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La vignetta di... Mauro Biani

Decreti pro stupri della democrazia




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Pensierofilia è una selezione di pensieri... tenuti in aria dai puntini di sospensione.....
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Emergency si occupa dell'assistenza medico-chirurgica alle vittime dei conflitti armati, allo scopo di dare attuazione ai diritti umani per chi soffre le conseguenze sociali di guerre, fame, povertà, emarginazione e di promuovere una cultura di pace e solidarietà

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Amnesty International è un’organizzazione non governativa indipendente, svolge ricerche e azioni per prevenire e far cessare gravi abusi dei diritti all’integrità fisica e mentale, alla libertà di coscienza e di espressione e alla libertà dalla discriminazione.

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AMREF, attraverso l'ausilio di educatori, medici, infermieri, ingegneri, promuove lo sviluppo di 14 Paesi dell'Africa orientale: dal Kenya all'Uganda, dal Sudan al Sudafrica.

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Food and Agriculture Organization of the United Nations, guida gli sforzi internazionali per sconfiggere la fame. La FAO è anche una fonte di conoscenza e informazioni. Aiuta i paesi in via di sviluppo e i paesi in transizione a modernizzare e migliorare l'agricoltura, la selvicoltura e la pesca, e assicurare a tutti una buona alimentazione.

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L'UNICEF è la principale organizzazione mondiale per i diritti dell'infanzia. Opera in 155 paesi in via di sviluppo con programmi di assistenza e in 37 paesi industrializzati attraverso i suoi Comitati Nazionali.

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Greenpeace è uno dei più grandi movimenti ambientalisti del mondo. Greenpeace si ispira ai principi della non-violenza; è indipendente da qualsiasi partito politico; non accetta aiuti economici né da governi né da società private e si finanzia esclusivamente con il contributo di singoli individui che ne condividono gli ideali e la missione.

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martedì, 22 aprile 2008

I have no more dreams

La Lega ci salverà dai nostri ideali e... dai 'bingo bongo'.



M. Crozza e Ambra, Drammaturgia contemporanea, da Crozza Italia Live del 21 Aprile 2008
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categorie: guerra e pace, sogni, storia, aforismi, video, umorismo, rivoluzione, società


venerdì, 30 novembre 2007

Mamma, me la lavi?

Com'è nata la manifestazione giovanile 'Bamboccione Day' attesa il 1° dicembre nelle piazze italiane.

Agli inizi di ottobre, il Ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa ha dichiarato, o meglio insinuato, che tutti i ragazzi italiani che rimangono a vivere in casa con i propri genitori, lo farebbero perché 'bamboccioni'. E non invece per necessità. Da allora non si è fatto che un gran parlare di quella che, secondo chi vive il disagio sulla propria pelle, è stata vissuta come una vera e propria mancanza di rispetto.
Che quella dei trentenni sia una generazione precaria, non c'è dubbio. [...] Giovani con poco denaro costretti a rimandare i propri progetti di vita a causa 'dei mille euro al mese' che a fatica guadagnano, e che farebbero volentieri a meno di battute o di conti in tasca da chi il precariato lo conosce solo per sentito dire, ma non per esperienza diretta. [...]
Il problema che attanaglia i giovani non dipende quindi dal 'mammismo acuto', bensì dall'impossibilità di sostenersi economicamente.
Tra le tante voci del coro che si sono levate in questi giorni in segno di protesta più o meno silenziosa, ne abbiamo scelto una in particolare. Quella di chi ha trovato il coraggio di trasformare la propria rabbia e indignazione in una giornata di protesta civile che si terrà il 1° dicembre 2007 in tutte le piazze italiane. Stiamo parlando del 'Bamboccione Day', ideato e voluto fortemente da Luca Degli Esposti, 24enne web designer di professione che vive e lavora a Bologna.
"Mi sono semplicemente sentito parecchio offeso sia come ragazzo che come italiano" - ha dichiarato a Roma Giovani il fautore del 'B-Day' da noi intervistato come voce rappresentante del malcontento giovanile. "Lo so anche ben da solo che la mia situazione non è la migliore, ma non mi serve certo venir anche preso in giro da un Ministro. O peggio ancora ricevere 40 euro in più al mese: cosa ci devo pagare, le sigarette?".
In ragione di questo, abbiamo voluto comprendere gli obiettivi del 1° dicembre che, secondo quanto spiegatoci sempre dal suo fautore, deve essere vissuto come "un  momento di protesta civile, un modo per dimostrare che quei 'bamboccioni' oggi sono tanti, ma non per scelta o filosofia di vita, ma perché costretti da un sistema marcio, vecchio".
Una posizione netta - questa denunciata da Degli Esposti - che ha portato ad una quota senz'altro apprezzabile il numero degli utenti iscritti fino ad oggi al sito da lui ideato per la manifestazione (www.cellulotto.org) e a promuovere la vendita di una maglietta pubblicizzata appunto in rete nel sito sopra menzionato. "[...] La maglietta in realtà è solo un pretesto per farsi vedere tutti uguali, tutti uniti, ma non è un modo per fare soldi, a me basterebbe che la gente ci fosse, piuttosto anche a petto nudo, ma almeno protesti! [...] vorrei pensare che tutti gli iscritti, ognuno nella propria piazza, partecipino e si facciano vedere, discutano e facciano parlare di loro e poi che entro Natale ognuno mandi la propria maglietta al Ministro Tommaso Padoa Schioppa, se acquistata, come descritto sul sito ufficiale. Solo per il gusto di immaginare la sua faccia e quella dei dipendenti del ministero, nel veder arrivare ad esempio 200mila magliette dentro delle buste con sopra scritto 'Mamma, me la lavi?' [...]".
Una protesta allora, quella del B-day, pensata e fatta dai giovani, che nonostante le mille e una difficoltà del mercato del lavoro, non rinunciano alla propria identità e indipendenza
. Roma Giovani

di Paola Cittati   

Bamboccione Day - Manifestazione pubblica
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categorie: lavoro, appelli, rivoluzione, società


martedì, 06 novembre 2007

Giustizia e Libertà

La Resistenza non è mai finita.



Ci sono dei momenti in cui si ha il dovere di non piacere a qualcuno.
E noi non siamo piaciuti...

La Resistenza non è mai finita.
Anche oggi c'è sempre da resistere a qualcosa...

(Enzo Biagi)
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categorie: storia, video, rivoluzione, informazione, società


mercoledì, 31 ottobre 2007

I «bonzi» tornano in piazza

Birmania: continuano arrestie e deportazioni. Human Rights Watch denuncia reclutamento forzato di bambini

RANGOON - Per la prima volta dalla dura repressione di fine settembre, i monaci buddisti sono tornati in piazza in Birmania. Secondo diversi testimoni, circa 200 bonzi in saio rosso hanno marciato nel centro della città di Pakkoku, nel centro del Paese, pregando e cantando. ansa
A Rangoon tutto tace, ma nel resto della Birmania continuano gli arrestie le deportazioni, di monaci come di studenti. Arrivano notizie di eliminazione dei militari che hanno partecipato alla carneficina, per non lasciare testimoni. E sempre oggi è arrivata l'accusa lanciata dal gruppo di attivisti Usa  Human Rights Watch sul reclutamento forzato di migliaia di ragazzi minorenni, o persino bambini di 10 anni, che verranno inclusi nei battaglioni da prima linea dopo 18 mesi di addestramento. Hrw ha controllato le notizie arrivare da diverse fonti, testimoniando anche di abusi sessuali sulle reclute da parte degli istruttori militari.
Gli studenti continuano a dire di avere contatti con alcuni ufficiali pronti ad abbandonare i generali più intransigenti. Ma dopo l'incontro di Su Kii lo scorso martedì con un esponente del Governo, a Rangun si attende solo il ritorno dell'emissario Onu Gambari. peacereporter

«La sofferenza è la legge degli esseri umani; la guerra è la legge della giungla. Ma la sofferenza è infinitamente più efficace della legge della giungla per convertire l’avversario e aprirgli le orecchie, altrimenti sorde, alla voce della ragione. Nessuno probabilmente ha redatto più petizioni o abbracciato più cause perse di me, e sono giunto a questa conclusione fondamentale: che se si vuol fare qualche cosa di veramente importante, non basta soltanto soddisfare la ragione, ma bisogna anche toccare il cuore. La ragione si appella soprattutto alla mente, ma la penetrazione del cuore è il risultato della sofferenza. Essa apre l’intelligenza interiore dell’uomo. La sofferenza, non la spada, è il distintivo della razza umana.»

(Gandhi)


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categorie: guerra e pace, immagini, appelli, aforismi, rivoluzione, infanzia


lunedì, 15 ottobre 2007

Bonzi: 1 - Giunta militare: 0

I "bonzi" vincono la prima importante battaglia: le aziende di tutto il mondo voltano le spalle al regime.

L'immagine “http://www.agi.it/uploads/newson/Me/Cb/MeCbAjt0ZqazZ5vLu79jXg/700_dettaglio2_Hkg750571.jpg†non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.
Monaci buddisti in marcia contro il regime militare, fonte: www.agi.it

Nonostante la repressione violenta del regime birmano, gli almeno 200 morti (tutti cremati per non lasciare traccia) e 7.000 arrestati, gli oltre 2.ooo monaci deportati ai lavori forzati, le decine di migliaia di persone radunate in piazza a Rangoon per partecipare ad una manifestazione-farsa a sostegno della giunta militare, i "bonzi" hanno già vinto la loro prima grande battaglia.
Grazie alla loro manifestazione di protesta gandhiana, infatti, tutto il mondo oggi conosce i crimini e le nefandezze del regime militare birmano. ansa, peacereporter

E la lotta per la democrazia ha raggiunto già i primi importanti risultati.
In tutto il mondo, gioiellieri, catene di grande distribuzione, aziende tessili, grandi compagnie assicurative, negozi specializzati nel lusso d’élite, stanno boicottando le esportazioni del regime. Da Cartier a Tiffany, fino all’associazione dei Gioiellieri americani. Niente più pietre preziose - soprattutto rubini e zaffiri - provenienti dalla Birmania “in seguito alle violenze e alla repressione di cui si è resa responsabile la giunta militare al potere”. La Jewelers of America, che racchiude 11.000 ditte attive nel commercio di gemme, ha anche chiesto ai suoi associati di richiedere garanzie sulla provenienza delle gemme che trattano. "Sarà dura però- ha ammesso all'agenzia Reuters Brian Leber, un associato dell'Illinois - per molti qui negli Usa l'argomento è controverso".
"Bulgari annuncia di aver cessato già da tempo l’acquisto di pietre preziose di provenienza birmana. Sebbene l’azienda non abbia mai acquistato le gemme direttamente nel Myanmar (ex Birmania) ma solo sui mercati internazionali, ha espressamente richiesto ai suoi fornitori garanzie sulla provenienza geografica delle pietre preziose." Questo l’annuncio postato sul sito di uno marchi storici dell’Italian Style, il brand di gioielli d’élite ‘Bulgari’. Un’azienda nata da una famiglia che in sé racchiudeva diverse nazionalità (greca, israelita, italiana e diverse altre balcaniche) e ha dimostrato grande sensibilità verso la questione che maggiormente ha scosso nell’ultimo mese le coscienze nel pianeta.
Anche la compagnia di assicurazioni britannica London Market Aviation Insurer ha sospeso le polizze stipulate con la giunta militare per la compagnia di bandiera dei militari. L’adesione al boicottaggio internazionale contro il regime, recita la nota ufficiale, deriva dallo “sgomento per la brutalità delle immagini che riportavano la repressione”. Senza copertura assicurativa, la Myanmar Airways International
(Mai), ha sospeso i voli lungo le tratte quotidiane verso Bangkok (Thailandia) e Kuala Lumpur (Malesia).
Anche OviEsse, la catena d’abbigliamento del gruppo Coin, ha deciso di non rifornirsi più in Birmania di capi di abbigliamento, "perché condividiamo la richiesta che salle dalla società civile di quel Paese", recita il comunicato aziendale, e per “indurre il governo di quel Paese a ripristinare al più presto i diritti civili”, ha detto a PeaceReporter l’amministratore delegato del gruppo Coin Stefano Beraldo. Una decisione definitiva: "Sospensione del ricorso a forniture provenienti dalla Birmania (testuale) fino a quando non sarà ripristinato il rispetto dei diritti civili". peacereporter

Il mondo intero sta assistendo, oggi, ad una vera e propria rivoluzione nonviolenta. Una concreta alternativa ai bombardamenti, ai carri armati, ai kamikaze, alla violenza, alla distruzione... un'alternativa reale alla guerra.


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venerdì, 28 settembre 2007

In marcia con i bonzi

Appello per sollecitare l'intervento dell'ONU contro le violenze del regime militare.

L'immagine “http://www.agi.it/uploads/newson/Me/Cb/MeCbAjt0ZqazZ5vLu79jXg/700_dettaglio2_Hkg750571.jpg†non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.
Monaci buddisti in marcia contro il regime militare, fonte: www.agi.it

La Birmania (dal 18 giugno 1989 ufficialmente Myanmar, in inglese Burma), è uno Stato dell'Asia sudorientale. Occupa parte della costa occidentale della penisola indocinese, è affacciato sul Golfo del Bengala e sul mar delle Andamane e confina da ovest a est con Bangladesh, India, Cina, Laos e Thailandia. La Birmania è uno dei cosiddetti paesi in via di sviluppo. Ha una popolazione di circa 51 milioni di abitanti ( ma l'ultimo censimento affidabile fu svolto nel 1983). wikipedia.it

Attualmente, dopo il colpo di stato del 1988, è sotto il regime militare di Than Shwe.
In realtà, il paese è nelle mani dei militari dal gennaio 1962, quando prese il potere il generale Ne Win, ideatore della "via birmana al socialismo". Ritiratosi nel 1988 in seguito ad una sollevazione popolare repressa brutalmente nel sangue (circa 3.000 morti), Ne Win restò però l'eminenza grigia del regime e i suoisuccessori abbandonarono il credo marxista introducendo riforme nel senso del mercato. Nel 1989 la Birmania assunse il nome diMyanmar per dare rilievo alle numerose minoranze etniche. In quello stesso anno Aung San Suu Kyi, figlia dell'eroe dell'indipendenza Aung San, fondò la Lega Nazionale per la Democrazia (Nld), ma le autorità in risposta la posero agli arresti domiciliari, condizione in cui si trova tuttora. Alle elezioni legislative del 27 maggio 1990 l'Nld conquistò 392 dei 485 seggi ma la giunta militare rifiutò il passaggio dei poteri. Nell'aprile 2002 la Commissione dei diritti umani dell'Onu condannò Myanmar per "violazioni sistematiche dei diritti dell'uomo". Nell'agosto 2007 l'aumento dei prezzi del carburante, che ha fatto raddoppiare i costi dei trasporti, ha scatenato massicce proteste, con marce e manifestazioni in tutto il paese. ansa.it

Migliaia di monaci buddisti sono in marcia contro il regime militare.
Il mondo sta assistendo ad una vera e propria rivoluzione nonviolenta, forse la più grande e importante della storia contemporanea. Ma la risposta della giunta militare è stata molto violenta, sfociando in una sanguinosa ondata repressiva. Presi di mira, in modo particolare, i monasteri buddisti: sarebbero diverse centinaia i monaci arrestati. Il bilancio delle vittime degli scontri, che solo ieri hanno provocato nove morti, potrebbe essere molto pesante.

Inoltre, è in atto un tentativo di interrompere il principale collegamento a internet, isolando ulteriormente un paese in mano alla dittatura militare.


Questo appello è rivolto soprattutto agli amici blogger:
Firmate e diffondete!

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venerdì, 07 settembre 2007

Perché (non) si deve parlare del V-Day

L'otto settembre sarà il giorno del Vaffanculo-Day, o V-Day, che prenderà forma in molte piazze italiane.

Il V-Day nasce come giornata di informazione e di partecipazione popolare e si pone l'obiettivo di portare in Parlamento - attraverso una raccolta di firme - una legge "popolare" che si riassume, fondamentalmente, nei seguenti tre punti:


     1. NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI
No ai 25 parlamentari condannati in Parlamento - Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale.

     2. DUE LEGISLATURE
No ai parlamentari di professione da venti e trent'anni in Parlamento - Nessun cittadino italiano può essere eletto in Parlamento per più di due legislature. La regola è valida retroattivamente.

     3. ELEZIONE DIRETTA
No ai parlamentari scelti dai segretari di partito - I candidati al Parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.

Sono oltre duecentomila gli iscritti alla marcia virtuale del V-Day, circa duecento le piazze d'Italia coinvolte e trenta le piazze che aderiranno all'estero, in tutti e cinque i continenti. Migliaia i video e le foto che gli utenti di internet hanno condiviso per l’evento.

Ma televisioni e giornali italiani hanno ignorato il V-Day. Perché?

Perché il V-Day sarà una giornata di informazione.
Maggiore sarà il grado di ignoranza di una popolazione, più facile sarà dominarla. E sappiamo bene quanto in Italia sia difficile, per noi comuni mortali, conoscere "i fatti". A noi è dato sapere cosa pensa dei fatti un opinionista piuttosto che un altro: non importa come si siano svolti veramente "i fatti"; ciò che deve interessarci è sapere come interpretarli politicamente... Perché mai mobilitarsi per il diritto all'informazione? Perché mai chiederci se sia giusto o meno che in Parlamento ci siano ben 25 parlamentari condannati in via definitiva, se Bruno Vespa in TV non ne ha mai parlato?

Perché il V-Day sarà una giornata di partecipazione popolare.
Alla nostra classe (casta) politica la partecipazione popolare fa decisamente paura. Molto meglio i salotti in stile "Porta a Porta" per parlare agli italiani comodamente seduti in poltrona. E se i conti non dovessero tornare, ci si potrà sempre consolare con le profonde riflessioni della Marini o degli opinionisti di turno... Perché mai gli italiani dovrebbero badare, in prima persona, ai propri interessi? Perché mai dovrebbero partecipare attivamente alla politica? Perché mai dovrebbero scendere in piazza e far sentire la propria rabbia e il proprio desiderio di cambiamento?

Perché il V-Day è un rivoluzionario tentativo di liberarci di questa "casta" politica.
E questa "casta" politica, apparentemente in disaccordo su tutto, sa essere molto compatta e determinata quando si tratta di salvaguardare i propri privilegi. Questa nostra "democrazia", fatta di pochi capi di partito che controllano le sorti dell'intero Paese, non può certo permettere che poche centinaia di migliaia di persone compromettano il perfetto equilibrio di mafia e corruzione su cui essa si sorregge... Perché mai, dunque, televisioni e giornali - che fanno capo a questo o a quell'altro schieramento politico - dovrebbero parlare del V-Day? Perché mai un (tele)giornale dovrebbe dare spazio e visibilità a chi lotta contro il proprio "padrone"?

Sabato 8 settembre, vai nella piazza della tua città e firma anche tu per portare in Parlamento la legge popolare!
condiviso da vegekuu alle ore 18:21 | link | commenti (19)
categorie: ricorrenze, storia, rivoluzione, informazione, società, mafie





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