividiamo la richiesta che salle dalla società civile di quel Paese", recita il comunicato aziendale, e per “indurre il governo di quel Paese a ripristinare al più presto i diritti civili”, ha detto a PeaceReporter l’amministratore delegato del gruppo Coin Stefano Beraldo. Una decisione definitiva: "Sospensione del ricorso a forniture provenienti dalla Birmania (testuale) fino a quando non sarà ripristinato il rispetto dei diritti civili". peacereporter

Il mondo intero sta assistendo, oggi, ad una vera e propria rivoluzione nonviolenta. Una concreta alternativa ai bombardamenti, ai carri armati, ai kamikaze, alla violenza, alla distruzione... un'alternativa reale alla guerra.


MyanmarFree
copia-incolla il codice nel template del tuo sito/blog

<!-- Inizio codice Myanmar FREE -->
<a href="http://www.petitiononline.com/UNSCFRC/petition.html" target="_blank"><img src="http://files.splinder.com/4b820e8bdf1096a881c8d832b12e1326.gif"></a>
<!-- Fine codice Myanmar FREE -->

Altre iniziative dei blogger pro-Birmania libera...
condiviso da vegekuu alle ore 14:49 | link | commenti (3)
categorie: guerra e pace, immagini, news, appelli, rivoluzione, informazione, povertà





Aggiungi il banner di Pensierofilia sul tuo blog!

clicca qui per aggiungere il banner di Pensierofilia sul tuo blog...


Per aggiungere il banner di Pensierofilia sul tuo blog
copia il codice sottostante e incollalo nel tuo template.





Aggiungi questo blog ai tuoi preferiti!

Add to Technorati Favorites