Perché non scrivo più?
Premessa.
Perché non scrivo più?
Viviamo nell'era del gossip e dell'autobiografismo. L'era del reality e del talk show all'ultimo sangue. L'era dell'individualismo e del crollo delle ideologie. L'era del moralismo fatto in casa, in cui è molto più facile giudicare che comprendere. L'era dell'assenza di responsabilità dove, se le cose vanno male, la colpa è sempre di qualcun'altro...
Viviamo nell'era in cui fare politica significa essere perennemente in campagna elettorale, massacrando continuamente la pazienza degli elettori con tormentoni quali "elezioni subito!" e "bisogna fare le riforme!". L'era in cui le grandi decisioni si prendono negli studi di "Porta a porta", invece che nelle aule del Parlamento.
Viviamo nell'era in cui parlare di politica significa parlare di una classe di porci drogati di potere (e non solo) che, ormai da oltre mezzo secolo, fa i salti mortali per spartirsi la torta, fregandosene altamente dei problemi del popolo che dovrebbero rappresentare e da cui vivono distanti anni luce.
Ben cosciente del fatto che sterili slogan elettorali, intrighi di palazzo, cori da stadio e sputi in parlamento difficilmente cambieranno il destino del nostro paese, provo, un passo alla volta, a mettere insieme i pezzi del mio futuro da "laureato precario", tra stage non retribuiti e contratti a progetto da 300 euro al mese...
«Servirsi a fini di potere degli sfruttati (anche solo del loro nome) è la peggiore forma di sfruttamento possibile. Proclamare il proprio amore per gli operai può riuscire un comodo alibi per chi non ama nessun operaio, o nessun uomo. Una folla consapevole che afferma la libertà dello spirito è uno spettacolo sublime. Ma una folla accecata che esalta il Potere è uno spettacolo osceno: chi si rende responsabile di una simile oscenità farebbe meglio a impiccarsi!»
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WASHINGTON - Il presidente George W. Bush ha usato il suo potere di veto, per bloccare una legge approvata dal Congresso che estende la copertura assicurativa medica a milioni di bambini. La nuova legge estende ad altri quattro milioni di bambini i benefici sanitari già goduti, in base alla vecchia normativa, da 6,6 milioni di bambini, con una spesa aggiuntiva di 35 miliardi di dollari. Ma il presidente Bush ha obiettato che la legge è troppo costosa e che crea un pericoloso precedente perché estende i benefici di assicurazione sanitaria già concessi ai bambini poveri ad una nuova fascia di reddito, basso ma sopra il livello di povertà.
Il più grande paese dell'Africa; una guerra civile protrattasi per oltre vent'anni tra il governo settentrionale arabo e musulmano e i ribelli che rivendicano l'indipendenza delle regioni meridionali a prevalenza cristiano-animista; un'intera regione - il Darfur - prostrata da una guerra degenerata in uno dei più violenti conflitti d'Africa.

