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Database aggiornato in tempo reale dei civili morti in Iraq a partire dall'intervento militare degli USA nel 2003.

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Emergency si occupa dell'assistenza medico-chirurgica alle vittime dei conflitti armati, allo scopo di dare attuazione ai diritti umani per chi soffre le conseguenze sociali di guerre, fame, povertà, emarginazione e di promuovere una cultura di pace e solidarietà

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Amnesty International è un’organizzazione non governativa indipendente, svolge ricerche e azioni per prevenire e far cessare gravi abusi dei diritti all’integrità fisica e mentale, alla libertà di coscienza e di espressione e alla libertà dalla discriminazione.

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AMREF, attraverso l'ausilio di educatori, medici, infermieri, ingegneri, promuove lo sviluppo di 14 Paesi dell'Africa orientale: dal Kenya all'Uganda, dal Sudan al Sudafrica.

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Food and Agriculture Organization of the United Nations, guida gli sforzi internazionali per sconfiggere la fame. La FAO è anche una fonte di conoscenza e informazioni. Aiuta i paesi in via di sviluppo e i paesi in transizione a modernizzare e migliorare l'agricoltura, la selvicoltura e la pesca, e assicurare a tutti una buona alimentazione.

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L'UNICEF è la principale organizzazione mondiale per i diritti dell'infanzia. Opera in 155 paesi in via di sviluppo con programmi di assistenza e in 37 paesi industrializzati attraverso i suoi Comitati Nazionali.

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Greenpeace è uno dei più grandi movimenti ambientalisti del mondo. Greenpeace si ispira ai principi della non-violenza; è indipendente da qualsiasi partito politico; non accetta aiuti economici né da governi né da società private e si finanzia esclusivamente con il contributo di singoli individui che ne condividono gli ideali e la missione.

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venerdì, 01 febbraio 2008

Perché non scrivo più?


     Premessa.


Chiedo scusa a tutti gli amici che, in queste ultime settimane, mi hanno scritto senza ottenere alcuna risposta. Ultimamente, per diversi impegni, non dispongo di molto tempo da dedicare al blog. Nonostante tutto, spero di non perdere i contatti con gli amici della blogosfera che, per quasi due anni, mi hanno tenuto compagnia e hanno arricchito questo blog condividendo opinioni, pensieri, emozioni.


     Perché non scrivo più?

Sono diversi i motivi che mi stanno allontanando dalla blogosfera. Sicuramente, le ultime due settimane di silenzio non sono affatto casuali: si tratta di una scelta ben precisa. Sosteneva Charles Bukowski:

«Tanta gente urla le  verità, ma senza stile è inutile, non serve.»

Viviamo nell'era del gossip e dell'autobiografismo. L'era del reality e del talk show all'ultimo sangue. L'era dell'individualismo e del crollo delle ideologie. L'era del moralismo fatto in casa, in cui è molto più facile giudicare che comprendere. L'era dell'assenza di responsabilità dove, se le cose vanno male, la colpa è sempre di qualcun'altro...
Viviamo nell'era in cui fare politica significa essere perennemente in campagna elettorale, massacrando continuamente la pazienza degli elettori con tormentoni quali "elezioni subito!" e "bisogna fare le riforme!". L'era in cui le grandi decisioni si prendono negli studi di "Porta a porta", invece che nelle aule del Parlamento.
Viviamo nell'era in cui parlare di politica significa parlare di una classe di porci drogati di potere (e non solo) che, ormai da oltre mezzo secolo, fa i salti mortali per spartirsi la torta, fregandosene altamente dei problemi del popolo che dovrebbero rappresentare e da cui vivono distanti anni luce.

Ben cosciente del fatto che sterili slogan elettorali, intrighi di palazzo, cori da stadio e sputi in parlamento difficilmente cambieranno il destino del nostro paese, provo, un passo alla volta, a mettere insieme i pezzi del mio futuro da "laureato precario", tra stage non retribuiti e contratti a progetto da 300 euro al mese...



«Servirsi a fini di potere degli sfruttati (anche solo del loro nome) è la peggiore forma di sfruttamento possibile. Proclamare il proprio amore per gli operai può riuscire un comodo alibi per chi non ama nessun operaio, o nessun uomo. Una folla consapevole che afferma la libertà dello spirito è uno spettacolo sublime. Ma una folla accecata che esalta il Potere è uno spettacolo osceno: chi si rende responsabile di una simile oscenità farebbe meglio a impiccarsi!»

(Elsa Morante, Piccolo Manifesto dei Comunisti senza classe né partito)


domenica, 09 dicembre 2007

Era come l'inferno

Torino si prepara a un lunedì di lutto.

Inferno_hell
«Le fiamme ci hanno investito, sembrava un'onda del mare, ma anziché acqua era fuoco.
Se chiudo gli occhi vedo ancora le facce dei miei colleghi. Erano torce di fuoco: era come l'inferno.»

(Antonio Michele Boccuzzi, operaio sopravvissuto all'incendio nell'acciaieria ThyssenKrupp di Torino)
condiviso da vegekuu alle ore 22:57 | link | commenti (10)
categorie: guerra e pace, immagini, lavoro, cronaca, mafie


venerdì, 30 novembre 2007

Mamma, me la lavi?

Com'è nata la manifestazione giovanile 'Bamboccione Day' attesa il 1° dicembre nelle piazze italiane.

Agli inizi di ottobre, il Ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa ha dichiarato, o meglio insinuato, che tutti i ragazzi italiani che rimangono a vivere in casa con i propri genitori, lo farebbero perché 'bamboccioni'. E non invece per necessità. Da allora non si è fatto che un gran parlare di quella che, secondo chi vive il disagio sulla propria pelle, è stata vissuta come una vera e propria mancanza di rispetto.
Che quella dei trentenni sia una generazione precaria, non c'è dubbio. [...] Giovani con poco denaro costretti a rimandare i propri progetti di vita a causa 'dei mille euro al mese' che a fatica guadagnano, e che farebbero volentieri a meno di battute o di conti in tasca da chi il precariato lo conosce solo per sentito dire, ma non per esperienza diretta. [...]
Il problema che attanaglia i giovani non dipende quindi dal 'mammismo acuto', bensì dall'impossibilità di sostenersi economicamente.
Tra le tante voci del coro che si sono levate in questi giorni in segno di protesta più o meno silenziosa, ne abbiamo scelto una in particolare. Quella di chi ha trovato il coraggio di trasformare la propria rabbia e indignazione in una giornata di protesta civile che si terrà il 1° dicembre 2007 in tutte le piazze italiane. Stiamo parlando del 'Bamboccione Day', ideato e voluto fortemente da Luca Degli Esposti, 24enne web designer di professione che vive e lavora a Bologna.
"Mi sono semplicemente sentito parecchio offeso sia come ragazzo che come italiano" - ha dichiarato a Roma Giovani il fautore del 'B-Day' da noi intervistato come voce rappresentante del malcontento giovanile. "Lo so anche ben da solo che la mia situazione non è la migliore, ma non mi serve certo venir anche preso in giro da un Ministro. O peggio ancora ricevere 40 euro in più al mese: cosa ci devo pagare, le sigarette?".
In ragione di questo, abbiamo voluto comprendere gli obiettivi del 1° dicembre che, secondo quanto spiegatoci sempre dal suo fautore, deve essere vissuto come "un  momento di protesta civile, un modo per dimostrare che quei 'bamboccioni' oggi sono tanti, ma non per scelta o filosofia di vita, ma perché costretti da un sistema marcio, vecchio".
Una posizione netta - questa denunciata da Degli Esposti - che ha portato ad una quota senz'altro apprezzabile il numero degli utenti iscritti fino ad oggi al sito da lui ideato per la manifestazione (www.cellulotto.org) e a promuovere la vendita di una maglietta pubblicizzata appunto in rete nel sito sopra menzionato. "[...] La maglietta in realtà è solo un pretesto per farsi vedere tutti uguali, tutti uniti, ma non è un modo per fare soldi, a me basterebbe che la gente ci fosse, piuttosto anche a petto nudo, ma almeno protesti! [...] vorrei pensare che tutti gli iscritti, ognuno nella propria piazza, partecipino e si facciano vedere, discutano e facciano parlare di loro e poi che entro Natale ognuno mandi la propria maglietta al Ministro Tommaso Padoa Schioppa, se acquistata, come descritto sul sito ufficiale. Solo per il gusto di immaginare la sua faccia e quella dei dipendenti del ministero, nel veder arrivare ad esempio 200mila magliette dentro delle buste con sopra scritto 'Mamma, me la lavi?' [...]".
Una protesta allora, quella del B-day, pensata e fatta dai giovani, che nonostante le mille e una difficoltà del mercato del lavoro, non rinunciano alla propria identità e indipendenza
. Roma Giovani

di Paola Cittati   

Bamboccione Day - Manifestazione pubblica
condiviso da vegekuu alle ore 16:15 | link | commenti (6)
categorie: lavoro, appelli, rivoluzione, società


lunedì, 22 ottobre 2007

Lettera di un «bamboccione» al Prof. Romano Prodi

Gentile Prof. Romano Prodi,

chi Le scrive è uno dei tanti "bamboccioni" che tanto fanno sorridere il ministro dell'Economia Padoa-Schioppa.
Secondo gli ultimi dati forniti dalla Banca D'Italia  - relativi ai giovani alle prese con il mondo del lavoro - si evince chiaramente che "il salario dei lavoratori dipendenti più giovani si è ridotto negli anni Novanta rispetto a quello dei lavoratori più anziani"; inoltre, "il calo del salario d'ingresso non è stato controbilanciato da una carriera e, quindi, una crescita delle retribuzioni più rapida". Ne consegue che "la perdita di reddito nel confronto con le generazioni precedenti risulta dunque in larga parte permanente". In altri termini, i giovani guadagnano fino al 35% in meno dei loro padri, senza alcuna prospettiva di crescita professionale che possa compensare nel tempo questo enorme gap generazionale.
Lei mi insegna,  Professore, che il programma dell'Unione era molto chiaro e deciso su questo tema:

[...] sosteniamo politiche del lavoro dirette a promuovere la piena e buona occupazione e a ridurre il tasso di precarietà, incentivando la stabilità e la tutela del lavoro discontinuo. Oltre al superamento della legge "Maroni", noi puntiamo:
- all'estensione a tutti i lavoratori delle tutele e dei diritti di base (maternità, paternità, malattia, infortunio, diritti sindacali,etc) e dell'accesso al credito;
- all'aumento delle opportunità di crescita professionale, attraverso il diritto alla formazione permanente;
- alla garanzia e al sostegno non solo del reddito attuale, ma anche dei trattamenti pensionistici futuri, con strumenti quali: la totalizzazione di tutti i contributi versati, anche in regimi pensionistici diversi, e la copertura figurativa per i periodi di non lavoro.
Vogliamo inoltre estendere le tutele anche nel mercato del lavoro riformando gli ammortizzatori sociali, potenziando i servizi pubblici all’impiego e la formazione professionale sul territorio, innovando e allargando le politiche attive di sostegno all’occupazione e per la formazione lungo tutto l’arco della vita. In particolare, proponiamo politiche specifiche per aumentare le opportunità di lavoro dei gruppi oggi sottorappresentati sul mercato del lavoro, in primo luogo:
- i giovani, per accrescerne istruzione e qualificazione professionale e stabilizzarne i rapporti di lavoro;
- le donne, con strumenti che ne garantiscano la parità di diritti normativi, retributivi e pensionistici, senza discriminazioni. Anche a tal fine, vogliamo favorire la conciliazione delle responsabilità genitoriali degli uomini e delle donne con la vita lavorativa, con diversi strumenti: dall’estensione degli asili nido di territorio
come diritto alla socializzazione primaria dei bambini e delle bambine, alla possibilità di part-time e di congedi adeguatamente retribuiti, agli incentivi per l’inserimento e il reinserimento al lavoro dopo periodi di assolvimento di responsabilità genitoriali;
- gli anziani, con azioni che promuovano la vecchiaia attiva: sostegni e incentivi al reinserimento al lavoro, formazione professionale per adeguare le competenze; forme di passaggio graduale fra lavoro e non lavoro, anche con part time misto a pensione;
- i lavoratori delle aree depresse, specie del Mezzogiorno, con incentivi mirati all’occupazione stabile e alla regolarizzazione del lavoro nero oltre che con il rilancio dello sviluppo di quelle regioni;
- i soggetti disabili e svantaggiati, attraverso il superamento delle normative introdotte dalla "legge 30" e il potenziamento dei centri pubblici per i servizi di inserimento lavorativo mirato delle persone con disabilità.
(pp. 163-164)


Ancora oggi, questa parte del programma risuona come musica nella mia scatola cranica.
Ma, con il passare dei giorni, le note di questa sinfonia si fanno sempre più dissonanti...

Gentile Professore, chi le scrive è uno dei tanti "bamboccioni" che ancora credono in quelle promesse. E ci credono fermamente, proprio come avevano creduto alle promesse di riduzione delle spese militari. Chi Le scrive è uno dei tanti "bamboccioni" idealisti che confidano ancora nei colori della Pace, ma hanno visto stanziare centinaia di milioni di euro per il rifinanziamento delle missioni militari; uno di quelli che inermi hanno assistito all'ampliamento delle basi militari USA di Vicenza.

Gentile Professore, chi Le scrive è uno dei tanti "bamboccioni" che Le hanno dato la propria preferenza alle ultime elezioni.  E, innamorati delle emozionanti parole sul "diritto a comunicare e ad essere informati", sulla "ricchezza e pluralità delle fonti, quali valori fondamentali di una democrazia avanzata" - parole che vibravano nelle ultime pagine del programma - assistono esterefatti al disegno di legge che metterebbe il bavaglio alla libera informazione su internet. Uno dei tanti "bamboccioni", abbagliati, illusi, umiliati ed offesi dall'operato di questo governo e che, sprofondati ormai da tempo nell'incertezza più assoluta, si chiedono: "Quale sarà la prossima tragica mossa del Governo Prodi?" (sempre se ci sarà ancora per molto, un governo Prodi).

Gentile Professore, chi Le scrive è uno dei tanti "bamboccioni" che temono (terrorizzati) il possibile ritorno del Cavaliere.

Uno dei tanti, che spera ancora che gli impegni presi con il popolo italiano saranno, prima o poi, rispettati ed onorati. Uno dei tanti, che si permette di dare, a Lei e a tutti i membri dell'attuale Governo, un umile consiglio: rileggete con attenzione (e magari con un paio di occhiali nuovi) il programma. Perché noi "bamboccioni" - a differenza di qualche esimio ministro - prima di firmare qualsiasi cosa, leggiamo tutto con molta attenzione...

In attesa di un suo possibile riscontro, porgo cordiali saluti.

Donato Marchesani
condiviso da vegekuu alle ore 15:56 | link | commenti (13)
categorie: lettere, sogni, lavoro, informazione, società


giovedì, 26 luglio 2007

L'Italia è una Repubblica fondata sullo Stage...


Simone Cristicchi - Laureata precaria


Laureata precaria,
con lo zaino pieno di progetti
un po’ campati in aria
È il secondo tempo della storia
di una studentessa universitaria

Tesi di laurea col pancione, 110 e lode
con i complimenti della commissione
Brava! Hai fatto un figurone,
ma è proprio adesso che per te
si complica la situazione.

Ricordi di quel giorno
coi parenti in visibilio,
non come adesso che consegni
pizze a domicilio nel quartiere,
che vita grama!

Ritorni a casa infreddolita
e il frigorifero è il deserto del Sahara.
Ti chiedi:
"Perché non sono nata miliardaria?"
Lo vedi, del tuo monolocale
non sei proprietaria
,
accenderesti un mutuo
se firmasse un genitore
appendi il tuo diploma in
Scienze della Disoccupazione
.


Mi hanno fatto un bel
contratto Co.Co.Co.
Anche se cosa vuol dire non lo so,
so solo che io da domani
un posto di lavoro avrò
con un stipendio misero
io me la caverò

Laureata precaria,
con lo zaino pieno di progetti
un po’ campati in aria
Con la rabbia rivoluzionaria
di una studentessa universitaria

Laureata precaria,
che rispecchi fedelmente questa
deprimente Italia
Sogni una carriera straordinaria,
ora prendi 400 euro al mese
come segretaria

Ci vuole un bel coraggio,
se fai volantinaggio a maggio
Con lo svantaggio dei problemi
che può darti
un vecchio motorino della Piaggio
Che si inchioda senza broda
poco prima che cominci i viaggio…

Se per disperazione urli,
qui nessuno sente,
è come fare la
centralinista in un call-center
part time, meglio di niente

risolvere faccende della gente,
che chiama e poi ti offende

Ti somiglia quest’Italia
confinata dall’Impero,
sembra un portaborse viscido
che bussa a un Ministero,
ma nessuno gli risponde
d’altronde, sarebbe come infilare
un paio di bermuda ad un bisonte

Mi hanno fatto un bel
contratto Co.Co.Pro.
Anche se cosa vuol dire non lo so,
so solo che io da domani
un posto di lavoro avrò
con un misero stipendio
a fine mese arriverò

Laureata precaria,
con lo zaino pieno di progetti
un po’ campati in aria
Forse era una vita meno amara,
quando eri studentessa universitaria

Laureata precaria,
che rispecchi fedelmente questa
deprimente Italia
Sogni una carriera straordinaria,
ora prendi 400 euro al mese
come segretaria

L’Italia è una Repubblica fondata sullo Stage
Corsi di formazione, Master e New Age
I licenziamenti sono all’ordine del giorno
Avere un posto fisso è come fare Terno al Lotto…

(Simone Cristicchi)

condiviso da vegekuu alle ore 16:20 | link | commenti (12)
categorie: musica, lavoro, video, donna, società, povertà


lunedì, 18 giugno 2007

Priebke ha trovato lavoro... e io no!

 
 
Erich Priebke si reca al lavoro, in motorino, accompagnato dal suo avvocato (fonte: ansa.it) 

Eirch Priebke è un austero vecchietto, dall'aria molto giovanile.
Alla veneranda età di 93 anni, nonostante qualche acciacco e qualche piccolissimo contrattempo giudiziario, ha trovato finalmente lavoro... che sia d'esempio a tutti quei giovani pidocchiosi pacifisti e comunisti che non hanno voglia di lavorare!!

Trovare un lavoro è estremamente facile: Priebke non ha dovuto fare altro che presentare il proprio curriculum vitae:
   

CURRICULUM VITAE

Erich Priebke
    
Dati anagrafici

Cognome e nome: Priebke Erich
Data di nascita: 29 luglio 1913
Luogo di nascita: Hennigsdorf
Comune di Residenza: Roma
 
Nazionalità: Tedesca
Razza: Ariana

     Esperienza lavorativa

- 1933 Aderisce al Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi, segnalandosi come un membro estremista e fanatico. Queste caratteristiche piacquero a Heinrich Himmler, che lo fece entrare nelle SS e che aiutò la sua carriera nell'apparato militare tedesco fino al grado di capitano delle SS (SS-Hauptstrumführer).

- 1942 Diventa capo della sezione di Brescia della Gestapo : in questo ambito si distingue per l'aggressività e l'insensibilità con cui tratta gli italiani.

- 1943  Si trasferisce a Roma, sotto il comando di Herbert Kappler, che in seguito Priebke considererà come un maestro.

- 1944 Kappler lo coinvolge nell'organizzazione delle esecuzioni di 335 ostaggi, da fucilare alle Fosse Ardeatine.

- 1945 Dopo la sconfitta della Germania, Priebke fugge in Argentina, a San Carlos de Bariloche, un paesino delle Ande argentine, grazie all'assistenza dell'ODESSA, attraverso la rete di contatti gestita dal sacerdote croato Krunoslav Draganović. Riusce quindi a sfuggire ai processi per crimini di guerra e, anche se i servizi segreti israeliani per molto tempo gli diedero la caccia, non fu mai scoperto.

- 1995 Estradato in Italia a seguito della richiesta di estradizione che le autorità italiane inoltravano a quelle argentine, viene enne rinchiuso nel carcere militare "Forte Boccea" di Roma.

- 1998 La Corte d'Appello militare lo condanna all'ergastolo, insieme all'altro ex ufficiale delle SS Karl Haas. La sentenza sarà confermata dalla Corte di Cassazione e, a causa dell'età avanzata dell'imputato, gli sono stati concessi gli arresti domiciliari.

     Capacità e competenze organizzative

- Abilità e professionalità nell'uso di armi da guerra.

- Ottime capacità organizzative in campo di strategia militare e rappresaglie: in pochi giorni è in grado di mettere insieme 335 italiani, massacrarli di botte a manganellate, organizzare e realizzare la loro fucilazione, infierire in maniera disumana sui cadaveri ancora caldi  e dilaniare i corpi privi di vita con dell'esplosivo affinché le macerie nascondessero per lungo tempo  una delle pagine più raccapriccianti della Storia dell'umanità.

     Competenze linguistiche

- Tedesco: lingua madre

- Italiano e ebraico: ottima conoscenza strazianti urla di paura e di dolore.

 

     Condizione attuale

Arresti domiciliari. In cerca di occupazione, anche part-time.

...con un curriculum così.... chi non lo avrebbe assunto?

La Storia sta vomitando la propria Memoria....

condiviso da vegekuu alle ore 17:55 | link | commenti (33)
categorie: guerra e pace, news, lavoro, storia, o munno sottoengoppe


sabato, 28 aprile 2007

Una Storia vera...

Questa testimonianza ci è stata inviata da una carissima amica:

- Buongiorno.
- Prego, si accomodi.
- Grazie.
- Le spiego come funziona il lavoro... Si tratta di 4 ore al giorno - dalle 16,00 alle 20,00 - dal lunedì al venerdì.
- Capisco... il sabato è libero?
- Il sabato non è libero. Si lavora dalle 9,00 alle 13,00 (sempre 4 ore). Il fisso mensile è di 350 euro.
- Con quale tipo di contratto verrei assunta?
- Assunta? Da tutte queste domande che mi sta facendo non mi pare proprio che lei abbia molta voglia di lavorare... Comunque, si tratta di un contratto a progetto. Se vuole può cominciare anche domani stesso: facciamo una settimana di prova e poi, se ce ne saranno le condizioni, sarà assunta.
- La settimana di prova è retribuita, ovviamente...
- No. Solo in caso di assunzione. Ma la vedo perplessa... Che cos'è che non la convince?
- No... cioè sì... il fatto è che, facendo due conti, si tratterebbe di lavorare per circa 3 euro all'ora.... e dopo 5 anni di università, onestamente, non pensavo che sarei finita a lavorare per 3 euro all'ora.... tutto qua......
- Senta signorina, io ho ancora molto lavoro da fare... le faremo sapere, arrivederci.



Ecco cosa potete leggere a pagina 162 del Programma dell'Unione (firmato da 4 milioni di italiani in occasione delle primarie):

«Per noi la forma normale di occupazione è il lavoro a tempo indeterminato, perché riteniamo che tutte le persone devono potersi costruirsi una prospettiva di vita e di lavoro serena. In tal senso, crediamo che il lavoro flessibile non possa costare meno di quello stabile [...] Proponiamo che le tipologie di lavoro flessibile siano numericamente contenute e cancellate quelle più precarizzanti [...] Per quanto riguarda il lavoro a progetto, [...] puntiamo ad eliminarne l’utilizzo distorto [...] In generale, sosteniamo politiche del lavoro dirette a promuovere la piena e buona occupazione e a ridurre il tasso di precarietà, incentivando la stabilità e la tutela del lavoro discontinuo.» (fonte: Programma di governo 2006-2011)


«Servirsi a fini di potere degli sfruttati (anche solo del loro nome) è la peggiore forma di sfruttamento possibile. Proclamare il proprio amore per gli operai può riuscire un comodo alibi per chi non ama nessun operaio, o nessun uomo.»  (Elsa Morante)

Mantenete gli impegni presi con il popolo italiano, oppure sparite e non fatevi mai più vedere!!

condiviso da vegekuu alle ore 00:36 | link | commenti (56)
categorie: lavoro, storia, società





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