Pensierofilia è una selezione di pensieri... tenuti in aria dai puntini di sospensione..... è una memoria a più voci che si ispirano a principi di cooperazione e nonviolenza.
Italian Blogs for Darfur è un movimento online con l'obiettivo di far sentire la propria voce alle maggiori aziende di informazione e comunicazione italiane affinchè si dia corso a un nuovo servizio di informazione, più attento alle tragedie dei Paesi più poveri del mondo e in particolare del Darfur.
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Amnesty International è un’organizzazione non governativa indipendente, svolge ricerche e azioni per prevenire e far cessare gravi abusi dei diritti all’integrità fisica e mentale, alla libertà di coscienza e di espressione e alla libertà dalla discriminazione.
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online dal 13 maggio 2006
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Riflessioni ad alta voce per vivere al meglio il nuovo anno...
Monologo tratto dal film The Big Kahuna
Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.
Quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.
Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum
per risolvere un'equazione algebrica.
I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente,
di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.
Fa' una cosa ogni giorno che sei spaventato: canta!
Non essere crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele col tuo.
Lavati i denti!
Non perdere tempo con l'invidia: a volte sei in testa, a volte resti indietro.
La corsa è lunga e, alla fine, è solo con te stesso.
Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente, dimmi come si fa...
Conserva tutte le vecchie lettere d'amore,
butta i vecchi estratti-conto.
Rilassati!
Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.
Prendi molto calcio.
Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno.
Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant'anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche:
le tue scelte sono scommesse, come quelle di chiunque altro.
Goditi il tuo corpo, usalo in tutti i modi che puoi,
senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
E' il più grande strumento che potrai mai avere.
Balla!
Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.
Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Non leggere le riviste di bellezza: ti faranno solo sentire orrendo.
Cerca di conoscere i tuoi genitori, non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli, sono il miglior legame con il passato
e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.
Renditi conto che gli amici vanno e vengono, ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e gli stili di vita,
perché più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.
Vivi a New York per un po', ma lasciala prima che ti indurisca.
Vivi anche in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca.
Non fare pasticci con i capelli: se no, quando avrai quarant'anni, sembreranno di un ottantacinquenne.
Sii cauto nell'accettare consigli, ma sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia.
Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo,
passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga.
Restiamo in Afghanistan: solo un "tragico incidente".
Erano lì, alle porte di Kabul, per inaugurare un ponte. I genieri italiani lo avevano appena ricostruito. Una giornata di festa, con tanti bambini e un attentatore kamikaze che risale l'argine di un fiume. I soldati italiani si insospettiscono, lo fermano. Lui si fa esplodere. E' una strage. Muoiono 9 civili afgani, tra cui sei bimbi, e il maresciallo Daniele Paladini. Altri tre militari restano feriti, insieme a una decina di civili.
L'attentato è avvenuto ieri alle 9.52 locali, le 6.22 in Italia. Una strage. Secondo quanto riferito dal comando di Isaf, la missione della Nato, le schegge hanno ucciso dieci persone, oltre all'attentatore: nove civili, sei dei quali bambini, e il maresciallo Daniele Paladini. Feriti altri tre italiani e una decina di cittadini del posto. Le condizioni del sottufficiale sono subito apparse gravissime: è stato evacuato con un elicottero, ma è morto durante il trasporto all'ospedale di Kabul.
Il presidente della repubblica, Giorgio Napolitano esprime "dolore ed orgoglio". Il presidente del consiglio, Romano Prodi, dopo aver parlato di un terrorismo che in Afghanistan si presenta anche "con nuovi metodi" per quel paese, come quello dei kamikaze, risponde anche a chi in Italia solleva dubbi sulla missione: "La nostra strategia non cambia per un pur tragico incidente." ansa
Un tragico incidente, dunque. L'ennesimo. Nulla a che vedere con la teoria secondo la quale "ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria". Perché se il ponte è stato ricostruito, è evidente che qualcuno, prima, lo aveva distrutto (magari un caccia americano in "missione di pace"). Perché se un kamikaze compie un gesto così atroce e disumano, lo fa anche in nome delle migliaia di vittime innocenti, donne e bambini morti perché un caccia americano, per un "tragico errore" ha sganciato una bomba proprio sulle loro teste. Donne e bambini che non avranno mai un volto, né un nome. Li chiamano "danni collaterali". Vite minori, anonime, insignificanti. Nessuna medaglia al valore per loro. Niente funerali di stato.
Il presidente della repubblica e il presidente del consiglio provano "dolore e orgoglio" per la morte di Daniele Paladini. Ma non una parola sulle altre nove vittime dell'attentato, tra cui sei bambini. I telegiornali non manderanno in onda le loro foto, né i giornali pubblicheranno, in prima pagina, i loro nomi. I "danni collaterali" non hanno volto, non hanno nome. Nessuno prova "dolore e orgoglio" per le loro vite spezzate.
La colpa, ovviamente, è solo dei kamikaze, dei terroristi. Noi non abbiamo colpa. Nessuna colpa. Qualcuno, a torto, potrebbe obiettare che occupare militarmente un altro paese e sganciare le bombe addosso ai civili suona più di strategia di "guerra" che di "missione di pace". Ma, a parte qualche "tragico incidente" e qualche migliaia di "danni collaterali", la nostra era e rimane una "missione di pace".
Missione di Pace, tratto da Decameron di Daniele Luttazzi
A quale sorte andrà incontro il solenne inno di Forza Italia?
'Partito della Liberta' o 'Popolo della Liberta' che sia, la nuova creatura politica di Silvio Berlusconi cambia la faccia del centrodestra. Manda in archivio la vecchia Cdl. E provoca uno strappo sanguinoso, soprattutto con An.
Per il resto, infatti, si chiamano fuori anche Udc e Lega, ma con modi e toni molto diversi dal partito di Gianfranco Fini. Tra le piccole formazioni dell'opposizione, invece, è una corsa a salire sul carro del Cavaliere. Ci stanno La Destra di Storace, Azione Sociale di Alessandra Mussolini, i siciliani dell'Mpa, il Pri, che pure per ora non si scioglieranno. Ma è nel rapporto Berlusconi-Fini che gli equilibri della vecchia coalizione saltano. "Noi nel nuovo partito? Non se ne parla nemmeno. An non si scioglierà", taglia corto Fini di prima mattina. E attacca un progetto che considera "una scorciatoia plebiscitaria, confusa e personalistica". Di fatto poco più del "restyling di Fi". Ansa
La fine di Forza Italia?
Mah, cribbio! Non può essere vero!
Silvio, ripensaci!
Cosa resterà del solenne inno che tanto forte faceva palpitare i nostri cuori?
Forza Italia, Elio e Rocco Tanica feat Marco Travaglio