E adesso Libero se la prende con Beppe Grillo. Indovinate perché?
"Chi è stato condannato in via definitiva non deve più sedere in parlamento. E se la legge lo consente, va cambiata la legge" - queste le parole che Beppe Grillo urla per introdurre l'iniziativa Parlamento pulito. Scorrendo l'elenco dei condannati definitivi in parlamento si intuisce immediatamente che non si tratta di una iniziativa di parte, ma di una denuncia che colpisce, trasversalmente, sia parlamentari dell'Unione che parlamentari della CDL.Non è della stessa opinione il "libero" giornalista [?] Renato Farina (radiato dall'albo dei giornalisti per essere venuto meno alla deontologia professionale in relaziona al caso Abu Omar). In un articolo intitolato "State zitti. C'è di mezzo Prodi" - titolo che il direttore Feltri ha naturalmente collocato, a caratteri cubitali, in prima pagina - l'imparziale [?] e indipendente [?] Farina scrive:
Adesso chi gliela spiega a quello spirito libero di Farina la differenza tra essere "indagato" ed essere "condannato in via definitiva"? E soprattutto, chi glielo ricorda a Farina che le sue speculazioni politiche a mezzo stampa gli sono già costate l'espulsione dall'albo dei giornalisti?
Ma le rispettabili [?] opinioni [?] di Farina, si fanno ancora più interessanti se rapportate all'ultimo post di Beppe Grillo:
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Informazione all’italiana: dal corruttore al consumatore Una sentenza della Cassazione ha condannato Previti, ormai record man italiano di pene aggiudicate, per la Mondadori. Corruppe un giudice e la Mondadori finì, per la solita coincidenza, alla Mediaset. Berlusconi è uscito dal processo col solito grimaldello: attenuanti generiche e prescrizione del reato. Previti, Metta e gli altri due avvocati imputati (Pacifico e Acampora), invece, sono stati condannati per corruzione. Ma nella sentenza d’appello, confermata venerdì dalla Cassazione, si afferma che il Cavaliere aveva “la piena consapevolezza che la sentenza era stata oggetto di mercimonio”. Del resto, “la retribuzione del giudice corrotto è fatta nell’interesse e su incarico del corruttore”, cioè dell’attuale capo dell’opposizione. Il quale, dunque, da 17 anni controlla e utilizza abusivamente una casa editrice e i suoi giornali per accumulare miliardi e consensi politici. De Benedetti gli chiederà, in separata sede civile, un risarcimento di 1 miliardo di euro. L’altra sera, a Rovigo, don Luigi Ciotti ha ricordato che nell’ultima finanziaria il governo ha approvato l’estensione del sequestro dei beni, finora previsto per i mafiosi, anche ai corrotti e ai corruttori. Sarebbe forse il caso di confiscare la Mondadori a colui che, nel 1991, la rubò. E di raccontare agl’italiani l’odore dei soldi e dei giornali del Cavaliere. Ma forse la seconda impresa è più ardua della prima: il Tg5 del neodirettore Mimun, venerdì sera, non ha dedicato nemmeno un servizio alla sentenza. E né il Corriere della Sera, né il Messaggero, né La Stampa ne hanno dato notizia in prima pagina. In fondo Berlusconi ha solo rubato il primo gruppo editoriale italiano a un concorrente: che sarà mai.” Marco Travaglio |
Che Feltri e Farina non abbiano gradito il fatto che il Maestro Beppe Grillo metta in cattiva luce il loro Padrone? [citando come fonti i testi delle sentenze definitive, non un articolo di Panorama...]
..al posto di Farina, invece di prendermela con Beppe Grillo, mi chiederei come mai il blog del Maestro conta 200.000 visite al giorno, riscuotendo enormi consensi, mentre la servile propaganda che esce dalla sua penna procura solo nausea, vomito, diarrea e radiazione dall'albo....
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