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“Poiché mi è stata concessa la benedizione di avere dei figli,ho scoperto che la legge
dell’amore è meglio intesa e appresa nel contatto con i bambini. Io credo che il
bambino non nasca nel peccato. Se i genitori sapessero governarsi mentre il bambino
cresce e si sviluppa, fin da quando è concepito, egli obbedirebbe istintivamente alla
legge della Verità e dell’Amore. E quando io compresi ciò nella prima parte della
mia vita, un graduale, ma chiaro mutamento sopravvenne in essa.[…]
“Ella ha giustamente detto che se vogliamo veramente portare in terra una
sostanziosa pace, dobbiamo cominciare dai bambini. Poiché, crescendo essi
nella loro naturale innocenza, non avremo lotte, non crisi vane e stolte, ma
procederemo d’amore in amore, di pace in pace, finchè tutto il mondo
non sarà penetrato di quell’amore e di quella pace ai quali, consciamente
o inconsciamente il mondo anela”
(Gandhi a Londra in occasione del XVII corso internazionale Montessori)
Nella classe c’è il maestro faccendiere, che travasa le cognizioni nelle teste degli scolari. Per riuscire nella sua opera gli è necessaria la disciplina dell’immobilità, dell’attenzione forzata della scolaresca; e al maestro conviene poter maneggiare con larghezza premi e castighi, per costringere a tale attitudine coloro che sono condannati ad essere i suoi ascoltatori.
Questi premi e questi castighi esteriori, mi si permetta l’espressione, sono il “banco” dell’anima, cioè lo strumento di schiavitù dello spirito, applicato non ad attenuare le deformazioni, ma a provocarle.
(Maria Montessori, La scoperta del bambino)

Solo chi, spesso, ferito nel cuore dalla difficoltà di essere compreso da altri uomini, o disanimato dalla freddezza e grossolanità altrui, o oppresso dalla disillusione, o in qualsiasi modo dolorosamente solitario e bisognoso di espansione, ha sentito nella musica LA VOCE CHE APRE LE PORTE DEL CUORE, e fa scaturire un benefico pianto o solleva lo spirito in un alto conforto; solo questi potrà comprendere come la musica sia una compagna necessaria all'umanità.
(Maria Montessori, L'autoeducazione)
E' curioso osservare che in tempi come i nostri, nei quali la guerra è stata distruzione senza esempio, ed ha raggiunto ogni terra più remota, quando si penserebbe che il parlar d'amore fosse mera ironia, la gente ancora ne parla con insistenza. Si fanno dei progetti per unirsi, il che significa non solo che c'è amore, ma che l'amore è una forza base. Così, oggi, quando sembrerebbe che tutto dovesse portare a far dire agli uomini: "Basta con questa fantasia che chiamano amore: poniamoci davanti alla realtà, che, come vediamo, è solo distruzione. Non hanno forse distrutto città, foreste, donne, bambini?"; oggi si parla ancora di ricostruzione e di amore: se ne parla anche mentre le distruzioni sono in atto. Ne parlano uomini politici eminenti, ne parlano la Chiesa e coloro che sono contro la Chiesa, la radio, i giornali, i discorsi di chi ci passa vicino, colti e illetterati, ricchi e poveri e seguaci di ogni credo e teologia, tutti, tutti dicono amore. E se è così (nè vi potrebbe essere maggior prova di questa forza dell'amore), perché l'umanità non dovrebbe studiare questo grande fenomeno? Perché se ne parla soltanto mentre l'odio fa strage? Perché esso non dovrebbe essere sempre studiato e analizzato, in modo che la sua forza possa divenire benefica? E perché non chiederci come mai non ci si è preoccupati di studiare questa energia prima d'ora e di unirla ad altre forze che già conosciamo? L' uomo ha messo tanta intelligenza nello studio di altri fatti naturali, li ha vagliati e sviscerati ed ha fatto tante scoperte; perché non spenderebbe un po' di questa sua virtù nello studio di una forza che potrebbe unire l'umanita? Qualunque contributo atto a mettere in luce il valore dell'amore e l'amore in sè dovrebbe essere accolto con avidità, e considerato di preminente interesse. Ho detto che poeti e profeti ne hanno parlato spesso come fosse un ideale, ma non è un ideale, è una realtà: che è sempre stata e sarà.
(Maria Montessori, La mente del bambino)
