L'otto settembre sarà il giorno del Vaffanculo-Day, o V-Day, che prenderà forma in molte piazze italiane.
Il V-Day nasce come giornata di informazione e di partecipazione popolare e si pone l'obiettivo di portare in Parlamento - attraverso una raccolta di firme - una legge "popolare" che si riassume, fondamentalmente, nei seguenti tre punti:
1. NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI
No ai 25 parlamentari condannati in Parlamento - Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale.
2. DUE LEGISLATURE
No ai parlamentari di professione da venti e trent'anni in Parlamento - Nessun cittadino italiano può essere eletto in Parlamento per più di due legislature. La regola è valida retroattivamente.
3. ELEZIONE DIRETTA
No ai parlamentari scelti dai segretari di partito - I candidati al Parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.
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Ma televisioni e giornali italiani hanno ignorato il V-Day. Perché?
Perché il V-Day sarà una giornata di informazione.
Maggiore sarà il grado di ignoranza di una popolazione, più facile sarà dominarla. E sappiamo bene quanto in Italia sia difficile, per noi comuni mortali, conoscere "i fatti". A noi è dato sapere cosa pensa dei fatti un opinionista piuttosto che un altro: non importa come si siano svolti veramente "i fatti"; ciò che deve interessarci è sapere come interpretarli politicamente... Perché mai mobilitarsi per il diritto all'informazione? Perché mai chiederci se sia giusto o meno che in Parlamento ci siano ben 25 parlamentari condannati in via definitiva, se Bruno Vespa in TV non ne ha mai parlato?
Perché il V-Day sarà una giornata di partecipazione popolare.
Alla nostra classe (casta) politica la partecipazione popolare fa decisamente paura. Molto meglio i salotti in stile "Porta a Porta" per parlare agli italiani comodamente seduti in poltrona. E se i conti non dovessero tornare, ci si potrà sempre consolare con le profonde riflessioni della Marini o degli opinionisti di turno... Perché mai gli italiani dovrebbero badare, in prima persona, ai propri interessi? Perché mai dovrebbero partecipare attivamente alla politica? Perché mai dovrebbero scendere in piazza e far sentire la propria rabbia e il proprio desiderio di cambiamento?
Perché il V-Day è un rivoluzionario tentativo di liberarci di questa "casta" politica.
E questa "casta" politica, apparentemente in disaccordo su tutto, sa essere molto compatta e determinata quando si tratta di salvaguardare i propri privilegi. Questa nostra "democrazia", fatta di pochi capi di partito che controllano le sorti dell'intero Paese, non può certo permettere che poche centinaia di migliaia di persone compromettano il perfetto equilibrio di mafia e corruzione su cui essa si sorregge... Perché mai, dunque, televisioni e giornali - che fanno capo a questo o a quell'altro schieramento politico - dovrebbero parlare del V-Day? Perché mai un (tele)giornale dovrebbe dare spazio e visibilità a chi lotta contro il proprio "padrone"?
Sabato 8 settembre, vai nella piazza della tua città e firma anche tu per portare in Parlamento la legge popolare!