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La vignetta di... Mauro Biani

Decreti pro stupri della democrazia




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Pensierofilia è una selezione di pensieri... tenuti in aria dai puntini di sospensione.....
è una memoria a più voci
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Database aggiornato in tempo reale dei civili morti in Iraq a partire dall'intervento militare degli USA nel 2003.

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Emergency si occupa dell'assistenza medico-chirurgica alle vittime dei conflitti armati, allo scopo di dare attuazione ai diritti umani per chi soffre le conseguenze sociali di guerre, fame, povertà, emarginazione e di promuovere una cultura di pace e solidarietà

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Amnesty International è un’organizzazione non governativa indipendente, svolge ricerche e azioni per prevenire e far cessare gravi abusi dei diritti all’integrità fisica e mentale, alla libertà di coscienza e di espressione e alla libertà dalla discriminazione.

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martedì, 22 aprile 2008

I have no more dreams

La Lega ci salverà dai nostri ideali e... dai 'bingo bongo'.



M. Crozza e Ambra, Drammaturgia contemporanea, da Crozza Italia Live del 21 Aprile 2008
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categorie: guerra e pace, sogni, storia, aforismi, video, umorismo, rivoluzione, società


sabato, 15 dicembre 2007

Topolino e la memoria futura

Topolino si rinnova e ricorda il Biagi fumettista.

Topolino e la memoria futura - Enzo Biagi MILANO - A 75 anni il settimanale a fumetti 'Topolino' si rinnova con un restyling editoriale, grafico e di contenuti per continuare ad essere un punto di riferimento per le nuove generazioni.
I fumetti continueranno ad essere il perno del periodico, ma ci sarà un nuovo sito, nuove rubriche e anche il Club aperto ai lettori di Topolino si adeguerà a esigenze più attuali. Il restyling, presentato oggi, partirà con il numero in edicola il 19 dicembre. Il settimanale si sdoppierà e accanto alla classica copia ce ne sarà una con una cover con nastro ed etichetta disneyzzati, che potrà essere personalizzata e regalata ad un amico.
Durante l'evento che ha lanciato oggi il restyling, è stato ricordato anche il giornalista Enzo Biagi scomparso un mese fa. Nel 1996 Biagi scrisse per Topolino una storia intitolata 'Topolino e la memoria futura'. Alle figlie Carla e Bice è stata consegnata una targa con alcune vignette di quella storia. ansa

Del Biagi fumettista, come non ricordare la Storia d'Italia a fumetti, un progetto nato alla fine degli anni settanta, con il fine di raccontare la storia utilizzando il fumetto come mezzo di comunicazione.
Lo scrittore e giornalista italiano Enzo Biagi si prometteva di narrare, in maniera didattica, la storia del bel paese ("Dalla caduta dell'Impero Romano ai giorni nostri", come affermano i sottotitoli delle edizioni più recenti, risalenti al 2004), usufruendo del contributo dei maggiori fumettisti ed illustratori italiani (artisti come Milo Manara, Marco Rostagno, Carlo Ambrosini, Alarico Gattia, Aldo Capitanio, Paolo Ongaro e Paolo Piffarerio). wikipedia

«Cara Italia, perché giusto o sbagliato che sia questo è il mio paese con le sue grandi qualità ed i suoi grandi difetti.»

(Enzo Biagi)

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categorie: immagini, arte, storia, vignette, aforismi, infanzia


giovedì, 15 novembre 2007

Orgoglio padano: ode al cielo duro

A Brugherio (Mi) apre il primo Caffè Padano. Scritte contro rom, romani e islamici.

Mi chiedo cosa penserebbe Giuseppe Garibaldi se, ritornando dal passato, capitasse proprio in un caffè padano...

CaffèPadano(fonte: www.repubblica.it)
Ode al cielo duro

Noi siam padani, razza superiore
di questa Italia il vero motore
beviam l'acqua del Po' e ne siamo fieri
odiam terroni, musulmani e neri.

La nostra storia è scritta da colossi:
Borghezio, Calderoli e Umberto Bossi
che ce l'han duro e sempre in erezione
tra un rito celtico e una secessione.

Ci raduniamo nel caffè padano
ov'è sgradito il ladrone romano
l'aperitivo a base di maiale
tiene lontano ogni mediorientale.

Ma un dì un signore di rosso vestito
barba, capelli lunghi e sguardo ardito
entrò e diresse a Roma la sua vista
noi si pensò: "Barbone comunista!".

E gli spiegammo: "Qui non sei voluto
pezzente comunista di un cornuto!"
così gli raccontammo con gran boria
del popolo padan gloriosa storia.

Questi restò in silenzio religioso
occhi di ghiaccio e sguardo rancoroso
furioso e assai deluso del futuro
ci prese tutti... a calci nel culo!

(Donato Marchesani)
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categorie: guerra e pace, poesia, storia, società, foto di autore


martedì, 06 novembre 2007

Giustizia e Libertà

La Resistenza non è mai finita.



Ci sono dei momenti in cui si ha il dovere di non piacere a qualcuno.
E noi non siamo piaciuti...

La Resistenza non è mai finita.
Anche oggi c'è sempre da resistere a qualcosa...

(Enzo Biagi)
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categorie: storia, video, rivoluzione, informazione, società


venerdì, 28 settembre 2007

In marcia con i bonzi

Appello per sollecitare l'intervento dell'ONU contro le violenze del regime militare.

L'immagine “http://www.agi.it/uploads/newson/Me/Cb/MeCbAjt0ZqazZ5vLu79jXg/700_dettaglio2_Hkg750571.jpg†non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.
Monaci buddisti in marcia contro il regime militare, fonte: www.agi.it

La Birmania (dal 18 giugno 1989 ufficialmente Myanmar, in inglese Burma), è uno Stato dell'Asia sudorientale. Occupa parte della costa occidentale della penisola indocinese, è affacciato sul Golfo del Bengala e sul mar delle Andamane e confina da ovest a est con Bangladesh, India, Cina, Laos e Thailandia. La Birmania è uno dei cosiddetti paesi in via di sviluppo. Ha una popolazione di circa 51 milioni di abitanti ( ma l'ultimo censimento affidabile fu svolto nel 1983). wikipedia.it

Attualmente, dopo il colpo di stato del 1988, è sotto il regime militare di Than Shwe.
In realtà, il paese è nelle mani dei militari dal gennaio 1962, quando prese il potere il generale Ne Win, ideatore della "via birmana al socialismo". Ritiratosi nel 1988 in seguito ad una sollevazione popolare repressa brutalmente nel sangue (circa 3.000 morti), Ne Win restò però l'eminenza grigia del regime e i suoisuccessori abbandonarono il credo marxista introducendo riforme nel senso del mercato. Nel 1989 la Birmania assunse il nome diMyanmar per dare rilievo alle numerose minoranze etniche. In quello stesso anno Aung San Suu Kyi, figlia dell'eroe dell'indipendenza Aung San, fondò la Lega Nazionale per la Democrazia (Nld), ma le autorità in risposta la posero agli arresti domiciliari, condizione in cui si trova tuttora. Alle elezioni legislative del 27 maggio 1990 l'Nld conquistò 392 dei 485 seggi ma la giunta militare rifiutò il passaggio dei poteri. Nell'aprile 2002 la Commissione dei diritti umani dell'Onu condannò Myanmar per "violazioni sistematiche dei diritti dell'uomo". Nell'agosto 2007 l'aumento dei prezzi del carburante, che ha fatto raddoppiare i costi dei trasporti, ha scatenato massicce proteste, con marce e manifestazioni in tutto il paese. ansa.it

Migliaia di monaci buddisti sono in marcia contro il regime militare.
Il mondo sta assistendo ad una vera e propria rivoluzione nonviolenta, forse la più grande e importante della storia contemporanea. Ma la risposta della giunta militare è stata molto violenta, sfociando in una sanguinosa ondata repressiva. Presi di mira, in modo particolare, i monasteri buddisti: sarebbero diverse centinaia i monaci arrestati. Il bilancio delle vittime degli scontri, che solo ieri hanno provocato nove morti, potrebbe essere molto pesante.

Inoltre, è in atto un tentativo di interrompere il principale collegamento a internet, isolando ulteriormente un paese in mano alla dittatura militare.


Questo appello è rivolto soprattutto agli amici blogger:
Firmate e diffondete!

MyanmarFree
copia-incolla il codice nel template del tuo sito/blog
<!-- Inizio codice Myanmar FREE -->
<a href="http://www.petitiononline.com/UNSCFRC/petition.html" target="_blank"><img src="http://files.splinder.com/4b820e8bdf1096a881c8d832b12e1326.gif"></a>
<!-- Fine codice Myanmar FREE -->
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categorie: guerra e pace, immagini, appelli, storia, rivoluzione, informazione


venerdì, 07 settembre 2007

Perché (non) si deve parlare del V-Day

L'otto settembre sarà il giorno del Vaffanculo-Day, o V-Day, che prenderà forma in molte piazze italiane.

Il V-Day nasce come giornata di informazione e di partecipazione popolare e si pone l'obiettivo di portare in Parlamento - attraverso una raccolta di firme - una legge "popolare" che si riassume, fondamentalmente, nei seguenti tre punti:


     1. NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI
No ai 25 parlamentari condannati in Parlamento - Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale.

     2. DUE LEGISLATURE
No ai parlamentari di professione da venti e trent'anni in Parlamento - Nessun cittadino italiano può essere eletto in Parlamento per più di due legislature. La regola è valida retroattivamente.

     3. ELEZIONE DIRETTA
No ai parlamentari scelti dai segretari di partito - I candidati al Parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.

Sono oltre duecentomila gli iscritti alla marcia virtuale del V-Day, circa duecento le piazze d'Italia coinvolte e trenta le piazze che aderiranno all'estero, in tutti e cinque i continenti. Migliaia i video e le foto che gli utenti di internet hanno condiviso per l’evento.

Ma televisioni e giornali italiani hanno ignorato il V-Day. Perché?

Perché il V-Day sarà una giornata di informazione.
Maggiore sarà il grado di ignoranza di una popolazione, più facile sarà dominarla. E sappiamo bene quanto in Italia sia difficile, per noi comuni mortali, conoscere "i fatti". A noi è dato sapere cosa pensa dei fatti un opinionista piuttosto che un altro: non importa come si siano svolti veramente "i fatti"; ciò che deve interessarci è sapere come interpretarli politicamente... Perché mai mobilitarsi per il diritto all'informazione? Perché mai chiederci se sia giusto o meno che in Parlamento ci siano ben 25 parlamentari condannati in via definitiva, se Bruno Vespa in TV non ne ha mai parlato?

Perché il V-Day sarà una giornata di partecipazione popolare.
Alla nostra classe (casta) politica la partecipazione popolare fa decisamente paura. Molto meglio i salotti in stile "Porta a Porta" per parlare agli italiani comodamente seduti in poltrona. E se i conti non dovessero tornare, ci si potrà sempre consolare con le profonde riflessioni della Marini o degli opinionisti di turno... Perché mai gli italiani dovrebbero badare, in prima persona, ai propri interessi? Perché mai dovrebbero partecipare attivamente alla politica? Perché mai dovrebbero scendere in piazza e far sentire la propria rabbia e il proprio desiderio di cambiamento?

Perché il V-Day è un rivoluzionario tentativo di liberarci di questa "casta" politica.
E questa "casta" politica, apparentemente in disaccordo su tutto, sa essere molto compatta e determinata quando si tratta di salvaguardare i propri privilegi. Questa nostra "democrazia", fatta di pochi capi di partito che controllano le sorti dell'intero Paese, non può certo permettere che poche centinaia di migliaia di persone compromettano il perfetto equilibrio di mafia e corruzione su cui essa si sorregge... Perché mai, dunque, televisioni e giornali - che fanno capo a questo o a quell'altro schieramento politico - dovrebbero parlare del V-Day? Perché mai un (tele)giornale dovrebbe dare spazio e visibilità a chi lotta contro il proprio "padrone"?

Sabato 8 settembre, vai nella piazza della tua città e firma anche tu per portare in Parlamento la legge popolare!
condiviso da vegekuu alle ore 18:21 | link | commenti (19)
categorie: ricorrenze, storia, rivoluzione, informazione, società, mafie


giovedì, 02 agosto 2007

Previti si è dimesso. Ma ne restano ancora 24...

Dal blog di Beppe Grillo parte la marcia virtuale per inaugurare il V-Day

In seguito alla condanna a sei anni nel processo Imi-Sir, Cesare Previti si è dimesso.
Ma sono ancora 24 i parlamentari condannati in via definitiva che siedono in Parlamento...


Basta! Parlamento pulito
CONDANNATI DEFINITIVI IN PARLAMENTO
(Aggiornato a Giugno 2006)

  1. Berruti Massimo Maria (FI)
  2. Biondi Alfredo reato poi depenalizzato (FI)
  3. Bonsignore Vito (Udc - Parlamento Europeo)
  4. Borghezio Mario (Lega Nord - Parlamento Europeo)
  5. Bossi Umberto (Lega Nord - Parlamento Europeo)
  6. Cantoni Giampiero (FI)
  7. Carra Enzo (Margherita)
  8. Cirino Pomicino Paolo (Democrazia Cristiana - Partito Socialista)
  9. De Angelis Marcello (An)
  10. D'Elia Sergio (Rosa nel Pugno)
  11. Dell'Utri Marcello (FI)
  12. Del Pennino Antonio (FI)
  13. De Michelis Gianni (Nuovo Psi)
  14. Farina Daniele (Prc)
  15. Jannuzzi Lino (FI)
  16. La Malfa Giorgio (Pri)
  17. Maroni Roberto (Lega Nord)
  18. Mauro Giovanni (FI)
  19. Nania Domenico (An)
  20. Patriciello Aldo (Udc)
  21. Previti Cesare (FI)  Obiettivo raggiunto
  22. Sterpa Egidio (FI)
  23. Tomassini Antonio (FI)
  24. Visco Vincenzo (Ds)
  25. Vito Alfredo (FI)
Elenco delle condanne definitive a carico dei parlamentari


Il Vaffanculo-Day comincia con una marcia virtuale...
marcia.jpg

LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE: "PARLAMENTO PULITO"


NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI

No ai 25 parlamentari condannati in Parlamento - Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizion finale.

DUE LEGISLATURE

No ai parlamentari di professione da venti e trent'anni in Parlamento - Nessun cittadino italiano può essere eletto in Parlamento per più di due legislature. La regola è valida retroattivamente.

ELEZIONE DIRETTA

No ai parlamentari scelti dai segretari di partito - I candidati al Parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.


«L'8 settembre sarà il giorno del Vaffanculo day, o V-Day. Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Si terrà sabato otto settembre nelle piazze d’Italia, per ricordare che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi “culturali”.
Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione popolare»


(Beppe Grillo)

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categorie: sogni, storia, informazione, società, mafie


sabato, 21 luglio 2007

Le catene della prostituzione sacra

...continua la collaborazione con gli amici di J.@.M. Magazine

NossideA partire dal VI secolo nella polis della Magna Grecia, Locri Epizephyri, veniva perpetrato un rito in onore di Afrodite nella contingenza greca, per il cui culto le fanciulle scelte sacrificavano tutta la loro vita alla divinità, diventando sacerdotesse della stessa. Ma le mansioni di queste ultime, obbligate a concedersi in nome della dea, si disfacevano nella sfera sessuale: le sacerdotesse erano considerate come dei tramiti con la dea, grazie alla quale chi vi si rivolgeva poteva ottenere fertilità, benevolenza, positività, buona sorte… Questo rito, che affonda le radici nell'antica Mesopotamia, prende il nome di "Prostituzione Sacra".
Moltissime le fanciulle locresi donate alla dea dalle proprie famiglie, in cui probabilmente fino agli inizi del IV secolo capeggiava una figura femminile, essendo Locri, una polis basata sul Matriarcato.
Di queste fanciulle faceva parte anche la celebre poetessa Nosside, prosecutrice della lirica saffica e definita, per ciò, dall'età ellenistica in poi " La Saffo d'Occidente".

     Locri Epizephyri - IV/III sec. a.c.

Afrodite di Capua"Quante onde, quante procelle, quanto tempo mi divide da te. Il profumo del gelsomino che inebria i colli di questa terra, mi sospinge a fissare, sulla linea che ci separa, il tuo candido volto" sospirava Nosside di fronte alla vastità dello Ionio illuminato dalle ultime ore del giorno. Dal peristilio del tempio di Afrodite, assorta, riportava alla luce emozioni,sensazioni, sentimenti mai cancellati, rievocava lo Zefiro, complice di un amore soprasensibile, quel vento che ora non sembrava più lo stesso.
Da sempre, fin dal ventre materno il suo destino era compiuto, la sua vita era stata decisa da una madre troppo imperiosa, causa della fuga del padre e della sua condizione: sacerdotessa di Afrodite per tutta l'esistenza. Pensava all'astio della tanto amata Saffo nei confronti della misoginia paterna, raccontata in quei versi pur così dolci, antitesi dei costumi e delle usanze di Locri, una città retta e governata dalle donne.
Ma a differenza della poetessa di Lesbo, lei non riusciva ad essere ostile a nessuno, nonostante fosse stata privata della vera libertà, non sapeva odiare, lei era nata per amare. Non portava rancore neanche per quel mercante di porpore venuto dalla Siria, uno dei pochi uomini visti fino ai suoi dodici anni, con cui, obbligata dal santuario aveva dovuto perdere la verginità. Il pianto che seguì quel momento "sacro" di
avvicinamento alla divinità, la soddisfazione di quell'uomo, il tintinnio delle monete sul marmo dell'altare, riecheggiavano come fantasmi, e pur non alimentavano nessun sentimento ostile. Nella zona antistante al tempio, le ultime fanciulle portavano offerte alla dea, ognuna di loro,di lì a poco sarebbe stata iniziata a quel rito, sul quale era basata la religione e l'economia locrese.
Per tutto il giorno moltissime vergini avevano compiuto il proprio dovere, ed ora loro, ultime si apprestavano a rientrare in città prima che Erebo calasse il proprio mantello. Soltanto lei si attardava nei ricordi, rapita dalla nostalgia di un eros, lontano, unica vera luce che assorbiva tutti i barlumi di felicità:

"Nulla è più dolce d'amore; ed ogni altra gioia viene dopo di lui: dalla bocca sputo anche il miele".

Saffo AbbandonataCosì rispondeva alle sue discepole, alle sue fanciulle, quando credevano di poter allontanare l'eros della loro vita. Si donava e portava alla luce la loro natura erotica, non voleva privare anche di quella felicità, fanciulle che vivevano soltanto per praticare quel rito.
Ognuna di loro le ricordava quegli occhi ridenti e limpidi, nei quali amava specchiarsi, quelle dita rosate, fuoco per le sue membra, ma soprattutto quella voce così soave che decantava versi al pari di Omero, ogni sorriso di fanciulla rievocava in lei il brivido di Anite, figlia dell'Arcadia. Anite...da troppo tempo non pronunciava quel nome! Da quella mattina, sul pontile del porto, quando aveva gridato, con la voce rotta dal pianto: "Anite! Anite! Torna a prendermi..." Sapeva che quel giorno non sarebbe mai arrivato, lei non poteva abbandonare la sua terra, non poteva raggiungere Mitilene, dove l'avrebbe accompagnata nella loro dimora, in cui Anite aveva da anni deciso di abitare.
L'unica speranza era alimentata dall'incontro con quel giovane greco di nome Aristocle, che le aveva parlato di Anite, della fama ottenuta nell'isola di Lesbo e nel resto delle isole, di quella bellezza non logorata dall'età, di quei meravigliosi versi, voce del loro amore. A quell'uomo sulla riva del porto sormontata dal colle Esopis, aveva pronunciato, con quella vera luce negli occhi, queste parole:

"Straniero, se navigando ti recherai a Mitilene dai bei cori,
per cogliervi il fior fiore delle grazie di Saffo,
dì che fui cara alle Muse, e la terra Locrese mi generò.
Il mio nome, ricordalo, è Nosside. Ora va'!"


Marco Forlingeri        

Leggi gratutiamente il numero di Luglio/Agosto su www.jam-magazine.it
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categorie: poesia, immagini, letteratura, storia, donna


giovedì, 19 luglio 2007

Informazione o propaganda?

Quando le opinioni contano più dei fatti.

In esclusiva per i lettori di Pensierofilia il pratico tool super fashion
per difendersi dalle balle scritte sui giornali!!



Martedì 17 luglio, una nota agenzia di stampa diffonde questa notizia:

Bonino rimette suo mandato a Prodi
Il ministro critica trattative Governo- sindacati su pensioni

(ANSA) - ROMA, 17 LUG - Il ministro per le Politiche europee ed il Commercio estero, Emma Bonino, rimette il suo mandato nelle mani del presidente del Consiglio. "Ho scritto una lettera a Prodi - spiega la Bonino - per lasciare a lui la valutazione rispetto al mio permanere al Governo. Non sono qui a minacciare alcunche', tanto meno le dimissioni, ma puramente per rimettere nella sue mani il mio incarico". Il ministro ribadisce le sue critiche alla trattative in corso tra Governo e sindacati sulle pensioni. ansa.it


Ecco come "interpretano" la notizia due noti quotidiani:

Liberazione - Articolo di Frida Nacinovich
Libero - Articolo di Vittorio Feltri
La ministra della Rosa nel Pugno contro sindacati e Rifondazione. Scrive al premier: «Rimetto il mandato, scegli tra me e i comunisti»

PENSIONI: BONINO RICATTA PRODI: PUNISCI I SINDACATI O ME NE VADO

[...] Emma Bonino, la leader radicale rimette il suo incarico di ministra per il Commercio estero nelle mani del presidente del Consiglio. Il motivo? «Decida il premier se sono ancora compatibile con la sua proposta sulle pensioni». [...] si unisce al coro dei Lamberto Dini, Luca di Montezemolo e Mario Draghi, dei "riformisti per lo scalone", di Confindustria, di Bankitalia. E naturalmente della destra berlusconiana. [...] Evviva lo scalone di Maroni e Berlusconi dunque. E il programma dell'Unione, sottoscritto anche dai Radicali di Bonino? liberazione.it

PRODI USURA LA BONINO

Questa storia dei lavori usuranti ha stufato ancor prima di cominciare. A tal punto che la ministra Emma Bonino (radicale storica) si è sentita lei stessa usurata da Prodi e dall'infinita trattativa sulla riforma delle pensioni già riformate da Maroni (Lega) e ha deciso di esser pronta a dimettersi dal governo più usurato del mondo. Brava Bonino. Spero non si comporti come il mio amico Gustavo Selva. Il quale, dopo aver presentato in Senato le dimissioni per la nota menata dell'ambulanza utilizzata in luogo del tassì, le ha prudentemente ritirate il giorno in cui l'aula avrebbe discusso se respingerle o meno. Nel dubbio, le ha bruciate. Si è accorto che la gente lo vuole ancora lì, sullo scranno. In effetti l'unico rischio delle dimissioni scritte è che qualcuno le accetti. Era meglio evitare di fare il bauscia. La Bonino non sembra tipo da marcia indietro. D'altronde un anno di permanenza in un esecutivo stralunato era già troppo per una persona responsabile. libero-news.it


Che dire... "non sono qui a minacciare alcunché" è stata interpretata come "Bonino ricatta Prodi: punisci i sindacati o me ne vado" da una parte, e come "ha deciso di esser pronta a dimettersi dal governo più usurato del mondo" dall'altra.... logico, no?

Se anche voi ne avete le scatole piene del costante clima da campagna elettorale che aleggia sui giornali, se siete interessati alle "notizie" e non alla propaganda politica, allora vi propongo questo tool (per inserirlo nel vostro blog basta copia-incollare il codice) attraverso cui è possibile cosultare ed avere sempre a portata di mano le principali agenzie di stampa italiane e internazionali.

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