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lunedì, 22 ottobre 2007

Lettera di un «bamboccione» al Prof. Romano Prodi

Gentile Prof. Romano Prodi,

chi Le scrive è uno dei tanti "bamboccioni" che tanto fanno sorridere il ministro dell'Economia Padoa-Schioppa.
Secondo gli ultimi dati forniti dalla Banca D'Italia  - relativi ai giovani alle prese con il mondo del lavoro - si evince chiaramente che "il salario dei lavoratori dipendenti più giovani si è ridotto negli anni Novanta rispetto a quello dei lavoratori più anziani"; inoltre, "il calo del salario d'ingresso non è stato controbilanciato da una carriera e, quindi, una crescita delle retribuzioni più rapida". Ne consegue che "la perdita di reddito nel confronto con le generazioni precedenti risulta dunque in larga parte permanente". In altri termini, i giovani guadagnano fino al 35% in meno dei loro padri, senza alcuna prospettiva di crescita professionale che possa compensare nel tempo questo enorme gap generazionale.
Lei mi insegna,  Professore, che il programma dell'Unione era molto chiaro e deciso su questo tema:

[...] sosteniamo politiche del lavoro dirette a promuovere la piena e buona occupazione e a ridurre il tasso di precarietà, incentivando la stabilità e la tutela del lavoro discontinuo. Oltre al superamento della legge "Maroni", noi puntiamo:
- all'estensione a tutti i lavoratori delle tutele e dei diritti di base (maternità, paternità, malattia, infortunio, diritti sindacali,etc) e dell'accesso al credito;
- all'aumento delle opportunità di crescita professionale, attraverso il diritto alla formazione permanente;
- alla garanzia e al sostegno non solo del reddito attuale, ma anche dei trattamenti pensionistici futuri, con strumenti quali: la totalizzazione di tutti i contributi versati, anche in regimi pensionistici diversi, e la copertura figurativa per i periodi di non lavoro.
Vogliamo inoltre estendere le tutele anche nel mercato del lavoro riformando gli ammortizzatori sociali, potenziando i servizi pubblici all’impiego e la formazione professionale sul territorio, innovando e allargando le politiche attive di sostegno all’occupazione e per la formazione lungo tutto l’arco della vita. In particolare, proponiamo politiche specifiche per aumentare le opportunità di lavoro dei gruppi oggi sottorappresentati sul mercato del lavoro, in primo luogo:
- i giovani, per accrescerne istruzione e qualificazione professionale e stabilizzarne i rapporti di lavoro;
- le donne, con strumenti che ne garantiscano la parità di diritti normativi, retributivi e pensionistici, senza discriminazioni. Anche a tal fine, vogliamo favorire la conciliazione delle responsabilità genitoriali degli uomini e delle donne con la vita lavorativa, con diversi strumenti: dall’estensione degli asili nido di territorio
come diritto alla socializzazione primaria dei bambini e delle bambine, alla possibilità di part-time e di congedi adeguatamente retribuiti, agli incentivi per l’inserimento e il reinserimento al lavoro dopo periodi di assolvimento di responsabilità genitoriali;
- gli anziani, con azioni che promuovano la vecchiaia attiva: sostegni e incentivi al reinserimento al lavoro, formazione professionale per adeguare le competenze; forme di passaggio graduale fra lavoro e non lavoro, anche con part time misto a pensione;
- i lavoratori delle aree depresse, specie del Mezzogiorno, con incentivi mirati all’occupazione stabile e alla regolarizzazione del lavoro nero oltre che con il rilancio dello sviluppo di quelle regioni;
- i soggetti disabili e svantaggiati, attraverso il superamento delle normative introdotte dalla "legge 30" e il potenziamento dei centri pubblici per i servizi di inserimento lavorativo mirato delle persone con disabilità.
(pp. 163-164)


Ancora oggi, questa parte del programma risuona come musica nella mia scatola cranica.
Ma, con il passare dei giorni, le note di questa sinfonia si fanno sempre più dissonanti...

Gentile Professore, chi le scrive è uno dei tanti "bamboccioni" che ancora credono in quelle promesse. E ci credono fermamente, proprio come avevano creduto alle promesse di riduzione delle spese militari. Chi Le scrive è uno dei tanti "bamboccioni" idealisti che confidano ancora nei colori della Pace, ma hanno visto stanziare centinaia di milioni di euro per il rifinanziamento delle missioni militari; uno di quelli che inermi hanno assistito all'ampliamento delle basi militari USA di Vicenza.

Gentile Professore, chi Le scrive è uno dei tanti "bamboccioni" che Le hanno dato la propria preferenza alle ultime elezioni.  E, innamorati delle emozionanti parole sul "diritto a comunicare e ad essere informati", sulla "ricchezza e pluralità delle fonti, quali valori fondamentali di una democrazia avanzata" - parole che vibravano nelle ultime pagine del programma - assistono esterefatti al disegno di legge che metterebbe il bavaglio alla libera informazione su internet. Uno dei tanti "bamboccioni", abbagliati, illusi, umiliati ed offesi dall'operato di questo governo e che, sprofondati ormai da tempo nell'incertezza più assoluta, si chiedono: "Quale sarà la prossima tragica mossa del Governo Prodi?" (sempre se ci sarà ancora per molto, un governo Prodi).

Gentile Professore, chi Le scrive è uno dei tanti "bamboccioni" che temono (terrorizzati) il possibile ritorno del Cavaliere.

Uno dei tanti, che spera ancora che gli impegni presi con il popolo italiano saranno, prima o poi, rispettati ed onorati. Uno dei tanti, che si permette di dare, a Lei e a tutti i membri dell'attuale Governo, un umile consiglio: rileggete con attenzione (e magari con un paio di occhiali nuovi) il programma. Perché noi "bamboccioni" - a differenza di qualche esimio ministro - prima di firmare qualsiasi cosa, leggiamo tutto con molta attenzione...

In attesa di un suo possibile riscontro, porgo cordiali saluti.

Donato Marchesani
condiviso da vegekuu alle ore 15:56 | link | commenti (13)
categorie: lettere, sogni, lavoro, informazione, società


venerdì, 11 maggio 2007

Lettera al Cardinale Ruini sul (Multi)Family Day


Eminenza Reverendissima Cardinale Camillo Ruini,

mi rivolgo a Lei e non al suo successore Mons. Bagnasco, perché Lei è un po' l'Andreotti del Vaticano ed ha accompagnato l'Italia nel corso dei decenni: l'Italia politica e l'Italia religiosa, quindi la sa lunga...
Lei saprà sicuramente che non c'è paese in Europa che abbia avuto tanti capi di governo cattolici come il nostro
. In 60 anni l'Italia è stata governata per 52 anni da un premier cattolico, per soli 8 da un premier laico. Se la Democrazia Cristiana e i suoi numerosi eredi attuali avessero fatto per la famiglia tutto quello che avevano promesso, probabilmente oggi le famiglie italiane dormirebbero tra due guanciali...

E invece, qual'è il risultato?

L'italia investe nella spesa sociale il 26,4% del PIL, vale a dire ben 5 punti in meno di tutto il resto d'Europa, quell'Europa che viene sempre dipinta come infestata da massoni, mangiapreti, satanisti o - per dirla con l'ex ministro Tremaglia - "culattoni". Non solo, l'Italia è la penultima in Europa, con il 3,8% di spesa sociale destinata alle famiglie, contro il 7,7% del resto d'Europa (esattamente la metà). Sarà un caso, ma noi siamo il fanalino di coda in Europa per tasso di natalità: la Francia, ad esempio, sta vivendo una crestita boom con la media di 2 figli per ogni donna; la media europea è 1,5 figli; in Italia siamo sotto la media europea - statici da diversi anni - con 1,3 figli. E il resto d'Europa ha i PACS, mentre noi non li abbiamo... allora, forse, riconoscere i diritti alle coppie di fatto non è che impedisca di fare delle politiche positive per la famiglia, Lei che dice?
Lei saprà anche che per sposarsi c'è bisogno di un lavoro stabile. Quanto spendiamo noi per aiutare i disoccupati? Il 2% della spesa sociale: siamo ultimi in Europa.
La media Europea è del 6%. La Spagna del terribile Zapatero spende addirittura il 12%.
Poi c'è la casa: anche lì siamo penultimi.
Destiniamo soltanto lo 0,06% della spesa sociale nelle politiche abitative. La media europea è il 2%; In inghilterra il 5%.
Mentre i servizi alle madri fanno dell'Italia il diciannovesimo posto al mondo...

Allora, visto il rendimento dei politici democristiani o cattolici (o sedicenti tali), forse avete sempre puntato sui cavalli sbagliati...
O forse se aveste dedicato un decimo delle energie che avete dedicato per combattere i Dico e i gay a raccomandare qualche misura concreta a favore della famiglia, probabilmente non saremmo il fanalino di coda dell'Europa...

Perché i nostri politici le promesse fatte agli elettori non è che le mantengano...
ma le promesse che fanno a voi le mantengono sempre.... è come se fossero sacre!

Ma siete proprio sicuri di non sbagliare alleati anche questa volta?
Perché questa gente che andrà al Family Day, parla di sacri valori della famiglia, ma poi di famiglie ne ha due o tre, come minimo...

E' sicuro, Eminenza, che non state partendo ancora una volta per le crociate, con l'Armata Brancaleone?

Lo dico perché Berlusconi ha avuto due mogli (senza contare le giovani attiviste di Forza Italia, con cui preparava il Family Day nella sua villa in Sardegna...), Bossi ha due mogli, Calderoli ha due mogli
(una sposata con rito celtico, davanti al druido) e adesso una compagna, Castelli ha una moglie in chiesa e l'altra col druido... poi c'è l'UDC (che sembrerebbe l'Unione Divorziati Cattolici), perché il suo leader Casini è divorziato (ha avuto due figli dalla prima moglie e ora vive con Azzurra), divorziati l'ex segretario Follini e il vice capogruppo Drago, la vice segretaria Mazzoni sta con un divorziato (cito da Libero - giornale che proprio comunista non è - che ha dedicato un articolo a questi esemplari di coerenza), D'Onofrio ha avuto l'annullamento dalla Sacra Rota...
Anche Alleanza Nazionale su questo argomento è ferocissima, anche se Fini - va detto - ha preso una posizione molto laica (forse perché sposato con una divorziata): i due capigruppo La Russa e Matteoli, divorziato anche l'ex ministro Baldassarri, Daniela Santanché conserva il nome dell'ex marito, poi ha avuto altre storie...
Forza Italia: a parte il focoso Cavaliere (di cui sopra), sono divorziati il capogruppo alla camera Vito e il vice capogruppo Leone, Paolo Romani ha detto  
"sono al secondo matrimonio, ma non è finita qui!", Gaetano Pecorella dice di avere alle spalle una moglie e diverse convivenze...
Libero cita tra gli "irregolari" addirittura Elisabetta Gardini, che ha un figlio, convivendo con un regista...
Al Family Day ci sarà anche Letizia Moratti, con il marito Gianmarco, che però è divorziato...


Francesco Rutelli, a sua volta, ha detto che se non avesse questa "prigione" della vice presidenza del consiglio, sarebbe anche lui in piazza... e allora sarebbe forse il caso di "liberarlo", declassandolo a deputato semplice, così si prenderebbero due piccioni con una fava...

E poi è difficile accettare che questi signori, solo perché siedono in parlamento, godano dal 1993 dell'assistenza sanitaria per i conviventi more uxorio, che poi con le unghie e con i denti cercano di impedire di estendere anche a chi sta fuori dal parlamento... E non mi risulta che nel 1993 il Vaticano abbia tuonato contro questa legge che, dal 1993, praticamente istituisce i PACS per i parlamentari...

Non vorrei che tutti questi onorevoli PACS, magari per paura di una scomunica, non partecipassero al Family Day: proporrei una dispensa speciale (almeno per la giornata di Sabato) che consentisse a tutti loro di partecipare, magari portandosi dietro tutte le famiglie che hanno avuto (non oltre il numero di tre), così si fa anche numero... ne guadagnerebbe la partecipazione popolare a questa manifestazione, che potrebbe essere anche ribattezzata come:

 Multi-Family Day


In attesa di un suo possibile riscontro, porgo distinti saluti.

Marco Travaglio         
condiviso da vegekuu alle ore 13:43 | link | commenti (27)
categorie: lettere, società


martedì, 13 marzo 2007

Lettera a Joseph Ratzinger in difesa della famiglia

    
     Gentile Joseph Ratzinger,


dopo aver letto la posizione del Vaticano in merito alla manifestazione nazionale per i diritti delle unioni civili ho deciso di attivarmi, in prima persona, per difendere la famiglia tradizionale.

La famiglia tradizionale, composta da un marito-padre e una moglie-madre, è uno dei fondamenti sui quali poggia la nostra società. Esiste un ordine naturale delle cose: Madre Natura ha creato, per ogni specie, il maschio e la femmina, destinandoli all'unione ed alla procreazione.

Può l'uomo intromettersi nell'ordine naturale delle cose e modificare i piani perfetti di Madre Natura? Assolutamente no! Tuttavia, la realtà dei fatti ci dimostra che non tutti gli esseri umani rispettano il proprio ruolo naturale.

Le scrivo perché sono molto preoccupato e turbato per via di alcuni gruppi organizzati che stanno mettendo in serio pericolo la struttura naturale della famiglia: i preti. Costoro rifiutano di unirsi alle femmine della loro specie e, di conseguenza, rifiutano di riprodursi. Adesso mi domando e "DICO": se questo fenomeno prendesse piede, il rischio di estinzione della famiglia sarebbe direttamente proporzionale. Se, per assurdo, ciascuno di noi sentisse la "vocazione" alla castità, non solo la famiglia, ma l'umanità intera si estinguerebbe nel giro di pochi decenni...

...ma, adesso che ci penso bene... anche Lei, Cardinale Ratzinger, ha scelto di non unirsi ad una femmina della sua specie e di procreare... di donare la vita proprio come Le fu donata dai Suoi genitori... sono sconcertato!!

Mi permetto di chiederLe, in nome della "famiglia" e della sopravvivenza della specie, di provvedere al più presto a farsene una...

...altrimenti accetti questo piccolo consiglio, questa "massima" che porto con me fin dai primi giochi dell'infanzia:

«Non fare le regole, se non giochi al gioco!»

In "fede", Vegekuu    
condiviso da vegekuu alle ore 02:47 | link | commenti (60)
categorie: lettere, società


martedì, 13 febbraio 2007

Lettera alle Brigate Rosse

20 marzo 1978        

So che la presente mia lettera, a ogni giudizio obiettivo e attuale non può apparire se non un vaniloquio ridicolo, idiota e scandaloso; (oltre che agli effetti pratici, un campione senza valore). E tale, anzitutto, apparirà ai miei presunti destinatari. Ma in certe ore estreme quando l’intelligenza non serve più, non resta che seguire i movimenti della propria coscienza disperata, anche se non vengono esclusivamente dalla ragione e se, purtroppo, si è consapevoli della loro inutilità.
     Rivolgendomi a voi brigat. (rimosso l’orrore che per mia natura di fronte a ogni violenza mi farebbe ammutolire) io mi sforzo di non dubitare, almeno, che voi crediate in piena fede ai motivi da voi dichiarati per le vostre azioni; ossia che voi siate davvero, ai vostri propri occhi, dei rivoluzionari. Confesso che dato l’uso che ne è stato fatto nella storia fino a tutt’oggi, mi ripugna ormai di ripetere la parola rivoluzione (e fin di pronunciarla). Però questa parola, per quanto stuprata e tradita, in se stessa mantiene il suo significato primo e autentico: di grande azione popolare al fine di instaurare una società più degna. Ora, su questa chiara definizione, sono state sventolate troppe bandiere equivoche.
     E il primo equivoco è stato di scrivere, su queste bandiere ,il motto nazionale: il fine giustifica i mezzi.
Questo principio (non per niente sventolato da Benito Mussolini e dai suoi simili per le loro “rivoluzioni”) è sicura insegna di falsità. Anzi la verità sta nel suo rovescio: I mezzi denunciano il fine. Ora, i mezzi di cui voi vi servite attualmente corrispondono a un modello riconoscibile e preciso: quello stesso che distrusse le più oscure “rivoluzioni” del nostro secolo, e che si fonda su un carattere basilare: il totale disprezzo per la persona umana.

     Una società instaurata nel totale disprezzo della persona umana, qualsiasi nome voglia darsi, non può essere che oscenamente fascista: e può disporre oggi, inoltre, di tali mezzi, da raffinare ancora, se possibile, i propri metodi tradizionali. Da una simile società ormai non possono nascere che generazioni di castrati e di servi. Non crediate dunque di rendervi credibili auspicando il peggio, in nome di chissà quali catarsi successive.
     Voi per la vostra giovane età, non avete sperimentato sulla vostra carne, la storia di questo secolo. Forse non l’avete abbastanza studiata (nemmeno quella più recente) e contate sull’ignoranza e l’inesperienza di altri giovani per farne i vostri seguaci. Voglio credere che non vi rendiate conto della corruzione che potreste esercitare così, sulle loro coscienze, né delle conseguenze innominabili che ne ricadrebbero su di loro.
     A chi per caso avesse letto i miei ultimi libri, sarebbe nota quale stima io faccia delle società istituite. Ma per quanto inette e corrotte possano venir giudicate certe società presenti, io mi auguro di non vivere abbastanza per assistere a nuovi totalitarismi.

Elsa Morante        
______________________________________
Nota bibliografica

La Lettera alle Brigate Rosse, datata 20 marzo 1978, incompiuta, è stata pubblicata su "Paragone" n.7 (456), 1988.

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categorie: lettere, cronaca, società


mercoledì, 31 gennaio 2007

Lettera al Direttore di Repubblica


Egregio Direttore,

con difficoltà vinco la riservatezza che mi contraddistingue e mi permetto di trascendere l'assioma secondo il quale "i panni sporchi si lavano in casa". Già da molto tempo, mia moglie Silvia, è colpevole impunita di gravi ed ingiuriose dichiarazioni che - mi consenta - non posso più tollerare.
Fino ad oggi, ho sempre ritenuto conveniente soprassedere a tali onte, al fine di salvaguardare il sereno svolgimento della vita coniugale. Ma a tutto c'è un limite!

Spettabile Direttore, deve convenire con me sul fatto che,  pronunciate pubblicamente (il riferimento è, ovviamente, alla cena in compagnia di Marco e Francesca, presso il ristorante "da Giggi er Carbonaro" ), espressioni quali "Mio marito passa ore intere davanti alla PlayStation" ovvero "Ho cambiato taglio e colore dei capelli e lui... neppure se ne è accorto" sono da interpretarsi come lesive della mia immagine di serio professionista e, ancor prima, di uomo.

Oggi nei confronti dei miei figli maschi, l'esempio di uomo capace di tutelare la propria dignità nei rapporti con l'altro sesso assume un'importanza particolarmente pregnante, soprattutto se viene ad essere in discussione la sacrosanta libertà di impiegare il proprio tempo libero in passatempi gradevoli e appassionanti quali giocare alla PlayStation.

Alla luce di ciò, pretendo da mia moglie delle pubbliche scuse.

RingraziandoLa di avermi consentito, attraverso questo spazio, di esprimere il mio pensiero, La saluto cordialmente.



L'antefatto: Annalisa Melandri mi ha invitato a leggere la lettera di Veronica Berlusconi (consorte di Silvio) pubblicata oggi su Repubblica. La lettera, indirizzata al Direttore del quotidiano, ha come oggetto una richiesta di "pubbliche scuse" a suo marito, Silvio Berlusconi, per alcune dichiarazioni pubbliche riguardanti la loro vita coniugale.
Annalisa mi ha segnalato inoltre la provocatoria lettera di Raffaele Mangano al Direttore, invitando il sottoscritto a fare altrettanto, così come ha già fatto anche lei. (clicca qui per leggere la lettera di Annalisa)

Giro l'invito a tutti gli amici che passano da queste parti. Scrivete la vostra lettera "personale" al Direttore di Repubblica e lasciate il link del vostro blog tra i commenti. Raccoglieremo insieme tutte le vostre lettere e le invieremo al Direttore di Repubblica.

condiviso da vegekuu alle ore 16:54 | link | commenti (36)
categorie: news, lettere





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